Petrarca: la vita di un poeta incoronato

Francesco Petrarca è considerato un autore molto importante per lo sviluppo della poesia italiana in volgare, anche se si considerava prevalentemente un autore di lingua latina

di Barbara Leone 7 settembre 2012
Francesco Petrarca è nato ad Arezzo il 20 luglio 1304 e morto ad Arquà il 19 luglio 1374. Scrittore, poeta ed umanista ha svolto un ruolo molto importante per lo sviluppo della poesia italiana in volgare, anche se si considerava prevalentemente un autore di lingua latina. Figlio di un notaio fiorentino, Ser Petracco, esiliato per motivi politici, fin da piccolo Petrarca è stato costretto a seguire i vari spostamenti del padre, prima in altre città toscane e poi ad Avignone, in Francia. Ha trascorso l'infanzia tra Incisa, Arezzo e Pisa e dal 1311 si è trasferito a Carpentras, vicino ad Avignone. Nei confronti della città francese, Petrarca ha nutrito negli anni una assoluta indifferenza, che si è successivamente trasformata in odio, per il luogo ed il tipo di vita al quale lo costringeva il potere politico espresso dalla curia papale.

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francesco_petrarcaAvignone, però, ha influito fortemente sulla sua formazione come luogo di scambio politico e culturale. L’arrivo, presso il papato, di scrittori e dotti provenienti da tutta Europa, ha favorito il confronto e il dibattito, unitamente alla conoscenza che si accumulava nelle numerose biblioteche private e al fiorente mercato letterario. Tutti elementi che si sono rivelati fondamentali per la sua formazione. Sin da piccolo ha dimostrato una passione per i classici antichi, soprattutto Virgilio e Cicerone, a tal punto da aver imparato a scrivere i suoi appunti ed i suoi pensieri in lingua latina. Dopo gli studi grammaticali compiuti sotto la guida di Convenevole da Prato, il padre però lo ha mandato prima a Montpellier e poi, dal 1320, a Bologna per studiare il diritto civile.

Il 6 aprile 1327 ha incontrato nella chiesa di Santa Chiara in Avignone Laura e se ne è innamorato. E proprio all'incontro con questa donna, che non ricambierà il suo amore, si è ispirato tutto il Canzoniere. Nel 1330 ha preso gli ordini minori, mentre il fratello Gherardo ha dedicato la sua vita al sacerdozio nel monastero di Montrieux. Nello stesso anno è stato assunto come cappellano di famiglia dal cardinale Giovanni Colonna, fratello di Giacomo Colonna. I rapporti con il cardinale non sono stati semplici, anche se Petrarca godeva nella casa di prestigio e libertà. In questi anni si è dedicato agli studi, ma non ha trascurato i piaceri mondani: da due relazioni avute nel 1337 e nel 1343 sono nati i figli Giovanni e Francesca, che ha riconosciuto in un secondo momento.

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Appoggiato dalla famiglia dei Colonna, ha compiuto molti viaggi in Europa per soddisfare il suo desiderio di conoscenza umana e culturale. Proprio grazie all’influenza della famiglia in Francia ed in Italia, Petrarca ha potuto frequentare luoghi dove la ricerca storica e filologica prosperava e consultare volumi rari in biblioteche e ambienti solitamente inaccessibili. Nel 1335 ha avuto inizio il suo carteggio con il Papa, nel tentativo di sedare le rivolte della penisola e di ottenere il ritorno della sede pontificia da Avignone a Roma. Grazie alla notorietà delle sue opere, il 1° settembre 1340 ha ricevuto da Roma l'invito all'incoronazione poetica, che è avvenuta l'8 aprile 1341 per mano del senatore Orso dell'Anguillara.

Verso la fine del 1343 è tornato, per incarico del Papa, a Napoli.
Successivamente è stato a Parma e poi a Verona. Dall'autunno del 1344 al 1347 ha vissuto a Valchiusa. Il 19 maggio 1348 ha ricevuto la notizia della morte di Laura, colpita dalla peste. In seguito Petrarca ha ripreso a viaggiare per l'Italia fino al 1351 quando, rifiutata ogni altra offerta, è rientrato, anche su pressione papale, in Provenza, dove ha vissuto per circa 2 anni. Nel 1353 ha lasciato la Provenza ed ha accolto l'offerta di Giovanni Visconti di trasferirsi a Milano ed ha iniziato a collaborare con missioni e ambascerie alla politica viscontea.

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Nel giugno del 1359, per sfuggire la peste, ha lasciato Milano e si è trasferito prima a Padova e poi a Venezia. Il tranquillo soggiorno veneziano e stato turbato nel 1367 dall'attacco nei confronti della sua opera mosso da quattro filosofi averroisti. Amareggiato per l'indifferenza dei veneziani, Petrarca, dopo alcuni brevi viaggi, ha accettato l'invito di Francesco da Carrara e si è stabilito a Padova e poi, nel 1370, ad Arquà. Colpito da una sincope, è morto nella notte fra il 18 e il 19 luglio del 1374, secondo la leggenda, mentre stava leggendo un testo di Virgilio.

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