Le georgiche

Poema didascalico sull'agricoltura

di Redazione Studenti 7 agosto 2006
Untitled Document

Approfondimento Georgiche

Libro I: Dopo il proemio generale, la dedica a Mecenate e l’invocazione alle divinità protettrici, prende in esame la natura, la semina e le sue cure specifiche, l’osservazione degli astri, i pronostici. Si conclude con una ulteriore invocazione agli dei perché diano soccorso al mondo, sconvolto dalla guerre.

Libro II: Tratta della cultura delle piante, in particolare della vite e dell’olivo, che nell'economia italiana di quel tempo, dove vino e olio costituivano i prodotti principali delle grandi tenute e la prima fonte d'esportazione verso le province occidentali, occupavano evidentemente un posto fondamentale. Qui si inserisce la famosa apostrofe elogiativa all’Italia. C’è, in questo elogio, non tanto la solennità di un encomio patriottico e di una testimonianza di fede nel destino d’Italia, quanto l’emozione di chi si incanta al miracolo di una realtà di pace che fino a ieri era solo un’aspirazione.

Libro III: Dedicato all'allevamento del grosso e del piccolo bestiame e ai sistemi di sfruttamento dei terreni, italiani e no (Africa, Spagna, Illiria), che non si prestavano alla coltivazione della vite o dell'olivo; contiene un’altra invocazione, a Pale e ad Apollo, le divinità della pastorizia.

Libro IV: Riguardante le api, tratta dell’ubicazione e della costruzione dell’alveare, delle abitudini delle api e delle riproduzioni degli sciami (il miele aveva unposto di rilievo in un'alimentazione interamente priva di altre fonti zuccherine). Parlando della necessità di disporre di un giardino con piante e fiori profumati, V. introduce la breve storia del vecchio di Corico, che riuscì grazie alla sua tenacia a sentirsi ricco e beato come un re.

Ciascun canto presenta una "digressione": nel Libro I il racconto dei prodigi che accompagnarono la morte di Cesare; nel II l'elogio dell'Italia; nel III la peste (epizootica) che infierì nel Norico (le Alpi tirolesi); nel IV, infine, a coronamento di tutto, la leggenda di Aristeo, il primo "apicultore", nella quale si inserisce il mito di Orfeo e di Euridice.

Architettura perfetta della quale rimangono misteriosi i motivi profondi: forse per V. si trattava solo di riempire, in questo finale del IV libro, il vuoto lasciato dalla cessazione dell'elogio di Gallo (che appunto inizialmente ne era la conclusione), il quale - divenuto prefetto dell'Egitto - aveva offeso Augusto e si era suicidato.

< torna indietro >

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

0
Commenti

Chiudi
Aggiungi un commento a Le georgiche...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Pagina generata il 2014.10.24 alle 11:30:36 sul server IP 10.9.10.102