I Promessi Sposi: genesi, trama, personaggi e riassunti

Spiegazione e riassunto de I Promessi Sposi: tutto per la tua scheda libro. Leggi la trama, la genesi e approfondisci la questione della lingua

di Barbara Leone 30 settembre 2014

I PROMESSI SPOSI: TUTTO PER LA SCHEDA LIBRO - GENESI Con "I Promessi Sposi" Manzoni realizza una felice sintesi tra storia ed invenzione, mantenendosi fedele agli studi effettuati sull'epoca trattata e riservando all'invenzione soltanto la creazione dei personaggi. La vicenda è ambientata nel Seicento in quanto questo secolo rappresenta il periodo più cupo della storia italiana e contribuisce perciò a fornire una visione pessimistica. Manzoni concepisce un'opera i cui protagonisti sono gli umili, la massa da sempre trascurata dalla storia, e l'intento principale dell'autore è quello di usare la letteratura per far luce su quei fatti che la storia ha lasciato in ombra. Tra il 1821 ed il 1823 realizza la prima stesura del romanzo, che ha come titolo "Fermo e Lucia". E' un racconto diverso, sotto molti aspetti, da quello della stesura successiva, realizzata tra il 1823 ed il 1827 e pubblicata con il titolo "I Promessi Sposi".

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Riassunto de I promessi sposiI PROMESSI SPOSI: LE STESURE SUCCESSIVE. La seconda redazione è caratterizzata da una più armonica proporzione tra le parti, con l'eliminazione di lunghe digressioni, soprattutto storiche. I personaggi, oltre ad assumere un diverso nome (Fermo Spolino diventa Renzo Tramaglino, filatore di seta; Lucia Zarella diventa Lucia Mondella; fra Galdino, il cappuccino che protegge i fidanzati, assume il nome di padre Cristoforo; il Conte del Sagrato riceve la misteriosa denominazione dell'Innominato; Marianna De Leyva diventa l'anonima Monaca di Monza), mostrano una nuova e diversa psicologia: la figura dell'Innominato è approfondita e resa più spirituale, don Abbondio da figura umoristica si completa assumendo aspetti più umani e complessi.

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Solo don Rodrigo rimane immutato, anzi, risulta peggiore. Sembra che Manzoni voglia fare di lui l'incarnazione del male del secolo. Nel Fermo e Lucia, infatti, egli è scosso da una vera passione per la ragazza e vive una tremenda crisi di gelosia nei confronti di Fermo. La sua persecuzione nasce da un sentimento che potrebbe, se non giustificarla, renderla umanamente comprensibile. Nella redazione successiva, invece, gli ostacoli che frappone alle nozze nascono da una futile scommessa stipulata con il cugino Attilio, superficiale e prepotente come lui.

Tra il 1827 ed il 1840 Manzoni sottopone il romanzo ad un lungo lavoro di rifacimento del linguaggio utilizzato precedentemente, cercando di renderlo più omogeneo e compatto ed assumendo come modello la lingua d'uso dei "ben parlanti fiorentini". Nel 1842 si arriva alla pubblicazione definitiva del romanzo. L'autore è da tempo interessato alla questione della lingua e vuole fare del suo romanzo un'opera italiana e non lombarda. Manzoni esprime quasi ovunque il suo disagio nel constatare l'eccessivo divario esistente tra la lingua parlata (di carattere regionale e dialettale) e la lingua scritta. I soggiorni a Firenze per la messa a punto linguistica del romanzo lo convincono che la lingua nazionale deve essere il fiorentino parlato dalle classi colte. Ed è proprio questa lingua che utilizza per la sua opera.

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RIASSUNTO DE I PROMESSI SPOSI: LA TRAMA IN BREVE 
I Promessi Sposi: riassunto completo breve




RIASSUNTO DE I PROMESSI SPOSI:  Ideologia del romanzo. L'ideologia del romanzo è rappresentata dall'atteggiamento della classe dominante nei confronti del popolo e del ruolo assegnato al popolo stesso. I personaggi del popolo sono gli umili che vengono descritti secondo una chiara impostazione cattolica: sono portatori di una serie di valori quali laboriosità, onestà, altruismo, purezza morale e fede cristiana. A questi personaggi si contrappongono i potenti corrotti, superbi e meschini, pur con la chiara eccezione di fra Cristoforo che invece si schiera, nonostante la sua origine, a difesa dei bisognosi. Manzoni è convinto dell'incapacità della massa di creare con le proprie forze un sistema sociale che garantisca benessere e giustizia ed è critico nei confronti delle insurrezioni popolari. Per evitare questi gesti violenti e provocatori è necessaria la presenza di una guida paterna e illuminata di cui il cardinal Federigo è l'esempio più insigne. La vicenda del protagonista è la storia dell'educazione di un popolano. All'inizio Renzo è convinto che il povero non debba rassegnarsi di fronte all'oppressione. Le esperienze lo inducono a rinunciare ad ogni velleità di azione e ad abbandonarsi interamente alla volontà di Dio. Il modello di popolo è Lucia: è innocente, buona, cristiana, laboriosissima, ha orrore della violenza, attende umile e rassegnata l'aiuto del Signore e svolge, per tutto il romanzo, un'azione correttrice su quell'esemplare imperfetto che è Renzo. Al termine della storia Renzo proclama la sua volontà di non mettersi più nei tumulti, di non predicare in piazza, dopo che è entrato nel tranquillo paradiso domestico assicuratogli da Lucia. Ma al paradiso domestico si unisce anche una promozione sociale: Renzo si è trasformato in un piccolo imprenditore. Renzo ora coincide perfettamente con l'immagine esemplare del "popolo" cara a Manzoni: ha rinunciato all'azione, rimettendosi alla volontà del Signore e può godere della felicità domestica e di una modesta agiatezza.

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