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Modello comportamentista

Cos'è il comportamentismo? Un modello psicologico che prende in considerazione il comportamento.

di Micaela Bonito 13 novembre 2006

Il "comportamentismo" è la scuola che si è molto diffusa negli USA (dagli anni '20 ai '70), che mette da parte i concetti come "io" e "coscienza" e circoscrive la psicologia sia animale sia umana allo studio del comportamento.
Questo modello prende in considerazione solo gli aspetti osservabili della psiche, ossia i comportamenti e trascurano gli aspetti introspettivi che sfuggono all’osservatore.
Al contrario di Wundt, Pavlov e Watson sostenevano che lo studio della coscienza era troppo legato alle impressioni soggettive e pertanto non verificabile.

Si sviluppò il comportamentismo.

Acquista importanza l’apprendimento che può essere:

    • classico (Pavlov)
    • operante: Skinner: si poteva produrre l’apprendimento usando i rinforzi che possono essere negativi o positivi

Inoltre per l’apprendimento ha notevole importanza l’apprendimento sociale, ossia l’ imitazione.

Il modello comportamentista si propone come una branca, oggettiva e sperimentale, delle scienze naturali.
Esige di offrire la probabilità di raggiungere la spiegazione dei fenomeni psichici di ogni organismo animale, a condizione di togliere ogni cenno a concetti o "entità" non suscettibili di prova sperimentale.
Pretende di lasciare ogni richiamo introspezionistico o mentalistico, di cercare chiarimenti solo sui materiali di fatto osservabili e in linea di principio stimabili, al punto che si potesse realizzare lo scopo principale della psicologia stessa: la previsione e il controllo del comportamento.
Sotto tale aspetto, è evidente come pensiero e sentimento fossero interpretati, essi stessi, come comportamento implicito: il primo è un discorso implicito o sublocale; il secondo si riduce a reazioni viscerali implicite.

Il modello comportamentista ha dato due esiti fondamentali:
- teorie della "contiguità" (di stimolo e risposta) [Watson e Guthrie]
- teorie del "rinforzo" [Thorndike, Skinner, N. Miller]

Solo successivamente [Tolman, Hull e Osgood] si avrà un’apertura anche agli aspetti simbolici e cognitivi e verrà reintrodotta la separazione, seppur cauta, tra realtà fisica e intellettuale.

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2
Commenti

francescabelometti sabato, 13 novembre 2010

complimenti !

io invece trovo che il linguaggio sia semplice ed il contenuto chiaro e conciso. bravo!

n° 2
paola venerdì, 25 aprile 2008

Linguaggio difficile

Il linguaggio usato è troppo tecnico e quindi di difficile comprensione per chi non è uno psicologo.

n° 1
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