Maturità 2019: l'eccezione al 6 in tutte le materie. Quando è obbligatorio e quando non lo è

Di Marta Ferrucci.

Cosa cambia con la riforma dell'esame di Stato che parte dalla maturità 2019? Ecco i punti salienti su ammissione e test Invalsi spiegati dalla Ministra Valeria Fedeli

MATURITA' 2019: NOVITA'

Come cambia l'esame di maturità dal 2019
Come cambia l'esame di maturità dal 2019 — Fonte: istock

Oggi alle 12 su Repubblica TV la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli è stata intervistata sulle riforme della Buona scuola, comprese le novità sull’esame di maturità e l’esame di terza media. Come già è stato annunciato, l’entrata in vigore del nuovo esame di Stato è slittato all’anno scolastico 2018-2019 per dare tempo e modo di assorbire i cambiamenti.

MATURITA' 2019: L'ECCEZIONE AL 6 IN TUTTE LE MATERIE

Era noto anche che - per essere ammessi all’esame di Stato -  fosse necessario avere la sufficienza in tutte le materie ma il Ministro ha parlato anche di una eccezione: “Se il collegio docenti lo ritiene, si può ammettere all’esame di maturità anche lo studente a cui è rimasta una insufficienza. A decidere questa eccezione è il consiglio scolastico ma il maturando non viene ammesso al pari degli altri maturandi: lo studente viene ammesso ma gli si riducono il numero di crediti". Non sarebbe infatti giusto -  sostiene la Ministra - che coloro che vengono ammessi con almeno il 6 in tutte le materie, abbia gli stessi crediti di chi si porta dietro una insufficienza.

Per essere ammessi è invece obbligatorio il 6 in condotta e su questo non ci sono deroghe perchè è una misura che punta a contrastare i fenomeni di bullismo a scuola. Una battaglia di civiltà – secondo la Fedeli - che vuole trasmettere un messaggio importante e insegnare ai ragazzi regole di civiltà e convivenza.

TERZA PROVA VIA MA ARRIVA L'ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Perché si è scelto di eliminare il quizzone, la temuta terza prova? Perché si è aggiunta la valutazione del percorso di alternanza scuola-lavoro, una innovazione didattica che deve essere valutata alla maturità.

IL TEST INVALSI NON E' VALUTATIVO

Sul Test Invalsi al quinto anno la Fedeli ci tiene a sottolineare che il suo svolgimento è obbligatorio per essere ammessi all’esame di maturità ma non è valutativo ne’ il risultato è discriminante per entrare all’università. E’ però importante farlo e conoscerne il risultato affinché le famiglie conoscano questi standard di valutazione mentre agli studenti dovrebbero servire per conoscere e colmare le lacune che il test mette in evidenza.