Martin Luther King: vita e pensiero di un rivoluzionario

Di Redazione Studenti.

"I Have a dream" è stato un discorso d'uguaglianza che è rimasto simbolo indelebile per milioni di neri d'America. Studenti.it dedica un approfondimento a uno dei leader indiscussi delle battaglie per i diritti civili della gente di colore

"Ho fatto un sogno: che i miei quattro bambini vivranno un giorno in un paese in cui non verranno giudicati per il colore della loro pelle ma solo per le loro qualità"

Meno di quaranta anni fa c'erano fontanelle pubbliche separate per bianchi e neri, a teatro la balconata separata per neri ed un'altro esempio famoso, pensando a Martin Luther King, i posti in fondo al bus solo per neri. Difficile da credere ma era veramente poco tempo fa. La lotta per cambiare queste condizioni e guadagnare la parità dei diritti di fronte alla legge per i cittadini di qualsiasi razza è stata la scena di fondo della breve vita di Martin Luther King.
Martin Luther King è nato il 15 gennaio 1929 ad Atlanta negli Stati Uniti. A sei anni comincia a frequentare la scuola alla Yonge Street Elementary School, dopo che l'anno prima era stato espulso perché era stato scoperto a seguire i corsi a cinque anni!
Il padre, Martin Luther King senior, era pastore della Chiesa battista, la mamma una maestra. Nella primissima infanzia il piccolo Martin era solito giocare con i bambini bianchi del quartiere ma, con l'inizio delle scuole elementari, accaddero alcuni fatti incomprensibili che rattristarono il bambino negro: fu escluso dai giochi dei suoi vicini di casa e, addirittura, essi ebbero il severo divieto di parlare con lui. Martin non riusciva a farsene una ragione: non aveva fatto loro alcun dispetto, non li aveva offesi in alcun modo, perché lo allontanavano? Invano la mamma cercò di rasserenarlo parlandogli di cosa significasse essere di colore e vivere in uno Stato del Sud, gli raccontò delle lontane origini africane, della lunga e terribile schiavitù sopportata dalla sua gente, della Guerra di Secessione che aveva dato loro, almeno formalmente, la libertà.

Durante l'adolescenza, mentre frequentava il "Morehouse College" grazie ad un insegnante, capì l'importanza della religione: solo la fede in Dio permetteva ai fratelli negri di sopravvivere e di credere che "Lassù Qualcuno li amava". Per il giovane questa frase fu una tale rivelazione che, dopo il liceo, s'iscrisse al Seminario di Chester, in Pennsylvania. Completò gli studi e, durante la preparazione della tesi di laurea (conseguita in seguito, all'Università di Boston), conobbe una ragazza, Coretta Scott Young, che studiava canto al New England Conservatory con la speranza di diventare soprano. La giovane donna proveniva da una famiglia di origini modeste (il padre era un falegname) che era stata oggetto di vessazioni da parte di alcune sette razziste; anche Coretta aveva il sogno di poter fare qualcosa per la gente della sua razza. I due giovani s'innamorarono e nel 1953 si sposarono a Marion, città natale della giovane, poi si trasferirono a Montgomery (Alabama) negli Stati del Sud, ove maggiore era l'intolleranza razziale: entrambi erano decisi a lottare per non essere più giudicati inferiori, ma cittadini come gli altri.

"L'America è la nostra patria, nell'esercito di George Washington, nella guerra per la nostra indipendenza, c'erano anche cinquemila soldati negri… Perché un essere umano deve essere disprezzato per il differente colore della sua pelle?" Il modello di lotta che ispirava la sua teoria era quello proposto da Gandhi: la non - violenza.
Le sue prediche incominciarono a renderlo famoso tra i suoi fratelli di razza e non solo, la sua battaglia per i diritti civili stava attirando un numero di proseliti sempre più numerosi. Nel dicembre del 1955 un fatto, in apparenza banale, dette una svolta alla lotta di King...

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