A Silvia: analisi della poesia di Leopardi

A Silvia: famosa lirica di Leopardi scritta nel 1828 ed è dedicata ad una ragazza realmente conosciuta dal poeta, che è morta giovane ed è diventata il simbolo delle speranze perdute

di Barbara Leone 20 giugno 2015

A SILVIA: ANALISI DELLA POESIA DI LEOPARDI - Il canto di Giacomo Leopardi "A Silvia", annoverato fra i Grandi Idilli, è stato composto tra il 19 e il 20 Aprile 1828, durante il soggiorno pisano del poeta. "A Silvia" rappresenta l’inizio di una nuova stagione poetica, tra il 1828 e il 1830. Il poeta, dopo la stesura delle Operette Morali, è tornato a comporre versi che appaiono più temperati ed equilibrati e non più puramente idillici. L'ispirazione è la poetica degli anni giovanili: il colloquio con la natura e con se stesso vengono ripresi con una capacità più potente di realizzazione poetica che riesce a sollevare l'umile realtà di ogni giorno alla luce del mito. Il tema della lirica è la caduta dei sogni e delle illusioni.

 

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Analisi poesia A Silvia di LeopardiSPIEGAZIONE POESIA: A SILVIA - Il canto è dedicato a una fanciulla che probabilmente il poeta ha conosciuto realmente. Molti critici identificano Silvia con Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi nel 1818. Fanciulla di cui Leopardi si era innamorato, senza però essere ricambiato. Altri critici, invece, ritengono che Silvia sia una costruzione psicologica del poeta. Ipotesi dovuta al fatto che i richiami alla fisicità della ragazza, nel testo, sono quasi inesistenti. Sottolineando questi aspetti, alcuni critici sostengono che Leopardi ha ripreso lo stile dantesco e che Silvia, come la Beatrice di Dante che accompagna il poeta in Paradiso ed è evocata nella sua spiritualità, sia descritta per le sue caratteristiche spirituali più che nell’aspetto fisico.

 

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A Silvia parafrasiA SILVIA: I TEMI DELLA POESIA - Non si tratta comunque né di una commemorazione funebre, né di una canzone per Silvia: è una confessione del poeta. Nasce questo lungo e commosso colloquio con Silvia, la cui morte prematura diventa il simbolo delle speranze stesse del poeta, diminuite all’apparire della terribile verità della condizione umana. Solo la giovinezza permette di avere delle illusioni, mentre l'età matura porta con sé solo un carico di delusioni e dolori. Tutto il canto è costruito sulle esperienze parallele della giovinezza di Silvia, precocemente troncata dalla morte, e delle illusioni del poeta. L’immagine della donna si smorza nel mito della speranza. Il lettore può cogliere nel canto i tratti ideali di una giovanezza sognante che si affaccia al suo limite ma non riesce ad attraversarlo.

 

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SILVIA E GIACOMO: CADUTA DELLE SPERANZE - I destini di Silvia e Giacomo sono posti in un parallelo uguale per entrambi: rappresentano la caduta delle speranze. Se Silvia, morta precocemente, non è potuta arrivare al limitare della gioventù, anche Giacomo, che ha invece potuto varcarlo, non ha avuto sorte migliore poichè la vita è una delusione senza senso e non esiste altra felicità finale se non la fredda morte e una tomba ignuda. Di fronte alla tristezza del presente e all'amarezza del futuro il ricordo dell'età giovanile si pone come l'unico momento in cui l'esistenza si rivela affascinante e densa di aspettative.

 

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A SILVIA: PARAFRASI - Silvia, ricordi ancora quando eri viva e la bellezza splendeva nei tuoi occhi ridenti che per timidezza sfuggivano a sguardi altrui e tu felice t'accingevi a sorpassare il confine della gioventù? Le stanze silenziose e le vie tutt'intorno riecheggiavano del tuo canto, quando intenta a lavori femminili sedevi contenta per i progetti futuri che avevi in mente. Era il profumato maggio e tu eri solita trascorrere così le tue giornate.

