Vacanze di Natale: tema svolto per la scuola

Tra i compiti per le vacanze natalizie ti hanno assegnato un tema sul Natale? Ecco l'esempio di un tema già svolto da cui puoi prendere spunto per il tuo elaborato

di Barbara Leone 27 novembre 2013
"Come hai trascorso le vacanze di Natale? Racconta gli episodi più interessanti". Sono molti gli insegnanti di italiano che, per le vacanze di Natale, assegnano ai propri studenti un tema sul Natale in generale (come ad esempio le considerazioni sul consumismo a Natale) oppure sugli episodi personali più divertenti accaduti durante le vacanze. (Che rapporto hai con il Natale? Scoprilo con il test!) Per tutti gli studenti che devono scrivere un tema su questo argomento, ecco l'esempio di un tema sulle vacanze di Natale, da cui prendere spunto per il proprio elaborato.

LEGGI ANCHE: Tutto sul Natale: appunti, temi, schede libro e tesine

omino_zenzeroAnche quest'anno le vacanze di Natale sono passate troppo in fretta. Tra i pranzi con i parenti, le uscite con gli amici e qualche pomeriggio passato (purtroppo) sui libri per fare tutti i compiti che i prof mi hanno assegnato (altrimenti poi chi li sente i miei?), le settimane di vacanza sono passate in un attimo. Quest'anno il mio Natale è stato molto bello. Mi sono divertita veramente tanto a comprare i regali (Sai scegliere il regalo giusto per tutti? Scoprilo con il test!) per mia sorella, i miei cugini e il mio ragazzo. La vigilia e il giorno di Natale l'ho trascorsa a casa dei miei nonni con tutti i parenti... per fortuna siamo molti cugini più o meno della stessa età e, anche se non li vedo spesso, mi piace passare un po' di tempo con loro. Abbiamo mangiato (troppo!!!) e giocato. Poi il pomeriggio di Natale con i miei cugini siamo andati un po' in giro per la città (mica potevamo stare tutto il giorno chiusi a casa!).

LEGGI ANCHE: I temi più assegnati a scuola già svolti: amicizia, adolescenza e musica

Quest'anno ho ricevuto proprio tanti regali. Qualcuno da buttare (mia zia mi ha fatto un maglione che è veramente da vecchia! Non lo metterò mai! GUARDA LE FOTO dei regali peggiori), ma molti belli (mia nonna come sempre mi ha dato i soldi... meglio! Così mi potrò comprare quel vestito carino carino che ho visto al centro!). Il momento più bello, però, è stato quando io e il mio ragazzo ci siamo visti per scambiarci i regali. Mi ha fatto proprio un regalo stupendo: un iPod con tutte le nostre canzoni! Quando l'ho aperto, ho fatto i salti di gioia! Non me l'aspettavo proprio. (Scopri come continuare il tema sulle vacanze di Natale!)


 
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Commenti

asia mercoledì, 8 gennaio 2014

bo

è bellissimo il racconto

n° 2
non ti fotte il mio nome giovedì, 6 marzo 2014

R: bo

nn e vero e stupendoo :o

argento giovedì, 6 marzo 2014

R: bo

> nn e vero e stupendoo :o
vammorimmazzato

MGA domenica, 8 gennaio 2012

Cosa sono le multinazionali?

La notizia è di pochi giorni fa: McDonald’s chiude i suoi ristoranti in Bolivia.

È davvero sorprendente vedere le reazioni delle persone, soprattutto dei giovani latinoamericani. Alcuni sono contenti, altri, invece, pensano non sia giusto dover rinunciare ad hamburger e al cibo del McDonald’s.

Ma perché i boliviani hanno deciso di boicottare – portando alla chiusura – la più famosa catena di fast food al mondo?

McDonald’s è una multinazionale, chiamata anche transnazionale. Sul nostro sito abbiamo già scritto al riguardo rivelando molte cose. Ma cosa sono di preciso le multinazionali? Si tratta di società industriali, commerciali, finanziarie che possiamo trovare sparse in tutto il mondo. Dispongono di tutti i mezzi: dell’organizzazione, della tecnologia e dei soldi per vendere un prodotto assicurando un beneficio su una base mondiale.

