Ogni
anno la facoltà di Lettere e Filosofia mette a disposizione
degli studenti centinaia di collaborazioni da 150 ore da svolgere
presso le biblioteche, le sale di studio, o in
attività di tutorato. Esperienze lavorative
remunerate (8 euro all'ora) che contribuiscono a far sentire gli
studenti pienamente partecipi del funzionamento della
comunità universitaria. Occasioni preziose per sviluppare
competenze nella gestione dei fondi bibliotecari e nella sorveglianza
del funzionamento delle sale studio, oltre che per guadagnare qualche
soldino (1200 euro in tutto).
Eppure le iscrizioni alle
collaborazioni sono in diminuzione, e spesso i posti sono
più dei candidati. Ennesima prova delle
difficoltà di comunicazione tra Facoltà e
studenti, anche se, talvolta, le collaborazioni risultano faticose e
sottraggono tempo allo studio e alla frequenza ai corsi. Noi siamo
andati in alcuni dei luoghi dove la Facoltà impiega la
forza-lavoro studentesca, investendo sulla freschezza degli studenti e
sulla loro determinazione a mostrarsi in grado di autogestirsi.
BIBLIOTECA DI ANGLISTICA
Igor è stato selezionato per svolgere la
collaborazione presso la biblioteca di anglistica. Approfittiamo della
apparente calma del desk da dove di solito consegna e riceve i libri
per chiedergli quale sia l'iter burocratico per aggiudicarsi la
possibilità di svolgere una collaborazione.
"Prima
di tutto bisogna iscriversi ai bandi dal SIFA, selezionando "servizi di
segreteria-iscrizione ai bandi": è possibile conoscere
immediatamente il punteggio da cui si parte, che viene calcolato sulla
base del merito e del reddito. Una volta iscritti, bisogna monitorare
periodicamente il sito della facoltà per vedere se escono
dei bandi di nostro gradimento. Se ciò avviene, ci si
può iscrivere ai colloqui di selezione che prevedono alcune
prove riguardanti le mansioni che saremo chiamati a svolgere. Io ad
esempio ho dovuto leggere un brano e sostenere una breve conversazione
in inglese. Quindi, se si viene accettati, ci si mette d'accordo con
gli altri collaboratori sugli orari, tenendo conto che per regolamento
le ore giornaliere non possono essere più di quattro".
I suoi compiti:
"Nulla di trascendentale: vado a prendere i
libri richiesti al piano di sotto, risistemo quelli che ritornano dal
prestito, intanto imparo qualche nozione di catalogazione che non
escludo possa servirmi in futuro." Con i 1200 euro cosa
farai?
"Diciamo che mi pagherò i libri per il
prossimo anno".
BIBLIOTECA DI SCIENZE DELL'ANTICHITA' E FILOLOGIA MODERNA
Basta un rapido colpo d'occhio alla biblioteca SAFM a dare
l'impressione che la mole di lavoro sia ben più imponente.
Oltre agli studenti delle collaborazioni, ci sono sempre tre o quattro
dipendenti che si alternano al ritiro delle richieste di prestito e
alla consegna dei volumi che arrivano dal magazzino. I 120 posti a
sedere per gli studenti sono quasi sempre tutti occupati. E allora non
è difficile immaginare come i libri che salgono e scendono
dal piano ammezzato, i dizionari colpevolmente lasciati in giro e gli
scaffali da riordinare lascino poco tempo per tirare il respiro alle
studentesse che si avvicendano nei turni di tre ore.
"Tre ore
che il recente guasto del montacarichi ha reso particolarmente
faticose, visto anche che qui siamo quasi tutte ragazze" mi
racconta
Erika mentre smaltisce l'ennesima pila di
libroni che gli utenti hanno finito di consultare.
"Io non mi
lamento, devo dire che i rapporti con gli altri dipendenti sono
cordiali, però senza montacarichi si fa davvero fatica,
soprattutto il mattino, tra le 9.00 e le 10.00, quando l'addetto al
seminterrato non è ancora arrivato". "A
volte dispiace che gli studenti se la prendano con noi se i libri che
richiedono in prestito non ci sono." Idee su come spendere la
paga ricevuta?
"Li userò per alleviare il salasso
mensile del mio affitto a Milano".
BIBLIOTECA SOTTOCROCIERA
Nella Sottocrociera l'ordine di grandezza dei problemi è ben
diverso.
"Il lavoro è abbastanza tranquillo. I
turni si fanno a coppie" mi spiega
Manuela,
"uno non deve mai assentarsi dal bancone e distribuisce i
cartoncini per avere il posto. L'altro intanto può occuparsi
dei periodici di cui è responsabile: verifica che siano in
ordine e quando arriva l'ultimo numero pubblicato lo mette in evidenza".
"Gli unici inconvenienti sono i contenziosi sui posti riservati ai
ricercatori, che spesso, siccome sono vuoti, vengono occupati da
qualche studente. Ma nel complesso tutto fila liscio: è la
prova che sono sufficienti due studenti per far andare avanti una
biblioteca grande come quella di Sottocrociera, anche se, in caso di
necessità, possiamo sempre rivolgerci alla Direttrice che ha
l'ufficio al piano di sopra." Curiosa la risposta che ci
dà quando le chiediamo cosa le abbia lasciato questa
esperienza:
"sinceramente non penso che sarà utile
per il mio futuro lavorativo; piuttosto, vedere una tale
quantità di gente incessantemente china sui libri, tutti i
giorni, mi aiuta a ritrovare le motivazioni per studiare" ci
confessa sorridendo.
AULETTA STUDIO “B”
L'ultimo luogo dove siamo andati ad intervistare gli studenti al lavoro
è l''auletta C”, ubicata vicino alla mensa. Si
tratta di un'aula dedicata esclusivamente allo studio, anche se i
maligni sostengono che il suo utilizzo risponda più spesso
ad esigenze ricreative. Da dietro il bancone,
Matteo
mi indica il suo portatile, sul quale sta lavorando alla tesi:
“
Io non riesco a studiare con questo rumore, al
massimo leggo il giornale o correggo la tesi” mi
dice sconsolato.
“Io invece ci riesco”
ribatte
Morgana, la sua collega di collaborazione.
“
A me non dispiace fare quattro chiacchiere con gli
utenti dell'auletta. Ho scelto questa sede proprio per questo, e
inoltre è risaputo che chi viene qui non ha troppo lavoro da
fare e può portarsi dei libri da studiare.”
Mi spiegano poi che i responsabili dell'auletta danno loro molta
autonomia e che tra studenti c'è molta
solidarietà:
“Io ho un debito di 6 ore
verso Matteo” continua Morgana,
“e
adesso sta soltanto alla mia onestà
restituirgliele” dice con aria scherzosa dando una
pacca sulla spalla al suo vicino, che annuisce perplesso e
restituisce i documenti ad uno studente che sta abbandonando la sala.