Guida alle opere di Giacomo Leopardi

Leopardi ha composto prevalentemente opere liriche, legate alle varie fasi del suo pensiero, che invece è stato espresso più chiaramente nelle opere in prosa. Ecco riassunto e critica delle opere più importanti del poeta simbolo del romanticismo italiano

di Barbara Leone 10 settembre 2012
Tutte le liriche di Leopardi sono state da lui raccolte sotto il titolo di “Canti” perché la poesia non descrive la realtà, ma si solleva, col canto, al di sopra di essa. Nella sua giovinezza, Leopardi ha coltivato vari generi poetici ed ha meditato anche di comporre un romanzo autobiografico, che è rimasto però allo stato di un primo abbozzo. L’inizio vero e proprio della poesia leopardesca si fa coincidere con la canzone "All’Italia" del 1818, una lirica civile, animata da spiriti patriottici e da un caldo tono enfatico che induce il poeta a gridare la sua disponibilità a lottare per la patria e a morire per essa, visto che l’indifferenza e la viltà sono i connotati degli italiani del suo tempo. Seguono poi un’altra decina di canzoni riguardanti sia vicende private (“Nelle nozze della sorella Paolina”), sia eventi culturali (“Ad Angelo Mai”), sia eventi della storia o del mito, fino all’ultima canzone del 1823 “Alla sua donna” in cui Leopardi canta non una donna concreta, ma l’idea platonica della bellezza che vive solo nel mondo delle idee.

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leopardiLe due canzoni più alte richiamano il mito (“Ultimo canto di Saffo” del 1822, in cui la poetessa si suicida perché respinta dal bel Faraone) e la storia romana (“Bruto minore”, in cui Bruto si uccide dopo la sconfitta di Filippi). Sono queste le due canzoni del suicidio in cui Leopardi canta, in sostanza, la vanità dei sogni di amore e di gloria, cioè di quegli ideali che il suo animo avvertiva in modo cruciale. Saffo e Bruto sono parti della sua anima, e il loro suicidio può essere inteso in chiave alfieriana: essi non fuggono per viltà dal mondo, ma col suicidio intendono protestare contro un mondo che impedisce la realizzazione dei sogni più alti, come appunto l’amore e la gloria. La canzone di Saffo presenta poi un ulteriore motivo di interesse perché dal citato pessimismo storico si passa ad una fase intermedia in cui è il fato, sono gli dei, i responsabili dell’infelicità umana, quasi che essi si divertano a creare l’uomo per farlo soffrire.

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- Alla Luna
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- Il Ciclo di Aspasia
- La Ginestra, o il fiore del deserto
- La poetica e le fasi del pessimismo
- Biografia

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