Come vengono finanziate? Tendono a procurarsi le risorse necessarie tramite il capitale di diverse fonti nazionali. Molte volte conosciamo il nome di una multinazionale proveniente da un determinato Stato, ma poi risulta che la maggior parte delle sedi si trova in altri Paesi, dove riesce a procurarsi la fonte naturale.

L’84% delle inversioni dirette straniere vengono canalizzate nelle multinazionali ed è per questo che controllano settori molto importanti dell’economia mondiale come ad esempio l’energia, l’acqua, l’agricoltura, il petrolio, le banche, le case farmaceutiche.

Le prime multinazionali ad avere un grande impatto mondiale sono state la General Electric, United Fruit, Ford e Kodak nate tra fine XIX e inizio XX secolo. Esempi di grandi multinazionali attuali sono la Coca Cola e la Nestlé. Le più grandi provengono da Stati Uniti, Europa e Giappone. Ultimamente ne stanno nascendo anche in alcuni Paesi in via di sviluppo come India, Cina e Brasile.

Il più comune metodo di organizzazione che hanno é la holding, cioè attraverso una società finanziaria o bancaria che controlla le azioni di diverse imprese industriali e commerciali. Per eliminare la concorrenza, controllare i mercati e indicare i loro prezzi, le multinazionali puntano sulla concentrazione e sulla accumulazione di imprese arrivando così a gestire un mercato mondiale importante.

Quindi, puntano molto su fusioni o sull’acquisto di un’impresa avendo come obiettivo principale farla chiudere e far ritirare il suo marchio dal mercato.

Per cedere un’impresa ad una multinazionale al miglior prezzo, si fa tutto il possibile per venderla senza vincoli sindacali. Spesso, dopo aver preso la decisione di vendere, i vertici aziendali annunciano ai lavoratori una presunta crisi nell’impresa, che richiede più sforzi e un aumento della qualità del prodotto. Dopo denunce, proteste e licenziamenti, nell’azienda rimangono quasi sempre solo lavoratori precari e senza tutele, mettendo in discussione l’esistenza di un vero sindacato.



Quindi dietro alle sedi, alle immagini e ai prodotti delle multinazionali, ci sono gruppi di contadini, operai, lavoratori che lottano per difendere i propri diritti.

Nonostante i gravi danni economici che queste acquisizioni portano nel tessuto locale, le multinazionali, nel promuovere un loro prodotto, attirano l’attenzione mostrando il loro sostegno a progetti sociali e, come se non bastasse, il loro impegno per crescita economica per i paesi dove alloggiano. La realtà, come abbiamo detto, è un’altra: la verità nascosta è che dietro ai guadagni incalcolabili di queste multinazionali ci sono gli sforzi e le dure ore di lavoro sottopagate dei lavoratori. E dietro a queste ore sottopagate ci sono innumerevoli violazioni dei diritti umani.

Stiamo parlando di persone costrette a lavorare più di 10 ore al giorno, molte volte con solo pochi minuti di pausa. Di donne e uomini che ogni giorno rischiano di contrarre malattie incurabili dovute all’attività al luogo in cui lavorano. Sfruttamento, violenza fisica e psicologica sono la base di molti dei prodotti che affollano gli scaffali dei supermercati.

Tutto questo accade nel silenzio che soffoca le campagne di protesta, anche quando le multinazionali scatenano nuovi conflitti politici e sociali.

Alla luce di tutto ciò, appare evidente che il no della Bolivia a una delle più grandi multinazionali al mondo è un ottimo passo in avanti ed esempio per tutti i Paesi del mondo. E’ una dimostrazione di voler qualcosa di meglio per il proprio Paese e la propria gente.

Senza dubbio è un processo che ha richiesto tempo, ma che alla fine c’è stato. L’importante è non tacere queste informazioni e proseguire nella denucia di fatti e violazioni che, probabilmente, potrebbero portare più persone a una decisione come quella del popolo boliviano.

n° 1
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