ARGOMENTO: Affetti familiari
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Possiamo definire una logica e quantomai evidente distinzione: la sfera
del quotidiano, di un mondo fatto di semplici e domestici affetti e luniverso
poetico e artistico, inestimabile nelle sue irraggiungibili vette. Possiamo
adirittura pensare che i due domini si respingano reciprocamente. Laspetto
quasi banale, tanto vero e sincero, dellamore reciproco di una madre
per il proprio figlio o di un uomo per la propria donna , o di quelle
piccole ricorrenze in cui si condensano e si riconoscono gli affetti,
sembra inavvicinabile o sminuito al cospetto della più alta poesia,
di un prodotto umano che sfiora le altezze celesti.
Eppure cè un dominio in cui la Poesia e la quotidianità
degli affetti si incontrano e si uniscono in un connubbio doppiamente
poetico. Perchè la Poesia non fa che raccogliere, oltre ogni apparenza,
la più semplice quotidianità. Ma la quotidianità
è di per sè intrinsecamente poetica. Come negare lestrema
bellezza di un sentimento damore per un proprio compagno o per un
genitore o parente carissimo? La Poesia più vera nasce dallincontro
con tale verità, quellincontro in cui si scalza ogni ossessivo
e opprimente riferimento culturale, in cui la parola si fa semplice e
diretta, quasi prosastica per sottolineare la potenza espressiva di un
mondo privato e sincero.
La poetica di uno dei più significativi autori italiani del Novecento
si definisce su tale selciato. Umberto Saba popola il suo Canzoniere di
personaggi quotidiani e di persone amate, in primo luogo sua moglie Lina,
la donna dal rosso scialle, cui il poeta dedica numerosi componimenti.
Il realismo della sua poesia non implica un corrispettivo risultato naturalistico.
Essa è piuttosto sottesa da un amore immenso per la calda
vita, da una costante ricerca di solidarietà e di comunicazione
affettiva.
Il corrispettivo stile formale si attaglia alla semplicità di sentimenti
cui cerca di dare voce. Saba è lontano da ogni tipo di complicazione
intellettualistica o di chiusura ermetica. La sua poesia si offre sotto
le vesti di un linguaggio referenziale, nitido e comunicativo, aperto
tanto allorizzonte di una tradizione letteraria che non si complica
in costrutti e riferimenti eruditi o artificiali, quanto ad un lessico
comune e quotidiano. Nel mondo poetico sabiano, creato per andare dritto
al cuore delle cose, possiamo ravvisare cosi la duplice poeticità
della poesia degli affetti di cui si diceva precedentemente.
Quella poesia del quotidiano e degli affetti che risuona nei confini
della Poesia ritorna in un altro pilastro della letteratura italiana del
Novecento, Eugenio Montale. E ritorna soprattutto nella sua ultima stagione
creativa, culminante nella pubblicazione di Satura. La nuova poesia montaliana
si apre alla realtà quotidiana e ai suoi aspetti cronachistici
con uno stile diaristico, nasce come reazione ad eventi esterni
e cerca di definirsi per mezzo di un lessico basso, quasi prosastico,
ma sempre sorvegliato da una sapiente organizzazione linguistica e culturale.
Gli Xenia costituiscono la sezione più significativa: i componimenti
sono il dono che il poeta fa alla moglie recentemente scomparsa.
Drusilla Tanzi, affettuosamente ribattezzata Mosca, rientra nella poesia
di Montale con toni di rimpianto e nostalgia, capaci di svelare una nuova
sensibilità e un nuovo rapporto con la realtà che è
forse determinato dal confronto con la morte stessa e dal dispiegarsi
di una rinnovata sensibilità.
Il tema dellaffetto familiare legato alla morte come elemento di
separazione ritorna in uno dei sonetti più celebri della letteratura
italiana. In morte del fratello Giovanni di Ugo Foscolo. La produzione
sonettistica permette di dare voce ad un io lirico in maniera composta
ed equilibrata. La passione e i sentimenti vibranti e intensi dellOrtis
si ritrovano infatti stemperati e dominati in una poesia sobria e meditativa.
La scomparsa del fratello catalizza una serie di immagini e figure rinvianti
al desiderio di ununità familiare e affettiva inaccessibile
per il poeta, nella sua condizione di esilio e di sradicamento. La Madre,
in particolare,testimone delle atroci sventure dei figli, tenta pietosamente
di ricostituire lunità familare intorno al sepolcro. Tale
figura di morte Ë sopravanzata dalla celeste corrispondenza
damorosi sensi, capace di creare, sulla scorta dell
eredità di affetti, una rinnovata unità.
La funzione consolatrice della poesia, teorizzata da Foscolo si dispiega
così in tutte le sue potenzialità. Tale aspirazione a sollevare
e sublimare le disarmonie della vita per mezzo della Poesia si può
adottare come messaggio universale rinvenibile anche nel lavoro dei due
precedenti autori citati. Se luniversalità e la capacità
consolatrice della Poesia si associa per affinità alluniversalità
e alla consolazione degli affetti, Il regime duplicato che ne risulta
è forse quanto di più potente e semplice si possa immaginare.
odio la scuola
che skifo la scuola, io tra 2 mesi ho gli esami di stato e non so fare un caxxo... :( non so proprio cosa fare
vi prego datemi un consiglio per quanto riguarda lo svolgimento del tema... vi sarò infinitamente grato... grazie amici
ddumatu de studiu
chiunque abbia scritto questo saggio breve è un mostro! mio dio..lontano da me!