Maturità 2016: la traccia del saggio breve artistico letterario sul rapporto padre-figlio

Di Francesca Ferrandi.

Tracce maturità 2016: i documenti scelti dal Miur per il saggio breve artistico-letterario della prima prova dell'esame di Stato

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TRACCE MATURITÀ 2016: IL SAGGIO BREVE ARTISTICO-LETTERARIO

Il Miur ha ufficialmente pubblicato le tracce della prima prova di Maturità 2016 e, finalmente, è possibile leggere gli argomenti e i brani proposti dal Ministero per l’esame di Stato di quest’anno. Per quanto riguarda il saggio breve di ambito artistico-letterario, l’argomento della traccia della prima prova 2016 è stato il rapporto padre-figlio nelle arti e nella letteratura del Novecento. I documenti proposti nella traccia del saggio breve artistico-letterario sono stati il componimento Mio padre è stato per me “l’assassino”, di Umberto Saba, un passo della Lettera al padre di Franz Kafka, il dipinto Il figliol prodigo di De Chirico e uno stralcio tratto dal romanzo Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi. Si potevano però citare, sempre rimanendo inerenti alla traccia del saggio breve artistico-letterario proposto dal Miur per la Maturità 2016, anche il rapporto padre-figlio ne La coscienza di Zeno di Italo Svevo e, perché no, il conflitto tra generazioni ben spiegato da Pirandello nel suo romanzo I vecchi e i giovani.

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MATURITÀ 2016: LA TRACCIA DEL SAGGIO BREVE SUL RAPPORTO PADRE-FIGLIO

Questa la consegna del saggio breve artistico letterario sul rapporto padre-figlio scelto dal Miur per la Maturità 2016:

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

TRACCIA SAGGIO BREVE 2016: SABA E DE CHIRICO PER L’AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO

Di seguito, invece, i documenti scelti dal Miur per la traccia di prima prova 2016 del saggio breve di ambito artistico-letterario, in particolar modo il componimento di Saba e il dipinto di De Chirico:

Mio padre è stato per me “l’assassino”

Mio padre è stato per me “l’assassino”,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.
Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto.
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.
Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentiva della vita i pesi.
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.
“Non somigliare - ammoniva - a tuo padre”.
Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
eran due razze in antica tenzone.

Umberto Saba, Il canzoniere sezione Autobiografia,
Einaudi, Torino 1978

TRACCE MATURITÀ 2016: I BRANI DI KAFKA E TOZZI PER IL SAGGIO BREVE

Qui, invece, troverai i documenti relativi ai brani di Franz Kafka e Federigo Tozzi scelti dal Miur per la traccia del saggio breve artistico-letterario 2016:

«Dei primi anni ricordo bene solo un episodio. Forse anche tu lo ricordi. Una notte piagnucolavo incessantemente per avere dell’acqua, certo non a causa della sete, ma in parte probabilmente per infastidire, in parte per divertirmi.
Visto che alcune pesanti minacce non erano servite, mi sollevasti dal letto, mi portasti sul ballatoio e mi lasciasti là per un poco da solo, davanti alla porta chiusa, in camiciola. Non voglio dire che non fosse giusto, forse quella volta non c’era davvero altro mezzo per ristabilire la pace notturna, voglio soltanto descrivere i tuoi metodi educativi e l’effetto che ebbero su di me. Quella punizione mi fece sì tornare obbediente, ma ne riportai un danno interiore.
L’assurda insistenza nel chiedere acqua, che trovavo tanto ovvia, e lo spavento smisurato nell’essere chiuso fuori, non sono mai riuscito a porli nella giusta relazione. Ancora dopo anni mi impauriva la tormentosa fantasia che l’uomo gigantesco, mio padre, l’ultima istanza, potesse arrivare nella notte senza motivo e portarmi dal letto sul ballatoio, e che dunque io ero per lui una totale nullità.»

Franz KAFKA, Lettera al padre, traduzione di C. GROFF, Feltrinelli, Milano 2013

«Pietro, gracile e sovente malato, aveva sempre fatto a Domenico un senso d’avversione: ora lo considerava, magro e pallido, inutile agli interessi; come un idiota qualunque! Toccava il suo collo esile, con un dito sopra le venature troppo visibili e lisce; e Pietro abbassava gli occhi, credendo di dovergliene chiedere perdono come di una colpa. Ma questa docilità, che sfuggiva alla sua violenza, irritava di più Domenico. E gli veniva voglia di canzonarlo. […]
Pietro stava zitto e dimesso; ma non gli obbediva. Si tratteneva meno che gli fosse possibile in casa; e, quando per la scuola aveva bisogno di soldi, aspettava che ci fosse qualche avventore di quelli più ragguardevoli; dinanzi al quale Domenico non diceva di no. Aveva trovato modo di resistere, subendo tutto senza mai fiatare. E la scuola allora gli parve più che altro un pretesto, per star lontano dalla trattoria. Trovando negli occhi del padre un’ostilità ironica, non si provava né meno a chiedergli un poco d’affetto. Ma come avrebbe potuto sottrarsi a lui? Bastava uno sguardo meno impaurito, perché gli mettesse un pugno su la faccia, un pugno capace d’alzare un barile. E siccome alcune volte Pietro sorrideva tremando e diceva: - Ma io sarò forte quanto te!- Domenico gli gridava con una voce, che nessun altro aveva: - Tu?- Pietro, piegando la testa, allontanava pian piano quel pugno, con ribrezzo ed ammirazione.»

Federigo TOZZI, Con gli occhi chiusi, BUR Bibl. Univ., Rizzoli, Milano 1986