Aristotele: Indice
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Egli si spense nello stesso anno di Demostene, segnando così la fine dell'epoca del grande splendore di Atene. Fu seppellito accanto alla moglie, morta prima di lui.
Aristotele era figlio di Nicomaco, un medico di Aminta e Filippo.
Quando aveva solo diciassette anni, egli entrò a far parte della scuola di Platone ad Atene, dove rimase fino alla morte del maestro, avvenuta nel 347 a. C. Aristotele non assunse il ruolo di maestro all'Accademia dopo la morte di Platone, sia perché subentrò a quella carica il nipote di quest'ultimo, sia in quanto, essendo di origine macedone, fu vittima di un'avversione razziale ad Atene.
Nel 343 a. C si recò con Senocrate ad Asso, dal tiranno Ermia, di cui sposò la figlia adottiva Pitia e rimase lì per tre anni. Nel 342 a. C. Filippo di Macedonia affidò ad Aristotele l'educazione del figlio Alessandro, che in tal modo apprese la cultura greca, dalla quale fu notevolmente influenzato.
Quando, nel 335 a. C., Alessandro successe al padre Filippo sul trono di Macedonia, Aristotele tornò ad Atene e vi fondò il Liceo o scuola "peripatetica", termine che deriva dall'usanza di condurre le dispute nei viali di passaggio.
Aristotele si dedicò anche a ricerche scientifiche, grazie anche al supporto di studiosi macedoni con i quali entrò in contatto alla corte di Macedonia quando gli fu affidato l'incarico come precettore di Alessandro. Infatti, l'operosità scientifica di Aristotele fu vastissima, invece fu marginale la sua attività poetica, di cui si ricorda soltanto un canto composto in stile pindarico (considerato da alcuni studiosi un peana, da altri un inno e da altri ancora uno scolio) dedicato al tiranno Ermia e incentrato sull'elogio della virtù.
Dopo la morte di Alessandro Magno, avvenuta nel 323 a. C., ebbe inizio la repressione antimacedone e Aristotele decise di sottrarsi alla reazione nazionalistica contro i filomacedoni rifugiandosi a Calcide, dove morì. Dopo la morte di Aristotele, la scuola "peripatetica" fu affidata al suo discepolo Teofrasto, il quale continuò a diffondere le idee e gli insegnamenti aristotelici.
Si conosce il testamento di Aristotele e inoltre, di lui si sa anche che da una certa Erpillide, ebbe un figlio che chiamò Nicomaco, come suo padre.