L’Unione degli Universitari di Milano, associazione confederata all'associazione nazionale Unione degli Universitari, nasce come progetto per la creazione di un sindacato studentesco universitario.
Sito web nazionale: www.udu.org
E-mail: udu@studenti.it
La sindacalizzazione studentesca è un fenomeno conosciuto da decenni negli altri paesi europei, dove esistono associazioni sindacali universitarie o di studenti medi di grandissima importanza, con percentuali d’iscritti elevatissime. In Italia i sindacati degli studenti nascono in tempi recentissimi, solamente nel 1994 si forma l’UdS, sindacato degli studenti medi e quasi in contemporanea, in maniera coordinata, nasce l’UdU.
L’Unione degli Universitari associa ragazze e ragazzi per una politica che non isoli, che non faccia sentire soli, che non sia cosa diversa dalla risposta ai problemi quotidiani. Associa giovani per una politica come azione concreta e tensione ideale per intervenire sulle condizioni di vita degli studenti e modificarla secondo valori d’uguaglianza nei diritti, differenza delle identità, solidarietà nei rapporti umani.
Associamo interessi e disponibilità per migliorare, a partire dalle nostre università, la realtà che ci circonda. Associamo ragazzi e ragazze diversi tra loro per conquistare obiettivi reali di libertà e d’emancipazione. Lavoriamo concretamente per affermare i diritti degli studenti, per costituire una rappresentanza di questi come categoria, portatrice d’interessi propri, diritti e rivendicazioni che solo una struttura sindacale può interpretare.
La scelta compiuta dall’Unione degli Universitari, di un’azione politica che parta dal basso, di un lavoro quotidiano di microvertenzialità dentro le facoltà, al livello più basso negli atenei e la scelta di una rappresentanza fortemente specializzata, concentrata nell’ambito delle politiche universitarie, non sono il sintomo di una mancanza di prospettiva politica. Abbiamo sempre cercato di proporre una visione complessiva della società e della politica, in polemica tanto con coloro che pretendono di portare avanti un’azione dentro le università prescindendo da qualsiasi background culturale, tanto con coloro che fanno politica dentro l’università in maniera totalmente ideologizzata, pretendendo di ritrovare schemi dogmatici propri di una visione della politica non laica nella realtà particolarissima della vita universitaria, che, invece, necessariamente richiede un’elaborazione specifica.
In questi anni l’Unione degli Universitari ha lavorato per affermare una visione della formazione universitaria come di un diritto di cittadinanza essenziale per la piena partecipazione di ciascuno alla vita del paese come strumento per il raggiungimento di un’autorealizzazione non solo lavorativa ma a 360° del cittadino. Il diritto all'istruzione e alla cultura è stato, ed è ancora oggi, vissuto come condizione necessaria per una moderna e non escludente democrazia.
La formazione quale requisito di cittadinanza, il sistema universitario quale luogo di soddisfacimento di un diritto essenziale del cittadino che, nel moderno sistema produttivo, rischia di restare vittima di meccanismi di disoccupazione strutturale, di rapido invecchiamento delle tecnologie, rischia di trovarsi nell’impossibilità di ricollocarsi con successo nel mondo del lavoro e quindi nella società.
L’Unione si batte per difendere e ampliare i diritti degli studenti ma soprattutto per difendere i diritti di chi suo malgrado all’Università non ha potuto accedere a causa della sua condizione economica. L’Unione si batte per rilanciare l’idea di un’università pubblica, perché fruita da tutta la collettività autonoma, perché gestita e governata consapevolmente da tutti coloro che la abitano, democratica, perché diretta con strumenti che garantiscano la partecipazione e la pari dignità di tutti. L'Unione si batte per un’Università aperta a tutti e finanziata dalla fiscalità generale. In questa direzione, secondo noi, il "numero chiuso" non deve essere applicato in alcuna facoltà. L’Unione si batte affinché chiunque sia messo in grado di accedere all’università: aumentando il finanziamento pubblico per la formazione superiore.
Crediamo fermamente che l’associazionismo politico rappresenti, nelle sue molteplici concretizzazioni, il vero futuro della partecipazione degli individui alla vita pubblica e alla gestione dello stato. Riteniamo che la Società Civile possa rappresentare, in questa fase storica, il momento di produzione di nuove idee, il momento d’elaborazione di nuove e più genuine istanze.
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