
L'organizzazione
della vita sociale di tutti i giovani in gruppi di
età, tipica della società odierna, diviene
decisiva. Essendo
costantemente in contatto con tanti coetanei che condividono gli stessi
problemi
(a scuola, sul lavoro, nel tempo libero),
l'adolescente
rafforza ed estende le proprie relazioni con il gruppo di pari fino a
rendere i rapporti più frequenti, più intensi,
più significativi.
La
riorganizzazione del sistema di sé, dunque, si verifica
grazie a questa
fitta rete di relazioni e di scambi in cui il soggetto, consapevole
almeno in parte del cambiamento che lo concerne, verifica il proprio
valore e riflette su se stesso.
L'adolescenza si conclude quando
l'individuo è in grado di stabilire rapporti stabili e
significativi
con se stesso, con i gruppi di riferimento più prossimi e
con il
proprio ambiente di vita più ampio. Questa assunzione,
basata sul
carattere attivo del rapporto sé-altri-mondo, indica che
nel
corso
dell'adolescenza accadono avvenimenti che obbligano l'individuo a
comportarsi e a definirsi in rapporto sia con l'ambiente in cui
è
inserito, sia con i gruppi di cui è membro, sia con le
proprie
trasformazioni.
Ci sono molti modi
diversi di vivere l'adolescenza e lo stesso soggetto che cresce
è
parte attiva, costruttiva, della propria evoluzione.
Non ha
quindi
senso considerare l'adolescenza come una fase contrassegnata
esclusivamente da ribellioni e da conflitti (sia
intrapsichici, sia fra
l'attore e il suo ambiente più prossimo)
né
vederla come un passaggio
privo di sconvolgimenti dalle insicurezze dell'infanzia alle certezze
dell'età adulta.
L'età
adolescenziale può essere vista come la traversata di un
grande fiume
impetuoso, che vede da una parte chi ne ha già sperimentato
la navigazione, dall'altra parte chi invece si affaccia a
questa esperienza con le proprie paure e le proprie incertezze.
Fra i due estremi ci sono gli
innumerevoli tipi di “passaggi” che toccano alla
gran massa dei
viaggiatori: alcuni molto difficili, altri impegnativi ma sicuri, altri
relativamente facili seppur faticosi.
Le metafore hanno sempre un
valore limitato: in realtà anche chi traversa le tempeste
adolescenziali senza troppi problemi non è alla fine del
viaggio ma lo
deve continuare in un paese nuovo, poco conosciuto, le cui mappe non
sono sempre tracciate o aggiornate. Quella da noi scelta, tuttavia,
permette di sottolineare due cose:
a) in tutte le adolescenze il
protagonista deve affrontare una gran mole di difficoltà:
capita ad
alcuni che esse siano distribuite lungo il percorso e possano essere
affrontate uno dopo l'altra in modo da permettere la buona riuscita
dell'impresa; capita a molti altri invece che esse si presentino
complesse a tal punto da rendere difficile, a volte quasi impossibile,
la loro risoluzione;
b) nel percorso
adolescenziale il protagonista non è mai del tutto solo:
egli è sempre
in compagnia di altri (genitori, insegnanti, coetanei, altre persone
significative) che possono offrirgli una guida sicura e comprensiva,
oppure richieste tali da svalorizzare il senso del suo
impegno, o al limite dargli indicazioni frammentate e contraddittorie
che aggiungono confusione alla mancanza di esperienza.
Questo
non vuol
dire che in molte occasioni l'adolescente non si senta veramente solo e
distante da tutti: in quei momenti egli avverte di non potersi fidare
di nessuno, di dover dirigere da solo il proprio cammino.
Tutti fanno,
in momenti più o meno lunghi, questa esperienza:
è augurabile che essa
non sia quella più importante o, all'estremo, quella che
segni
tutta l'adolescenza.
Adolescenza - I parte