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Mondiali 2010

Il Sudafrica dopo l'apartheid: un paese di contraddizioni

Nonostante la fine dell'apartheid le condizioni di vita rimangono difficili per buona parte della popolazione sudafricana. Il Mondiale di calcio è un grande opportunità che il paese non vuole sprecare

a cura di andrea

redatto martedì 08.06.2010
Le prime elezioni democratiche con il suffragio esteso a tutte le razze, nel 1994, furono un trionfo per Nelson Mandela, che diventò Presidente del Sudafrica. La vittoria dell'African National Congress, che è ininterrottamente al potere da vent'anni, non ha risolto ovviamente tutti i problemi del Paese.

Per buona parte della popolazione le condizioni di vita sono sempre difficili; basti pensare che i servizi sociali come l'acqua, l'istruzione e la sanità non sono riconosciuti a tutti. In alcuni ghetti delle grandi città i poveri non sono ancora cittadini a tutti gli effetti.

L'AIDS e la criminalità dilagante hanno raggiunto livelli sempre più preoccupanti. La politica di Thabo Mbeki e Jacob Zuma, i successori di Nelson Mandela alla guida dell'ANC e del Sudafrica, hanno concentrato su questi temi l'azione del governo. Le diverse etnie che compongono la popolazione sono estremamente gelose della propria autonomia, e la corruzione diffusa soprattutto ai vertici dell'ANC è una piaga dolorosa.

johannesburgUn paese pieno di problemi, ma che guarda al futuro con fiducia. Il Sudafrica del post-apartheid è uno degli stati più sviluppati (se non il più sviluppato) dell'Africa e ambisce ad avere un ruolo di guida degli stati di tutto il continente. Il Sudafrica produce da solo più di un quarto del reddito di tutta l'Africa, grazie soprattutto alle risorse minerarie (oro, diamanti, platino, ferro, cromo, carbone). Dopo la fine del boicottaggio economico che indebolì in modo decisivo il regime dell'apartheid, il Sudafrica ha portato avanti con successo relazioni diplomatiche ed economiche con i paesi più importanti del pianeta.

Lo standard di vita della minoranza bianca è sempre di gran lunga superiore a quello della maggioranza nera: metà della ricchezza è nelle mani del 10% della popolazione sudafricana. Lo sforzo economico che il paese ha fatto per organizzare il Mondiale di calcio 2010 può essere una reale opportunità di crescita.

Il presidente Jacob Zuma ha detto che il Sudafrica non sarà più lo stesso e gli effetti positivi della manifestazione sportiva continueranno per anni: ''Lo sviluppo di queste infrastrutture continuerà anche dopo il fischio finale". Con la disoccupazione che sfiora il 30% e metà della popolazione che vive con meno di due dollari al giorno, il Sudafrica ha un disperato bisogno degli effetti positivi del Mondiale di calcio. Basterà?

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