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Contesto storico di Lisia (II° parte)

Alcibiade organizzò una spedizione militare in Sicilia, contro Siracusa, sperando che una vittoria ateniese nel territorio siciliano potesse risolvere anche gli eterni conflitti con Sparta.

di Redazione Studenti 29 marzo 2006
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In base alle condizioni di questo trattato di pace, gli Ateniesi e gli Spartani dovevano restituirsi reciprocamente i territori conquistati, ma le città della penisola Calcidica, anche dopo che furono lasciate dalle truppe spartane, si rifiutarono di consegnarsi ad Atene, la quale, a sua volta, non restituì a Sparta i territori di Pilo e l'isola di Citera.
Dopo la morte di Cleone, fra coloro che appoggiavano la guerra emerse soprattutto Alcibiade, il quale, nel 416 a. C., convinse l'Ecclesia ad accogliere le richieste di aiuto che giungevano ad Atene da parte dell'alleata Segesta, minacciata da Selinunte e da Alcibiade organizzò una spedizione capeggiata da Nicia, Lamaco e Alcibiade, il quale, però, fu costretto ad abbandonare subito la campagna militare, in quanto venne accusato di sacrilegio e dovette ritornare ad Atene; infatti, Alcibiade fu sospettato di aver mutilato le Erme, ovvero le statuette sacre al dio Ermes. Alcibiade, per evitare il processo, fuggì da Atene e si rifugiò a Sparta, ma i giudici ateniesi lo condannarono in contumacia alla confisca dei beni e alla pena capitale.
Nel frattempo, la spedizione in Sicilia non portava i risultati sperati e, nel 414 a. C., gli Ateniesi stavano per espugnare Siracusa, ma giunsero delle truppe inviate da Sparta e da Corinto, capeggiate dallo spartano Gilippo. L'arrivo di questo esercito fu decisivo; infatti, nel 413 a. C., le triremi ateniesi che occupavano il porto di Siracusa, furono bloccate dalla flotta nemica. Nicia, che era rimasto l'unico comandante dell'esercito ateniese dopo la morte di Lamaco, chiese ad Atene di inviare rinforzi, data la gravità della situazione; giunsero in Sicilia settantatrè triremi capeggiate dallo stratego Demostene.
Dopo l'arrivo dei rinforzi, gli Ateniesi tentarono l'attacco decisivo, ma, pur avendo conseguito alcuni successi iniziali, furono poi definitivamente sconfitti dagli Spartani. La disastrosa spedizione in Sicilia, nella quale erano state coinvolte le migliori risorse di Atene e dei suoi alleati. Nonostante questa terribile sconfitta, gli Ateniesi, nel 406 a. C., inviarono in Oriente una flotta di centodieci triremi, che inflisse una terribile sconfitta agli Spartani presso le isole Arginuse, a sud di Lesbo.
Intanto, i Persiani si erano alleati con gli Spartani, dichiarandosi disposti a finanziare le loro spese militari. Nel 405 a. C., Ciro di Persia fornì al comandante spartano Lisandro i mezzi necessari per ricostruire, dopo la catastrofica sconfitta delle Arginuse, una flotta composta da duecento triremi; grazie a questa flotta, nel 404 a. C., gli Spartani sconfissero definitivamente gli Ateniesi nella battaglia di Egospotami. Per gli Ateniesi, questa fu una duplice sconfitta, in quanto essi persero non solo la guerra del Peloponneso, ma anche il controllo del Ponto Eusino, che era indispensabile per i loro rifornimenti.
Le condizioni di pace stabilite dagli Spartani furono durissime: Atene avrebbe dovuto abbattere le Lunghe mura e le fortificazioni del Pireo, rinunciare a tutti i possedimenti situati fuori dell'Attica, allearsi con Sparta e avere in comune con la città vincitrice gli alleati e i nemici, consegnare a Sparta tutte la navi superstiti tranne dodici. Subito dopo la sconfitta di Atene, Lisandro impose a questa città un governo provvisorio costituito da trenta membri, i quali, poiché si comportarono in maniera dispotica e assolutistica, furono chiamati Trenta tiranni.
Durante il governo dei Trenta tiranni, si verificarono ad Atene stragi, confische di beni e di ricchezze, condanne arbitrarie, arresti, uccisioni; molti cittadini, per sfuggire alle persecuzioni. Questo governo, però, ebbe una breve durata; infatti, nel 403 a. C., gli esuli democratici capeggiati da Trasibulo abbandonarono Tebe dove si erano rifugiati e tornarono ad Atene, dove, grazie all'appoggio del popolo, riuscirono ad abbattere il regime dei Trenta tiranni e a ripristinare definitivamente la democrazia.
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