Home Page » Mondiali » Quella volta che l'Italia battè l'Ecuador

Una partita epica. Una vittoria che resterà scolpita nelle memoria e nel cuore di milioni di tifosi italiani. Per non parlare dello stomaco, vista l'ora. La partita inizia sotto brutti auspici. La telecronaca è affidata infatti all'uomo della jella, Bruno Pizzul, e al suo nuovo temibilissimo socio, Giacomo Bulgarelli.
Le squdre scendono in campo. I volti sono tiratissimi. Cannavaro porta ancora con sè il suo nuovo calendario. Suona l'inno nazionale italiano. Il muro azzurro è impassibile. Tutti a fare gli indifferenti. Il momento è solenne, fin quando Pizzul non comincia il suo show individuando addirittura due giocatori italiani che cantano l'inno, e una statua del Buddha che piange vino. Sono soltanto i primi sintomi di qualcosa di ben più grave.

La partita ha inizio. Al primo tocco di palla si capisce subito che l'Ecuador è la squadra più scarsa in circolazione nel mondo conosciuto e oltre. Anche la nazionale cantanti di Gianni Morandi gliele darebbe di santa ragione. Ma qui al posto di Ramazzotti & co, ci sono degli armadi con tanto di ruote motrici che nei primi 20 minuti radono al suolo i calzettoni dei giocatori italiani.

Ma clamorosamente l'Italia passa in vantaggio dopo soli 7 minuti. Totti prende il pallone, i giocatori sudamericani lo stanno a guardare come se stesse girando un'altra pubblicità, il numero 10 vede arrivare da dietro un montone, si impaurisce, poi guardando bene capisce che è Vieri e lo serve da dio. Il Bobo nazionale non ci pensa due volte (figuriamoci!) e scarica una sassata impressionante. La palla prima si insacca all'incrocio dei pali, e poi percorre altri 2mila kilometri.

L'Ecuador prova a reagire allo svantaggio guidata dal sorprendente De La Cruz, che ogni volta in possesso di palla eccita le fantasie calcistiche di Don Pizzul. Poco prima della mezz'ora di gioca arriva il raddoppio. TopoGigi Di Biagio infastidito dal flash di un fotografo dietro la porta ecuadoregna cerca di abbattere la macchina fotografica da 125 metri. La palla prende uno strano effetto e si deposita sulle due corsie del grande raccordo anulare che Vieri ha al posto delle coscie. L'attaccante controlla la palla, prende la mira, e spara dritto addosso al portiere. Il pallone s'impenna e ricade docilmente in rete sospinto dall'alito pesante del centravanti nerazzurro.

Non succede più nulla. A parte la solita giocata da playstation di Totti che con un missile terra aria da 30 metri costringe l'estremo difensore dell'Ecuador ad arruolarsi nelle truppe scelte americane.
Intanto Pizzul, continua nel suo lancinate monologo. Soggetto, verbo e complemento oggetto non hanno più senso per il buon Bruno.Si arriva così al momento clou della partita. Esce Totti e entra Alex Del Piero. I giapponesi presenti allo stadio si alzano in piedi, gli italiani davanti alla tv abbassano le mani... In quasi 20 minuti, Pinturicchio riesce a far rimpiangere perfino Pessotto con una gamba spezzata, e l'altra ingessata. L'ex studente Cepu corre e lotta, e sfiora anche il gol.

Ma in quel momento erano già tutti negli spogliatoi...

E tu che ne pensi della partita dell'Italia???



 
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