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Borse di collaborazione: studiare e lavorare alla Facoltà di Lettere e Filosofia

Centinaia di occasioni per gli studenti di Lettere e Filosofia alla Statale di Milano: le borse di collaborazione sono un'ottima possibilità per cominciare a lavorare già prima della laurea. Ma le richieste sono in diminuzione e i contributi sono spesso superiori al numero dei candidati

di Marco Genre 27 febbraio 2008
Il Logo di StudentiMagazineOgni anno la facoltà di Lettere e Filosofia mette a disposizione degli studenti centinaia di collaborazioni da 150 ore da svolgere presso le biblioteche, le sale di studio, o in attività di tutorato. Esperienze lavorative remunerate (8 euro all'ora) che contribuiscono a far sentire gli studenti pienamente partecipi del funzionamento della comunità universitaria. Occasioni preziose per sviluppare competenze nella gestione dei fondi bibliotecari e nella sorveglianza del funzionamento delle sale studio, oltre che per guadagnare qualche soldino (1200 euro in tutto). Eppure le iscrizioni alle collaborazioni sono in diminuzione, e spesso i posti sono più dei candidati. Ennesima prova delle difficoltà di comunicazione tra Facoltà e studenti, anche se, talvolta, le collaborazioni risultano faticose e sottraggono tempo allo studio e alla frequenza ai corsi. Noi siamo andati in alcuni dei luoghi dove la Facoltà impiega la forza-lavoro studentesca, investendo sulla freschezza degli studenti e sulla loro determinazione a mostrarsi in grado di autogestirsi.

BIBLIOTECA DI ANGLISTICA
Igor è stato selezionato per svolgere la collaborazione presso la biblioteca di anglistica. Approfittiamo della apparente calma del desk da dove di solito consegna e riceve i libri per chiedergli quale sia l'iter burocratico per aggiudicarsi la possibilità di svolgere una collaborazione. "Prima di tutto bisogna iscriversi ai bandi dal SIFA, selezionando "servizi di segreteria-iscrizione ai bandi": è possibile conoscere immediatamente il punteggio da cui si parte, che viene calcolato sulla base del merito e del reddito. Una volta iscritti, bisogna monitorare periodicamente il sito della facoltà per vedere se escono dei bandi di nostro gradimento. Se ciò avviene, ci si può iscrivere ai colloqui di selezione che prevedono alcune prove riguardanti le mansioni che saremo chiamati a svolgere. Io ad esempio ho dovuto leggere un brano e sostenere una breve conversazione in inglese. Quindi, se si viene accettati, ci si mette d'accordo con gli altri collaboratori sugli orari, tenendo conto che per regolamento le ore giornaliere non possono essere più di quattro". I suoi compiti: "Nulla di trascendentale: vado a prendere i libri richiesti al piano di sotto, risistemo quelli che ritornano dal prestito, intanto imparo qualche nozione di catalogazione che non escludo possa servirmi in futuro." Con i 1200 euro cosa farai? "Diciamo che mi pagherò i libri per il prossimo anno".

BIBLIOTECA DI SCIENZE DELL'ANTICHITA' E FILOLOGIA MODERNA
Basta un rapido colpo d'occhio alla biblioteca SAFM  a dare l'impressione che la mole di lavoro sia ben più imponente. Oltre agli studenti delle collaborazioni, ci sono sempre tre o quattro dipendenti che si alternano al ritiro delle richieste di prestito e alla consegna dei volumi che arrivano dal magazzino. I 120 posti a sedere per gli studenti sono quasi sempre tutti occupati. E allora non è difficile immaginare come i libri che salgono e scendono dal piano ammezzato, i dizionari colpevolmente lasciati in giro e gli scaffali da riordinare lascino poco tempo per tirare il respiro alle studentesse che si avvicendano nei turni di tre ore. "Tre ore che il recente guasto del montacarichi ha reso particolarmente faticose, visto anche che qui siamo quasi tutte ragazze" mi racconta Erika mentre smaltisce l'ennesima pila di libroni che gli utenti hanno finito di consultare. "Io non mi lamento, devo dire che i rapporti con gli altri dipendenti sono cordiali, però senza montacarichi si fa davvero fatica, soprattutto il mattino, tra le 9.00 e le 10.00, quando l'addetto al seminterrato non è ancora arrivato". "A volte dispiace che gli studenti se la prendano con noi se i libri che richiedono in prestito non ci sono." Idee su come spendere la paga ricevuta? "Li userò per alleviare il salasso mensile del mio affitto a Milano".

BIBLIOTECA SOTTOCROCIERA
Nella Sottocrociera l'ordine di grandezza dei problemi è ben diverso. "Il lavoro è abbastanza tranquillo. I turni si fanno a coppie" mi spiega Manuela, "uno non deve mai assentarsi dal bancone e distribuisce i cartoncini per avere il posto. L'altro intanto può occuparsi dei periodici di cui è responsabile: verifica che siano in ordine e quando arriva l'ultimo numero pubblicato lo mette in evidenza". "Gli unici inconvenienti sono i contenziosi sui posti riservati ai ricercatori, che spesso, siccome sono vuoti, vengono occupati da qualche studente. Ma nel complesso tutto fila liscio: è la prova che sono sufficienti due studenti per far andare avanti una biblioteca grande come quella di Sottocrociera, anche se, in caso di necessità, possiamo sempre rivolgerci alla Direttrice che ha l'ufficio al piano di sopra." Curiosa la risposta che ci dà quando le chiediamo cosa le abbia lasciato questa esperienza: "sinceramente non penso che sarà utile per il mio futuro lavorativo; piuttosto, vedere una tale quantità di gente incessantemente china sui libri, tutti i giorni, mi aiuta a ritrovare le motivazioni per studiare" ci confessa sorridendo.

AULETTA STUDIO “B”
L'ultimo luogo dove siamo andati ad intervistare gli studenti al lavoro è l''auletta C”, ubicata vicino alla mensa. Si tratta di un'aula dedicata esclusivamente allo studio, anche se i maligni sostengono che il suo utilizzo risponda più spesso ad esigenze ricreative. Da dietro il bancone, Matteo mi indica il suo portatile, sul quale sta lavorando alla tesi: “Io non riesco a studiare con questo rumore, al massimo leggo il giornale o correggo la tesi” mi dice sconsolato. “Io invece ci riesco” ribatte Morgana, la sua collega di collaborazione. “A me non dispiace fare quattro chiacchiere con gli utenti dell'auletta. Ho scelto questa sede proprio per questo, e inoltre è risaputo che chi viene qui non ha troppo lavoro da fare e può portarsi dei libri da studiare.” Mi spiegano poi che i responsabili dell'auletta danno loro molta autonomia e che tra studenti c'è molta solidarietà: “Io ho un debito di 6 ore verso Matteo” continua Morgana, “e adesso sta soltanto alla mia onestà restituirgliele” dice con aria scherzosa dando una pacca sulla spalla al suo vicino, che annuisce perplesso e  restituisce i documenti ad uno studente che sta abbandonando la sala.

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