Il mercato ed il sistema dei prezzi

Di Barbara Leone.

Caratteristiche del mercato e del sistema dei prezzi da un punto di vista economico e politico. luogo in cui avviene l’incontro tra coloro che domandano e coloro che offrono beni e servizi. Il mercato non si identifica necessariamente come un luogo geografico, in quanto gli scambi possono avvenire anche a distanza, tramite computer o telefono. Nel passato lo scambio si effettuava tra beni diversi dalla moneta (baratto). Col passare del tempo il baratto è stato sostituito con lo scambio basato sulla moneta

In economia con il termine "mercato" si indica un luogo in cui avviene l’incontro tra coloro che domandano e coloro che offrono beni e servizi. Il mercato non si identifica necessariamente come un luogo geografico, in quanto gli scambi possono avvenire anche a distanza, tramite computer o telefono. Nel passato lo scambio si effettuava tra beni diversi dalla moneta (baratto). Col passare del tempo il baratto è stato sostituito con lo scambio basato sulla moneta, soprattutto perché è diventato più difficile stabilire un equo scambio di merci di diverso tipo. Con il sistema monetario si stabilisce il rapporto di scambio (prezzo) che c’è tra il bene acquistato e la moneta. Il prezzo dipende dalla qualità, dall’utilità e dalla rarità. Quest'ultima, a sua volta, dipende da due fattori: lo spazio e il tempo della merce. Il prezzo perciò è definito come la quantità di moneta scambiata per una certa quantità di beni in un certo istante e luogo.

Alla base del mercato c’è lo scambio che può essere in natura (baratto), con moneta (merce accettata da tutti come mezzo di pagamento), con credito di scambio monetario (differente nel tempo). Secondo i neoclassici si scambiano merci per parità di valore d’uso. La domanda nel mercato è effettuata dalle famiglie, l’offerta dalle imprese. Nel sistema economico interviene poi lo stato che stabilisce le regole entro le quali devono agire le famiglie e le imprese e agisce come soggetto economico pur non avendo fine di lucro.

Il mercato può essere mondiale, locale, nazionale. Sotto il punto di vista del bene trattato si distinguono due tipi di mercato: il mercato delle merci ha per oggetto case, terreni, prodotti agricoli, moneta; il mercato del lavoro ha per oggetto il lavoro umano. Il prezzo di equilibrio è il punto dove quantità di domanda e di offerta coincidono. E’ dato dal punto di incontro delle due curve; non è stabile e ci possono essere oscillazioni influenzate da fattori esterni. Se il prezzo è uguale al prezzo di equilibrio, allora la domanda è uguale all’offerta; se il prezzo è maggiore del prezzo di equilibrio, allora la domanda è minore dell’offerta; se il prezzo è minore del prezzo di equilibrio, allora la domanda è maggiore dell’offerta.

Nel sistema dei prezzi la variazione di un solo prezzo influisce in maniera maggiore o minore rispetto agli altri, in conseguenza dei rapporti che legano i beni tra di loro. I prezzi di beni tra loro complementari tendono a muoversi in direzione opposta quando varia l’offerta di uno di essi, mentre tendono a muoversi nello stesso senso quando varia la domanda di uno di essi.

Ci sono diversi tipi di prezzo:
- in base al tempo, si parla di prezzi preventivi (quantificazione di situazioni produttive future); prezzi consuntivi (quantificazione di prezzi già verificatesi); prezzi correnti (quantificano situazioni attuali);
- in base alla vendita dei prodotti, si parla di prezzi alla produzione, all’ingrosso, al dettaglio; prezzi imposti (fissati dal produttore e non modificabili dal rivenditore); prezzi controllati (il produttore controlla i venditori per evitare oscillazioni di prezzo tra zone di vendita diverse); prezzi consigliati (modificabili dal venditore a sua discrezione); prezzi civetta (prezzi convenienti su un prodotto per attrarre consumatori verso quel punto vendita); prezzi calmierati (imposti dagli organi dello stato per prodotti di prima necessità); prezzi pubblici (sono inerenti a beni o servizi venduti dallo stato a prezzi inferiori al costo);
- in relazione alla dimensione, si distinguono i prezzi nazionali e internazionali.

