Maturità 2013, professori poco corretti?

Di Valeria Roscioni.

Valutazioni poco eque e professori che premiano la frode. È questo il quadro poco lusinghiero della maturità in Italia?

La sufficienza data a chi non se la merita. Valutazioni ingiuste che non tengono conto della carriera scolastica degli alunni, che non insegnano la morale per cui alla fine chi si dimostra ligio al dovere viene premiato. Strappi alla regola estemporanei. Questo il quadro poco lusinghiero della maturità 2013 tracciato da uno studente (ormai ex) del Liceo Classico di Imperia Edmondo De Amicis che ha scritto a PuntoImperia.it per dare la sua versione degli Esami di Stato. Amareggiato e risentito Ema, questa è la firma riportata in fondo alla lettera dal sito, parla senza problemi di professori che si sono dimostrati poco corretti addirittura premiano la frode

MATURITA', ECCO LE NEWS

In quello che un tempo era il Liceo più illustre di Imperia (Liceo capace di contribuire alla formazione di due premi Nobel), non pare ormai restare traccia di quella antica gloria. Se, fino a qualche anno fa, sembrava resistere quale baluardo contro una tendenziale semplificazione dell'insegnamento, accompagnata da un innalzamento delle medie talora spropositato, gli esami di maturità lì svoltisi quest’anno rendono manifesto come la scuola italiana sia sempre più capace di impartire mille nozioni, ma abbia perso completamente il suo ruolo educativo […]Sarebbe da ricordare, infatti, che alla scuola ed agli insegnanti, l'intera società di uno Stato delega la formazione di soggetti responsabili e dotati di competenze sociali. In tale formazione, la valutazione (che si traduce in voto numerico) è il momento cruciale, perché attraverso essa sono trasmessi implicitamente quei valori che dovrebbero fondare le relazioni all'interno di un Paese, valori di equità, giustizia e merito

Così scrive lo studente deluso, dimostrando una certa proprietà di linguaggio che fa supporre che il suo sia lo sfogo di uno di quelli che, in genere, vengono considerati “bravi”, prima di passare all’accusa vera e propria

Se nel concreto dell'azione educativa, in quella che è la prima vera esperienza di società civile, si vedono prevalere arroganza, maleducazione e ignoranza, se alcune insegnanti premiano la frode piuttosto che l'impegno e lo studio, abdicando al loro ruolo e rinunciando ad educare alla ricerca della verità e all'amore per la bellezza, come possiamo lamentarci di un Paese in cui pullulano gli evasori fiscali? […] Non molti hanno compreso che la scuola non è un istituto di carità (per studenti) né un'agenzia di collocamento (per insegnanti). Non è un bene né per gli studenti né per il Paese fingere che le insufficienze siano sufficienze; inoltre, occultare o negare le carenze è un insulto a chi per la sufficienza ha faticato non poco. Fino ad ora la scuola era accusata di non essere più in grado di formare ed orientare gli studenti; adesso rispecchia anche un degrado morale, che si individua nei comportamenti degli alunni, ma purtroppo sempre più anche in quelli degli insegnanti. Per garantire a tutti una tutela formativa e morale, sarebbe opportuno che gli insegnanti comprendessero l'importanza del loro ruolo e, per far questo, non si deve certo ricorrere ai sempre citati fondi statali carenti.

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Parole durissime che portano di nuovo alla ribalta le polemiche, ormai classiche di questo periodo dell’anno, circa un esame che ormai da tempo viene accusato di essere inutile. Tu cosa ne pensi?