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USA: La guerra d'indipendenza

Uno speciale a cura di Studenti.it sulla storia e lo sviluppo degli USA, dalla fondazione fino a Clinton

di Redazione Studenti 5 ottobre 2007
La supremazia economica dell'Inghilterra nei commerci mondiali fu sanzionata dall'espansione territoriale in America, conseguita con le vittorie militari a danno prima della Spagna, nella guerra di successione spagnola (1701-1714) e poi della Francia, nella guerra dei Sette anni (1756-1763), in seguito alla quale i britannici ottennero il Canada, la Florida, la Louisiana orientale.
Intanto i tredici stati americani acquisivano posizioni di forza nel rapporto con la madrepatria, perché le ragioni dello scambio commerciale volgevano a loro favore: crescevano le esportazioni di legname, grano, tabacco, cotone, e il numero delle navi fabbricate nei cantieri americani, mentre diminuiva l'importazione di merci dall'Inghilterra. La popolazione delle colonie era intanto salita da 250.000 abitanti nel 1700 a oltre due milioni nel 1770. Anche sul piano politico il rapporto tra colonie e madrepatria cambiò e quando il parlamento inglese nel 1764-65 impose il Sugar and Molasses Act (tassa sullo zucchero) e lo Stamp Act (tassa sugli atti d'ufficio) nacquero le prime forme di resistenza delle tredici colonie, che decisero per il boicottaggio delle merci inglesi.

A Boston, nel 1770, un contingente inglese sparò sulla folla che dimostrava contro nuove tasse, provocando alcuni morti: l'episodio suscitò forte emozione e contribuì ad aggravare la frattura tra il governo di Londra e i coloni americani.
Negli anni successivi le posizioni si radicalizzarono da entrambe le parti, mentre continuava la protesta contro la tassa sul tè. Nel dicembre 1773 i coloni, per protesta contro la concessione del monopolio della vendita del tè alla Compagnia delle Indie Orientali, affondarono tre navi cariche di tè all'ancora nel porto di Boston (Boston Tea Party). Seguirono ritorsioni da parte del governo di Londra a cui i rappresentanti dei tredici stati risposero rafforzando la loro alleanza e rivendicando l'autogoverno delle colonie nel primo Congresso continentale del 5 settembre 1774.

Poco tempo dopo, il conflitto politico si trasformò in scontro armato, intrapreso inizialmente dallo stato del Massachusetts e divenuto una scelta generale al secondo Congresso continentale (1775), quando i tredici stati votarono a favore del reclutamento di un esercito, che affidarono al comando di George Washington. Inoltre decisero l'emissione di una moneta americana e assunsero le prerogative di autorità di governo delle colonie. Superando le resistenze dei moderati e dei lealisti, contrari alla separazione dall'Inghilterra, i rappresentanti più radicali si batterono fino a ottenere l'approvazione della Dichiarazione d'indipendenza (4 luglio 1776), che rappresentò l'atto di nascita degli Stati Uniti.
Dalla parte degli insorti americani e dopo la loro vittoria a Saratoga Springs nel 1777, scesero in campo la Francia, l'Olanda e la Spagna: i loro aiuti militari (soprattutto dei francesi) e finanziari spostarono l'equilibrio del conflitto. Dopo cinque anni di operazioni, segnate da rari scontri in campo aperto, perlopiù conclusi a favore degli americani, e a seguito della sconfitta inglese a Yorktown (1781), furono intavolate trattative di pace che, con la mediazione della Francia, sfociarono nella firma del trattato di Parigi (1783) e nell'indipendenza delle colonie americane.


Introduzione
Le origini e l'insediamento coloniale
La Costituzione
Sviluppo economico e territoriale
La guerra di Secessione
Lotte sociali e politica estera
Roosevelt e Wilson
La crisi del 1929 e il New Deal
La seconda guerra mondiale e il piano Marshall
La guerra fredda
... fino a Clinton

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