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La Triennale di Milano presenta Woodstock - The After Party

L'allestimento della mostra fonde contributi storici e pura rappresentazione con l'ausilio di combinazioni di suoni e musiche, fotografie selezionate dall'archivio Corbis, videoproiezioni e installazioni audiovisuali. La mostra, aperta fino al 20 settembre, è a ingresso libero

di Redazione Studenti 20 luglio 2009
In occasione del quarantesimo anniversario del Festival di Woodstock, la Triennale di Milano presenta Woodstock - The After Party.

Nell'agosto 1969, a Bethel, località in prossimità di White Lake, nello Stato di New York, è in programma un festival rock: il Woodstock Music and Art Fair, una tre giorni di musica in cui sono previste le esibizioni di artisti come Jimi Hendrix, Janis Joplin, gli Who, Crosby Stills Nash & Young, Jefferson Airplane, Santana.

Già dalla fine di luglio, la Contea di Sullivan è pacificamente invasa da decine di migliaia di persone provenienti da ogni angolo degli Stati Uniti. Un movimento di persone, successivamente ribattezzato Woodstock Nation, unite dalla condivisione di valori e ideali di cui la musica rock è la perfetta sintesi.

Nel momento stesso in cui nasceva, la Woodstock Nation definiva la sua essenza, fatta di ideali e di libertà, di pace e di amore, divenendo un'istantanea della controcultura giovanile statunitense di fine anni Sessanta. Un grandioso precedente e, dunque, un modello a cui fare riferimento. Le generazioni cresciute nei decenni successivi hanno tentato di sentirsi parte di quella Nation oppure l'hanno fortemente rinnegata, ma in ogni caso si sono confrontati con essa.

I grandi raduni musicali nel tempo hanno assunto nuove forme, come i rave e gli street festival. Ma il senso dell'aggregazione giovanile intorno alla musica è rimasto intatto nella sostanza. Il festival è una "zona franca" in cui valgono altre regole rispetto alla quotidianità.

Woodstock - The After Party indaga quanto gli eventi musicali di massa rappresentino una chiave di lettura fondamentale per comprendere la cultura e il costume delle generazioni cresciute negli ultimi quarant'anni.

L'allestimento della mostra fonde contributi storici e pura rappresentazione con l'ausilio di combinazioni di suoni e musiche, fotografie selezionate dall'archivio Corbis, videoproiezioni e installazioni audiovisuali.

La mostra, aperta fino al 20 settembre, è a ingresso libero. Info su http://www.triennalebovisa.it.

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