Merito di
Alessandro Rosso, della “Alessandro Rosso incentive” che l’idea se l’è fatta venire nel corso di uno
dei suoi viaggi, durante il quale ha scoperto l’Ice hotel di
Jukkasjarvi, dove è stato concepito e progettato per la prima volta un locale di questo tipo.
Rosso ha fatto arrivare
40 tonnellate di ghiaccio direttamente da Jukkasjarvi e le ha affidate direttamente alle mani di artisti come
Arne Bergh e Mikael Nille Nilsson, anche loro svedesi.
Il risultato è tutto
da vedere e da toccare, ovviamente non privi di
guanti e mantello che vengono forniti all’ingresso.Qualcuno penserà che bisogna essere masochisti per sottoporsi a questa
tortura sotto zero. Questa tesi potrebbe poi essere corroborata dal fatto che dentro il locale non si può stanziare per più di
mezz’ora e per di più pagando
17 euro.
Lo spettacolo però è di quelli impedibili. Bellissimi lastroni lasciano
intravedere crepe e spaccature naturali. L’imponente bancone bar abbina invece curve e rigore geometrico. Le quattro statue poste al centro del “salotto” sono invece
interattive in quanto svelano allo sguardo dell’ospite un lato ogni volta diverso. Infatti basta
modificare la prospettiva per ottenere sensazioni visive differenti. A completare l’arredo poi ci sono
due divanetti, completamente ghiacciati e ricoperti da morbida pelle di renna.
Dal locale è bandita ogni sorta di
bevanda calda. All’Ice Bar infatti si beve rigorosamente gelato e firmato dall’
Absolute. Infatti si può ordinare un cocktail a base di succo e Absolute Vodka, quella originale, prodotta ad
Ahus e poi importata in Italia per venire sorseggiata in bicchieri di ghiaccio trasparente. Ma attenzione: il bordo pian piano si scioglie
al contatto con le labbra.
Il contenuto alcolico invece scalda il cuore di
60 persone per volte. Già, perché se il locale fosse affollato da più persone con una temperatura corporea di
37 gradi il tutto rischierebbe di sciogliersi.
Absolute Ice Bar - p.zza Gerusalemme 12
Servizio tratto dal 4° numero di Studenti Magazine