Gerundio - Gerundivo e Supino

Modi Indefiniti del verbo latino. Spiegazione fatta dai nostri tutor di latino

di Micaela Bonito 18 ottobre 2012

Gerundio - Gerundivo - Supino

GERUNDIO

Il gerundio è un nome verbale che serve a declinare l’infinito.
Il gerundio praticamente è la declinazione dell’infinito presente nei vari casi.
Il gerundio è un sostantivo, che segue la 2° declinazione, si forma dal tema del presente + la vocale di congiunzione + il suffisso ND + le desinenze della seconda declinazione.                               
Es:
- laud-a-nd-i (=del lodare, genitivo)
- laud-a-nd-o (=al lodare, dativo)
- laud-a-nd-um (=il lodare, accusativo)
- laud-a-nd-o (=ablativo, ad esempio per il lodare, a causa del lodare………)

 

amare

monere

gen.

amandi

di amare

monendi

di esortare

dat.

amando

a amare

monendo

a esortare

acc.

amandun

a amare

monendum

a esortare

ab.

amando

per amare

monendo

per esortare

 

 




legere

audire

legendi

di leggere

audiendi

di ascoltare

legendo

a leggere

audiendo

a ascoltare

legendum

a leggere

audiendum

a ascoltare

legendo

per leggere

audiendo

per ascoltare










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GERUNDIVO

Il gerundivo è un aggettivo verbale, che si declina come gli aggettivi della prima classe.
Il gerundivo si forma dal tema del presente + vocale di congiunzione + suffisso ND + us, a, um. Infatti è un aggettivo che ha sempre due valori, uno passivo (anche nei deponenti) e l’altro con idea di dovere, necessità.
Es: amandus= da amare \ che deve essere amato.
Quando in latino si trova un gerundivo concordato con un nome, bisogna tradurre il verbo del gerundivo al modo infinito nel caso in cui si trova, facendo seguire il complemento oggetto del sostantivo che è concordato con il gerundivo.

Esempio: Spes legendi libri = la speranza di leggere un libro

Il gerundivo si usa pure per formare la perifrastica passiva.

Amandus, amanda, amandum da amarsi
Monendus, monenda, monendum da ammonirsi
Legendus, legenda, legendum da leggersi
Audiendus, audienda, audiendum da ascoltarsi


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SUPINO


Il supino è un sostantivo verbale della 4 declinazione, che ha solo due casi: l’accusativo in –um (es. amat-um) con valore attivo e l’ablativo in –u (es. amat-u) con valore passivo.

Il supino CON VALORE ATTIVO si usa in dipendenza di verbi di movimento (come venio, mitto, …) per indicare il fine del movimento stesso (valore finale).                     
Es: Tizius legatos Romam miserat amicitiam petitum= Tizio aveva mandato ambasciatori a Roma per chiedere amicizia.

Il supino CON VALORE PASSIVO ce l’hanno solo i verbi transitivi, compresi i deponenti, che in questa voce hanno significato passivo.
Il supino passivo si usa in dipendenza da aggettivi (usati per lo più al neutro), con valore di ablativo di limitazione (es. horribilis aspectu = orribile per l’aspetto).


SUPINO ATTIVO

SUPINO PASSIVO

amatum                per amare
monĭtum               per ammonire
lectum                  per leggere
audītum                per ascoltare

amatu                 ad essere amato   
monitu                ad essere ammonito
lectu                   ad essere letto
auditu                 ad essere ascoltato

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