Arte: Danza

Le origini antiche della Danza greca e il suo sviluppo

di Redazione Studenti 4 aprile 2006
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DANZA
Le prime manifestazioni della danza ellenica, che ebbe uno sviluppo eccezionale ed esercitò sempre enorme influenza sulla danza classica e libera, risalgono alla fine del II millennio a. C. e la loro evoluzione si compì con l'acquisizione di elementi egizi, ebraici (figurazioni acrobatiche e pantomimiche) e cino-indiani (espressività religiosa e moralità cinese), elaborati e ricreati con amore da un popolo per il quale ideale supremo fu l'equilibrio armonico del corpo e dello spirito – la euritmia –, raggiunto con la perfetta unità lirica di danza, musica e poesia (gli stessi Eschilo, Sofocle e Aristofane furono musici, poeti, coreografi e anche danzatori).
Considerata di origine divina e comprensiva di manifestazioni eterogenee come parate militari, processioni ed esercizi ginnici, la danza greca si divideva in orchestica e palestrica. Per comodità di studio si accoglie anche in questa sede la suddivisione operata da Nietzsche in danze apollinee e danze dionisiache: severe, etiche e rituali le prime, orgiastiche e scomposte le seconde.
Alle danze apollinee – di origine cretese o dorica – appartengono la grave emméleia, danza della tragedia, che conobbe grande fortuna con Frinico ed Eschilo; la danza ciclica del géranos (farandola della gru o danza degli Ateniesi a Delo); il gioioso peana, danza magica apotropaica cantata ed eseguita da tutto il coro; e la vivace iporchematica, tendente al dionisiaco.
Nello stesso gruppo un posto a sé occupano le danze didattiche (gimnopediche), prima fra tutte la pirrica o danza rossa (pyrríchios), ideata secondo Platone dalla dea Atena ed eccelsa tra le danze guerriere, tutte poste alla base dell'arte militare e comprendenti, fra l'altro, anche la thermastrís, danza dai movimenti convulsivi, e la xiphismós, danza con la spada.
Alle danze dionisiache, di origine tracica e ionio-asiatica, violente e satiresche, appartengono l'acrobatico óklasma, di origine persiana, la vivace e volgare danza della commedia kórdax (cordace) e la scurrile sikinnis (sicinnide), propria del dramma satiresco. Anche fuori dell'ambito teatrale si svilupparono numerosissime danze: private (prevalentemente conviviali) e popolari (tra cui la danza del torchio o del palmento, sulla vendemmia, e la hórmos o danza della collana).
Le figurazioni della danza ellenica – che secondo la tecnica esecutiva può esseresuddivisa in processionale, mimetica, cinetica e acrobatica – sono giunte fino a noi attraverso innumerevoli testimonianze archeologiche (soprattutto della pittura vascolare), letterarie (Plutarco, Luciano, Senofonte, Polluce), metriche e musicali, ma il tentativo di riprodurre su queste basi un'antica danza è di somma difficoltà.
In questo senso va ricordata l'opera di Dora Stratou, creatrice del Teatro della danza greca ad Atene, attiva dal 1953 come regista di spettacoli di danza popolare comprendenti danze greche antichissime come le cretesi pentozali e sousta e la chaniotiko, ma anche danze moderne come la tráta, derivata dall' emméleia.
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