L'interesse dei media per le polemiche, i conflitti, i litigi è ben noto. Quando si tratta di politica nazionale questo è particolarmente evidente: poche spiegazioni delle decisioni che vengono prese, la quasi totalità dei servizi dedicati ad analizzare i commenti faziosi, i presunti retroscena, i dissidi interni. Più spiacevole è che anche gli articoli dedicati all'Università si concentrino spesso sui contrasti tra le rappresentanze e che vengano trascurati i numerosi eventi culturali, i nuovi servizi per gli studenti, i semplici squarci sulla vita universitaria degli studenti milanesi.
Tuttavia la questione dell'assegnazione dei fondi alle attività studentesche, che ultimamente ha attirato l'attenzione di importanti testate nazionali, ha una portata che supera le semplici schermaglie giornaliere tra le diverse liste di rappresentanza. In ballo, stavolta, è il diritto degli studenti a ricevere dall'Università non soltanto corsi e voti sul libretto, ma anche la possibilità di organizzare eventi culturali, entrare nella redazione di un giornalino, gestire un servizio utile alla comunità studentesca.
UN'OPPORTUNITA' POCO PUBBLICIZZATA
Forse pochi lo sanno, ma tutti gli studenti possono presentare una richiesta di finanziamento all'Università: sono sufficienti cento firme e l'elenco delle spese motivate da preventivo su carta intestata. Le richieste vengono vagliate da una apposita commissione che quest'anno, per esempio, assegnerà 170.000 euro. Le liste di rappresentanza, invece, possono presentare le loro richieste senza bisogno della raccolta di firme, avendo già ricevuto il consenso di una parte della comunità studentesca. Questa distinzione ha fatto sì che le liste siano diventate i catalizzatori delle attività studentesche e che attorno ad esse siano sorte numerose iniziative culturali e di utilità per gli studenti.
IL CASUS BELLI: ASSOCIAZIONI INDIPENDENTI O LEGATI A UNA LISTA?
Al momento, le richieste delle liste di rappresentanza e delle liste “indipendenti” vengono trattate allo stesso modo nell'erogazione dei finanziamenti. Anche perché spesso la separazione tra associazioni e liste di rappresentanza è poco chiara e può essere facilmente elusa con progetti dal titolo neutrale e non riconducibili a nessuna lista. Da qui è nato il problema sollevato dai consiglieri di amministrazione di Sinistra Universitaria. “I finanziamenti richiesti quest'anno eccedevano i fondi stanziati dall'Università di più di 135.000 euro (quasi il doppio dei 120.000 erogati). La Commissione si è così trovata di fronte alla necessità di decurtare tutti i finanziamenti richiesti, senza tenere conto della loro effettiva validità e favorendo la realtà che ne aveva presentati di più”, spiega Matteo Cazzulani, consigliere di SU.
OBIETTIVO STUDENTI: LISTA “PIGLIA-TUTTO”?
La tesi di SU è che la lista di Obiettivo Studenti, vicina a Comunione e Liberazione, abbia approfittato dei criteri poco stretti di valutazione della Commissione per presentare ben ventiquattro richieste di finanziamento, delle quali soltanto tre contenevano nel titolo il riferimento alla lista. In questo modo, nonostante l'esame delle richieste e la selezione operata dalla Commissione, a Obiettivo Studenti sarebbero stati destinati circa un terzo del totale dei fondi. Le prove di questa contiguità? “Alcuni referenti di questi progetti sono attualmente rappresentanti di OS, altri si sono candidati alle scorse elezioni per quella lista. Inoltre, molti preventivi provengono dalle medesime copisterie, e addirittura in un caso il richiedente porta lo stesso cognome del gestore della tipografia”, dice Cazzulani.
Sinistra Universitaria ha tenuto un comportamento diverso: “noi abbiamo presentato tredici richieste che portavano espressamente il nome della lista” precisa Matteo Cazzulani. “Ci sembra che questo agevoli il lavoro della Commissione preposta alla valutazione dei progetti, che sa a chi chiedere conto della qualità e dell'effettiva utilità per gli studenti delle nostre attività. Inoltre, le nostre iniziative hanno una storia e sono note ormai alla maggior parte della comunità studentesca.
Si può dire altrettanto delle attività culturali riconducibili, secondo SU, a Obiettivo Studenti? Sarebbe interessante sondare l'effettiva conoscenza degli studenti di periodici come “Tiger”, “La Tana del re” o “True Man”. Abbiamo chiesto al consigliere di OS di fornirci la sua versione dei fatti, ma questi, benché ce l'avesse promesso, non ha risposto alle nostre domande.
LE STRANEZZE RILEVATE NELLE RICHIESTE
Ci limitiamo quindi a descrivere alcune stranezze relative alle attività presentate. Una parte di esse è stata notata dalla Commissione che ha provveduto a bocciare i relativi progetti: è il caso del “torneo di calcetto”, richiesto a nome di Obiettivo Studenti, della “grigliata per tutti” e della “raccolta di canti alpini”, tutti riconducibili a tale lista secondo le ricerche di SU, e tutti esclusi in quanto non conformi alle finalità richieste. Ci sono poi casi di sovrapposizione con servizi già svolti dall'Università, come l'orientamento delle matricole (proposto sia da OS che da SU e bocciato in entrambi i casi) o le lezioni introduttive e i gruppi di studio (bocciati a OS). I consiglieri di SU fanno notare inoltre che una richiesta di finanziamento riguardava il noleggio di una mostra del meeting di CL a Rimini e un'altra includeva il rimborso spese per il senatore Marcello Pera.
LA SOLUZIONE PROPOSTA DA SU
Come evitare che queste polemiche si ripetano in futuro? Cazzulani ci spiega che nella mozione di Sinistra Universitaria presentata al Rettore “si chiedano sostanzialmente due cose: la creazione di un albo delle associazioni, che valuti con maggior cura la diffusione, la continuità e la qualità delle attività finanziate e un tetto massimo di fondi destinate alle liste di rappresentanza, risultante dall'assegnazione di una somma compresa tra i 3.000 e i 5.000 euro per ogni membro degli organi superiori; infine, bisogna rendere più severi i controlli delle firme raccolte per evitare che si creino “associazioni-civetta””.
In conclusione, non possiamo che augurarci che la trasparenza e la corretta informazione degli studenti su questa loro opportunità permetta in futuro un'assegnazione dei fondi per le attività culturali e sociali quanto più oculata e meritocratica possibile .