Si ha un mercato in regime di libera concorrenza bilaterale quando la domanda è esercitata da un grande numero di consumatori e l’offerta da un grande numero di produttori. In tal modo si ha competizione tra gli imprenditori: coloro che soddisferanno gran parte della domanda ottenendo profitti conquisteranno il mercato; gli altri saranno, invece, esclusi. I consumatori a loro volta sono in competizione tra loro per accaparrarsi i beni di qualità a prezzo più favorevole. Da ciò si può affermare che in un sistema economico di libera concorrenza migliora l’efficienza delle imprese e il benessere sociale. Dove c’è una concorrenza perfetta c’è un mercato perfetto nel quale vale la legge di Jevons: per uno stesso bene in un certo momento esiste un solo prezzo.

Perché si verifichi il mercato concorrenziale occorre che:
- sia aperto a tutti e ci siano molti produttori e consumatori liberi di fare la propria domanda e offerta. Nessuno di essi può influenzare il prezzo che si forma sul mercato;
- sia trasparente: sia produttori che consumatori sono a conoscenza di tutto ciò che si vende e a quali prezzi;
- non ci siano preferenze: i consumatori agiscono in base al principio edonistico (massimo utile col minimo mezzo) senza lasciarsi condizionare da fattori esterni;
- sia omogeneo: i beni trattati sono confrontabili per consentire al consumatore di valutare il rapporto qualità/prezzo.

Il monopolio è una forma di mercato dove il potere economico è nelle mani di una sola persona. Nell’oligopolio il potere economico è nelle mani di più persone. Lo stato, per impedire la concentrazione del potere nelle mani di pochi, è dotato di una legislazione antimonopolistica (antitrust) per difendere i consumatori da prezzi troppo elevati.

Gli imprenditori non sono mai fissi ma ci sono imprenditori che entrano ed escono dal mercato. Coloro che escono sono quelli che vedono diminuire i propri margini di profitto avendo così minore disponibilità finanziaria; entrano invece imprenditori che, avendo capitali accumulati in altre attività, li investono in un settore da loro considerato promettente.

Gli imprenditori sono classificati in:
- ordinari, cioè dotati di capacità e mezzi;
- incapaci, cioè scarsamente dotati o in posizione svantaggiata rispetto ad altri;
- capaci, cioè ottimamente dotati o in posizione favorevole rispetto ad altri.
Il prezzo scende quando aumenta la produzione, quindi coloro che sostengono un costo unitario medio superiore al prezzo di vendita sono esclusi dal mercato. Inizialmente escono dal mercato gli imprenditori incapaci (imprese extramarginali). Nonostante ciò l’imprenditore ordinario continua a produrre ed il prezzo scende fino ad eguagliare il costo unitario medio di produzione degli imprenditori ordinari (imprese marginali). Oltre non si può andare perché, se uscissero dal mercato gli imprenditori ordinari, la quantità offerta dalle imprese (che produrrebbero con un costo unitario medio inferiore al prezzo - imprese intramarginali), non sarebbe sufficiente per soddisfare la domanda e il prezzo salirebbe immediatamente.

In un regime di libera concorrenza il prezzo tende ad eguagliare il costo unitario medio degli imprenditori ordinari e pertanto ad annullare il loro profitto. La politica dei prezzi è la tecnica adottata dai produttori per fissare i prezzi dei propri prodotti. I metodi per attuarla sono:
- calcolare il costo di produzione ed aggiungere un margine percentuale (profitto) per arrivare al prezzo. Il profitto ha due significati: è una garanzia che copre il rischio di lavorare in perdita ed è il profitto sperato nel caso in cui non si verifichi il rischio. Più alto è il profitto meno elevata sarà la possibilità di vendere il bene;
- stimare il prezzo a cui un prodotto può essere venduto e quindi produrlo a un costo tale da garantire un profitto.

Ci sono tante altre motivazioni che possono influenzare il prezzo di vendita, come farsi conoscere sul mercato o far credere che il proprio prodotto sia migliore degli altri. Le aziende devono poi calcolare e analizzare l’elasticità della domanda rispetto al prezzo. Il dumping consiste nel vendere in un mercato straniero a prezzi più bassi per esaurire rimanenze o catturare quote di mercato, ma è scoraggiata da leggi nazionali e pratiche internazionali.