E io lasciavo i miei studi e i miei libri nel quale consumavo la giovinezza e le migliori energie per andare ad affacciarmi ai balconi della casa paterna dove potevo ascoltare il tuo canto e il suono del telaio allo scorrere della tua mano veloce sulla tela. Io osservavo prima il cielo sereno, le strade e i giardini da una parte, il mare lontano e le colline dall'altra e una lingua mortale non può riuscire a descrivere quello che io provavo.

Che pensieri soavi, che speranze, che sentimenti, oh Silvia mia! Come allora ci appariva la vita umana e il fato! Quando ripenso alle nostre così grandi speranze, mi opprime un sentimento nei primi acerbo e sconsolato sul cuore e torno a dolermi delle miei sventure. Oh natura, natura, perchè non mantieni mai le tue promesse e inganni in questo modo i tuoi figli?

Tu, Silvia, prima che l'inverno lasciasse morire la vegetazione, da una malattia nascosta e inaspettata, fosti combattuta e vinta morendo giovane. E non vedesti così il fiore degli anni tuoi, e non ti poterono rallegrare il cuore le lodi ai tuoi capelli neri o ai tuoi occhi schivi ma pieni d'amore e con te le tue amiche non poterono mai parlare d'amore.

Poco dopo la tua morte cadde la speranza che mi faceva sembrare la vita migliore. E il destino negò anche a me la giovinezza. Ah, come sei passata in fretta dalla mia vita cara speranza e ti ho sempre rimpianto. Questo è il mondo? Queste le gioie, l'amor, le opere, gli eventi di cui tanto parlammo insieme? Questa è la sorte delle persone? Di fronte alla verità sei caduta miseramente e con la mano mi hai indicato da lontano la fredda morte ed una spoglia tomba.

 

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A SILVIA: IL COMPONIMENTO - Il componimento si divide il cinque parti:

- rievocazione di Silvia;

- rievocazione del poeta;

- la natura vista come sventura e inganno;

- la morte come fine;

- l'apparizione del vero.

La terza parte è dominata dal tema delle speranze deluse e dal lamento del poeta nei confronti di una natura che non consente la loro realizzazione. Silvia muore prima di raggiungere l'età adulta, che metaforicamente rappresenta il momento della vita in cui l’uomo, consapevole della sua solitudine, perde le illusioni. La natura matrigna che toglie ai suoi figli ciò che sembra promettere ingannandoli è un concetto che accompagnerà tutta la  poesia leopardiana e il suo “pessimismo cosmico”. La condizione umana è quella dell’infelicità e quando dall’odorosa stagione si passa a quella “invernale” le illusioni sono definitivamente cadute e ciò che la natura sembrava promettere diventa solo un inganno.

 

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A SILVIA: SINTASSI - Sintatticamente la lirica presenta periodi brevi e concisi: poche subordinate, per lo più temporali che si ricollegano alle tematiche del ricordo, dunque del tempo trascorso. Da un punto di vista tematico fondamentale è il senso del vago e dell’indeterminato. La lirica è composta da sei strofe a lunghezza varia. Settenari ed endecasillabi si succedono secondo le esigenze dell’ispirazione e la rima non ha schema prestabilito. L’unico elemento di regolarità è dato dal ripetersi del settenario alla fine d’ogni strofa.

 

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GIACOMO LEOPARDI: ALTRE RISORSE - Hai bisogno di altre risorse su Giacomo Leopardi e le sue opere? Ecco, di seguito una lunga lista di appunti, riassunti e tesine su questo autore:

 

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Commenti

Chuck venerdì, 3 febbraio 2012

Norris

Giacomo Leopardi ha scritto "A Silvia". Silvia a sua volta ha scritto "A Chuck Norris".

n° 1
martina martedì, 13 maggio 2014

R: Norris

stordo

venerona martedì, 13 maggio 2014

R: R: Norris

> stordo
CREPA

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