Maturità 2017: tutte le tracce di italiano hanno qualcosa in comune, ecco cosa

Di Maddalena Balacco.

La natura, il progresso e il rapporto che lega l'uomo al passato e al futuro: è questo il tema conduttore di tutte le tracce della maturità 2017 prima prova

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Tutte le tracce e temi svolti della prima prova Maturità 2017 hanno qualcosa in comune, e questo qualcosa è la natura. Leggendo infatti le tracce che il Miur ha sottoposto ai maturandi, in ogni ambito e di ogni tipologia, troviamo infatti una sottotraccia molto marcata, che racconta di un rapporto difficoltoso e spesso violento, quello fra uomo e natura, in ottica di progresso. 

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Il progresso, la natura e l'uomo da Giorgio Caproni ai robot

Leggendo tutte le tracce di italiano della prima prova per la maturità 2017 ci accorgiamo infatti di un filo conduttore che le collega idealmente, e quel filo conduttore è il rapporto di uomo e natura in relazione al progresso, che certo rappresenta nuove opportunità per l'uomo ma d'altra parte è - se non armonizzato - un pericolo reale per la natura. E quella natura diventa poi, come in un circolo vizioso, un pericolo per l'uomo, quando "rivoltandosi" distrugge.

Con l'analisi del testo di Giorgio Caproni e i suoi Versicoli quasi ecologici"apriamo" idealmente il nostro viaggio con una critica e dura, editoriale quasi, allo squilibrio del rapporto uomo-natura in senso etico e poetico, con l'uomo che distrugge per il progresso economico, non curandosi di un sistema che pure lo ha creato, e alterandone l'equilibrio per il proprio tornaconto.

Ma nella realtà dei fatti in cosa si sviluppa questo rapporto? Quali sono le evidenze che lo regolano e le storture che si evidenziano quando non è ragionato e armonico? Lo scopriamo con la tipologia B: nell'ambito artistico letterario dove vediamo le due facce della natura, matrigna e fata idilliaca, compagna e sconosciuta, amica e nemica. La natura qui evidenziata è un'essenza terza, inumana poiché può avere mille volti e con questi cambiare la vita dell'uomo che pure a sua volta la trasforma con il suo vivere.

Queste trasformazioni riguardano la successiva traccia sull'ambito socio economico e quella sull'ambito tecnico e scientifico. Questo progresso che spesso calpesta la natura, natura dalla quale pure l'uomo è generato, non rischia forse di calpestare l'uomo stesso? E di farlo attraverso la sua prima caratteristica, quel lavoro che a oggi ne caratterizza l'intera essenza sociale, sempre più spesso "minacciato" dall'automazione? Il progresso per l'uomo è minaccia o opportunità? E per la natura? Dipende forse da quella volontà dell'uomo - e torniamo a Caproni - che lo ha reso carnefice della natura circostante e forse, anche di sé stesso.

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Natura, progresso e storia: cosa possiamo imparare?

E veniamo quindi alla "conclusione" del nostro viaggio: cosa significa il progresso nella vita dell'uomo e nel suo rapporto con la natura? Possiamo trovare il nostro futuro nelle piaghe del passato, analizzando quegli anni - '50 e '60 - in cui il boom economico ci ha fatti ritenere erroneamente immortali, e il "brutale" passaggio da paesaggio rurale e paesaggio urbano non ha rispettato nel modo giusto quella natura che sino a quel momento faceva da sfondo all'umanità. 

Progresso, allora, cos'è? Ce lo domandiamo nel tema di ordine generale: progresso ed etica possono camminare insieme? E questa etica a cosa dovrebbe riferirsi e chi dovrebbe deciderla? Questa, forse, la riflessione che il Miur ha voluto regalare a noi e ai maturandi.