Come funziona la Memoria? Quali sono i disturbi? Cos'è l'apprendimento? Argomento ampiamente trattato

Con il termine memoria ci si riferisce in generale alla capacità dell’uomo di ricordare informazioni acquisite in precedenza attraverso l’esperienza e di apprendere nuove informazioni integrandole con quelle già acquisite.
La neuropsicologia odierna può giustificare l’esistenza di una memoria umana costituita da componenti funzionali separate.
E’ possibile distinguere una memoria a breve termine (chiamata anche memoria di lavoro) che consente la ritenzione di quantità limitate di informazioni per pochi secondi, e una memoria a lungo termine che permette il ricordo di una gran quantità di informazione per periodi di tempo dell’ordine di mesi e anni.
A sua volta la memoria può essere frazionata in almeno due componenti funzionali per materiale verbale e materiale visuospaziale.
La memoria a lungo termine può essere scomposta in varie componenti, tra le quali: memoria semantica, memoria episodica e memoria procedurale.


La memoria semantica comprende la conoscenza organizzata che ogni individuo possiede su oggetti, parole, concetti eregole.
Il tipo di informazione contenuto in questa informazione è di tipo astratto e non legata a particolari situazioni di luogo e tempo.
Per memoria episodica si intende la memoria che si ha per episodi e avvenimenti accaduti in un dato contesto. Si tratta di ricordi di cui si ha avuto esperienza diretta. La distinzione fra memoria semantica ed episodica è stata introdotta da Tulving.
Questi due tipi di memoria vengono spesso accomunati sotto il termine di memoria dichiarativa, in quanto il soggetto nel ricordare deve dichiarare coscientemente i connotati del proprio ricordo.
Il concetto di memoria procedurale fa riferimento a ricordi specifici che vengono abitualmente appresi e recuperati senza piena coscienza, come per esempio guidare un’automobile.
Il modello più famoso di memoria distinta in due magazzini uno a breve termine e uno a lungo termine, è quello formulato da Atkinson e Shiffrin (1968).
Il flusso dell’informazione inizia con l’ingresso degli stimoli ambientali nei registri sensoriali. Questi effettuano una prima analisi percettiva nelle varie modalità sensoriali (uditiva, visiva, ecc) della durata di pochi millesecondi.
Dopo questa breve analisi l’informazione viene trasferita in forma ricodicificata nel magazzino a breve termine. Qui un numero limitato di informazioni può essere trattenuto per un breve periodo di tempo per reiterazione.
Più a lungo l’informazione permane entro la memoria a breve termine, più è probabile che si trasferisca nella memoria a lungo termine.
L’informazione proveniente dall’esterno durante il periodo in cui rimane nel magazzino a breve termine può esser o trascritta nel magazzino a lungo termine, oppure andare perduta per decadimento o per interferenza di nuovi elementi entrati nel sistema.
Nel caso in cui l’informazione venga trascritta nella memoria a lungo termine essa può considerarsi definitivamente acquisita.


Disturbi della memoria e dell’apprendimento

Se un bambino ha difficoltà di memoria, necessariamente incontrerà problemi nel ricordare e nell’apprendere.
Si è spesso portati a credere che un disturbo di memoria consista nella mancanza di un’abilità a conservare le informazioni. Invece capita sovente che bambini con disturbo specifico d’apprendimento dimostrino capacità notevoli di memoria, che purtroppo però non vengono applicate agli apprendimenti rilevanti.
I bambini con disturbo specifico di apprendimento possono avere problemi sia nella memoria a breve termine, sia in quella a lungo termine, ma i problemi generalmente interagiscono col tipo di difficoltà di elaborazione che hanno.

Per esempio, molti bambini con disturbo specifico di apprendimento hanno difficoltà a elaborare il linguaggio, conseguentemente, quando devono memorizzare una informazione linguistica fanno fatica ad analizzarla, registrarla, organizzarla in memoria e quindi poi recuperarla dal magazzino di memoria quando serve.
Ci sono tuttavia difficoltà di memoria che non sono legate alla capacità di elaborare un determinato tipo di informazioni, ma alla memoria di lavoro cioè alla capacità di lavorare con la memoria su informazioni appena presentate.
Un compito di memoria di lavoro potrebbe consistere nel far ascoltare al bambino una serie di parole, e nel chiedergli di ricordare alla fine di tutto, solo l’ultima parola di ogni serie.
Molti bambini con disturbo specifico di apprendimento incontrano difficoltà in situazioni di questo tipo.
Si è osservato che essi tendono a ricordare meno le parole finali e più parole interne alla serie, quelle che avrebbero dovuto scartare.