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'700: l'intellettuale

Quali le caratteristiche di un intellettuale nel '700 e che significato si dava all'educazione

di Micaela Bonito 17 novembre 2006



Contesto Storico - La figura dell'intellettuale e il significato dell'educazione




La figura dell'intellettuale e il significato dell'educazione

Il XVIII secolo rappresenta per la cultura europea un secolo di rivoluzioni, in cui si porta a compimento il processo di laicizzazione dello Stato e della cultura che caratterizza l'età moderna.
Ciò che nei due secoli precedenti permaneva come un fermento sotterraneo, nel Settecento viene impetuosamente e violentemente alla luce, reclamando a piena voce, in nome della natura, dell'esperienza e della ragione, il mutamento globale dello spirito dell'uomo e delle istituzioni in cui esso vive.


Laicità e fiducia nella ragione e nel progresso, spirito critico e tolleranza, cosmopolitismo e richiamo alla natura, sono alcune delle idee che caratterizzano il nuovo tipo di intellettuale, investito di una vera e propria missione educativa nei confronti dell'umanità che deve finalmente ricevere e sviluppare i "lumi" necessari per uscire da un periodo di barbarie.


L'attività culturale diviene, perciò, politica e pedagogica, e può rivolgersi alla borghesia che desidera essere informata, poter giudicare e condizionare la direzione della società.
Gli intellettuali si incaricheranno così di educare l'opinione pubblica evidenziando gli errori e i pregiudizi del passato, ma proponendo anche nuove idee e propri progetti di riforma in tutti i campi.
Tutto ciò necessita di un'attiva e veloce circolazione delle opinioni; così gli uomini di cultura si serviranno dei salotti, dei giornali, dei "pamphlet", dei saggi, dei trattati, della narrativa e del teatro per realizzare la propria missione educativa.



In un secolo caratterizzato dalla fiducia nelle capacità razionali dell'uomo, l'educazione diviene uno degli aspetti fondamentali del progetto sociale.
Viene a delinearsi una pedagogia laica e razionale che cerca di avvicinarsi ad una visione sempre più "scientifica" ed "oggettiva" dell'uomo e tende ad attaccare collegi e curricoli giudicati portatori di una cultura anti-moderna, retorica ed inefficace.


Per questo molti intellettuali non si limiteranno a proporre nuove teorie pedagogiche, ma si faranno anche promotori o realizzatori di progetti pedagogici, per i quali richiederanno un intervento dello Stato con il quale riformare l'organizzazione, i programmi e la didattica della scuola. Nel contempo anche la famiglia e i ruoli familiari vengono caricati di un nuovo significato pedagogico.

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