La
supremazia economica dell'Inghilterra nei commerci mondiali fu sanzionata dall'espansione territoriale in America, conseguita con le vittorie militari a danno prima della Spagna, nella
guerra di successione spagnola (1701-1714) e poi della Francia, nella
guerra dei Sette anni (1756-1763), in seguito alla quale i britannici ottennero il Canada, la Florida, la Louisiana orientale.
Intanto i tredici stati americani acquisivano
posizioni di forza nel rapporto con la madrepatria, perché le ragioni dello
scambio commerciale volgevano a loro favore: crescevano le esportazioni di legname, grano, tabacco, cotone, e il numero delle navi fabbricate nei cantieri americani, mentre diminuiva l'importazione di merci dall'Inghilterra. La
popolazione delle colonie era intanto salita da 250.000 abitanti nel 1700 a oltre due milioni nel 1770. Anche sul
piano politico il rapporto tra
colonie e madrepatria cambiò e quando il parlamento inglese nel 1764-65 impose il
Sugar and Molasses Act (tassa sullo zucchero) e lo
Stamp Act (tassa sugli atti d'ufficio) nacquero le prime forme di resistenza delle tredici colonie, che decisero per il
boicottaggio delle merci inglesi.
A Boston, nel
1770, un contingente inglese sparò sulla folla che dimostrava contro nuove tasse, provocando alcuni morti: l'episodio suscitò forte emozione e contribuì ad aggravare la frattura tra il governo di Londra e i coloni americani.
Negli anni successivi le posizioni si radicalizzarono da entrambe le parti, mentre continuava la protesta contro la tassa sul tè. Nel dicembre
1773 i coloni, per protesta contro la concessione del monopolio della vendita del tè alla Compagnia delle Indie Orientali, affondarono tre navi cariche di tè all'ancora nel porto di Boston (
Boston Tea Party). Seguirono ritorsioni da parte del governo di Londra a cui i rappresentanti dei tredici stati risposero rafforzando la loro alleanza e
rivendicando l'autogoverno delle colonie nel primo Congresso continentale del 5 settembre 1774.
Poco tempo dopo, il
conflitto politico si trasformò in scontro armato, intrapreso inizialmente dallo stato del Massachusetts e divenuto una scelta generale al
secondo Congresso continentale (1775), quando i tredici stati votarono a favore del reclutamento di un esercito, che affidarono al comando di
George Washington. Inoltre decisero l'emissione di una
moneta americana e assunsero le prerogative di autorità di governo delle colonie. Superando le resistenze dei moderati e dei lealisti, contrari alla separazione dall'Inghilterra, i rappresentanti più radicali si batterono fino a ottenere l'approvazione della
Dichiarazione d'indipendenza (
4 luglio 1776), che rappresentò
l'atto di nascita degli Stati Uniti.
Dalla parte degli insorti americani e dopo la loro vittoria a Saratoga Springs nel 1777, scesero in campo la Francia, l'Olanda e la Spagna: i loro aiuti militari (soprattutto dei francesi) e finanziari spostarono l'equilibrio del conflitto.
Dopo cinque anni di operazioni, segnate da rari scontri in campo aperto, perlopiù conclusi a favore degli americani, e a seguito della sconfitta inglese a Yorktown (1781), furono intavolate trattative di pace che, con la mediazione della Francia, sfociarono nella
firma del trattato di Parigi (1783) e nell'indipendenza delle colonie americane.
Introduzione Le origini e l'insediamento coloniale La Costituzione Sviluppo economico e territoriale La guerra di Secessione Lotte sociali e politica estera Roosevelt e Wilson La crisi del 1929 e il New Deal La seconda guerra mondiale e il piano Marshall La guerra fredda ... fino a Clinton