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Isocrate: caratteristiche della lingua e dello stile

Un approfondimento su uno dei più importanti maestri della retorica greca: biografia e tratti essenziali della lingua e dello stile di Isocrate

di Redazione Studenti 3 marzo 2008
Ritratto di Isocrate, maestro ateniese di retoricaIsocrate nasce ad Atene nel 436 a.C. da una famiglia benestante che gli procura un’accurata educazione attraverso l’insegnamento di maestri sofisti Protagora e Gorgia.
Dal 402 al 392 è costretto ad esercitare l’attività di logografo, poiché il padre cade in disgrazia durante il conflitto fra Atene e Sparta. Divenuto ricco e famoso, non ritenendosi adatto ad essere un oratore o un uomo politico, decide di dedicarsi all’insegnamento dell’arte retorica e fonda una scuola di eloquenza.
Non partecipando direttamente alla vita politica attraverso il prestigio ottenuto con la sua scuola Isocrate non perde occasione di intervenire nel dibattito politico rivolgendosi ai grandi protagonisti dell’epoca con lettere, messaggi, orazioni e consigli. Morì nel 338 all’età di novantotto anni.

Nell’arco della sua lunga vita Isocrate ebbe la possibilità di assistere prima alla parabola discendente dell’imperialismo ateniese nella guerra contro Sparta, poi a tutti i tentativi, peraltro fallimentari, di superamento dei particolarismi delle poleis che, se da un lato determinarono la debolezza e il limite politico della Grecia, dall’altro aprirono inevitabilmente le porte al’egemonie macedone.
In un primo momento Isocrate auspicava una pacificazione generale delle poleis per opporre una solida coalizione sotto la guida di Atene in funzione antipersiana; in seguito, di fronte all’ascesa di Filippo II di Macedonia, Isocrate abbandonò le precedenti posizioni politiche, impraticabili e quanto mai utopistiche, e optò a proporre al re macedone di diventare il benefattore (euergetes) dei Greci, l’arbitro imparziale e la forza di aggregazione delle poleis greche.
In politica interna Isocrate fu convinto sostenitore della democrazia, ma non quella deludente dei suoi tempi, quella dei demagoghi che hanno portato alla rovina del popolo. Il suo ideale è la democrazia dei tempi di Solone, idealizzata e vagheggiata come modello di costituzione moderata.

Strettamente connessa alla vita politica è l’arte oratoria
. Isocrate, infatti, ad essa attribuiva la funzione essenziale di preparare i giovani alla vita futura come uomini e cittadini onesti e di successo. Secondo Isocrate, solo chi sa correttamente parlare ed impostare un discorso, abbellirlo e argomentarlo efficacemente dimostra la propria eccellenza intellettuale e morale e conseguentemente è portato ad agire nel modo più giusto per la comunità.
La sua scuola, fondata nel 390 a. C., era frequentata da molti giovani rampolli, provenienti dalle famiglie aristocratiche più in vista della città di Atene. La formazione durava tre o quattro anni ed era impartita dietro lauti compensi dal maestro stesso, che si proponeva come modello attraverso la lettura delle sue orazioni, a cui seguivano delle esercitazioni pratiche degli allievi stessi.

Isocrate fu in costante attrito con l’ambiente dei Socratici ateniesi: Platone nel Fedro, augurava ironicamente a Isocrate una brillante carriera e gli rimprovera allusivamente la sua “avidità di ricchezze”. Per converso nell’orazione contro i sofisti Isocrate polemizza con i filosofi suoi contemporanei (e con Platone, innanzitutto). Implicitamente o esplicitamente critici nei confronti dei metodi formativi di Isocrate, furono anche  Senofonte e Aristotele.

Lo stile di Isocrate fu influenzato dall’insegnamento del sofista Gorgia da Lentini.
Gli elementi caratterizzanti il suo stile sono:
- ragionamenti basati su costruzioni concettuali limpide, elaborate e articolate;
- periodi lunghi, fluidi, armoniosi e chiari nei nessi (ad esempio tosuton…oson);
- predilezione per le antitesi ( men…de, alla ou/mh monon…alla, en toij logoij…en toij ergoij) e le correlazioni (te..te; oute…oute; mhte…mhte; eite…eite; kai…kai; h…h);
- grande attenzione alla corrispondenza tra i membri che costituiscono un periodo, per numero di vocaboli, per struttura sintattica, per ritmo;
- periodi con molti parallelismi concettuali;
- uso moderato delle figure retoriche;
- ricorso ad una breve perifrasi al posto di un semplice termine;
- largo impiego dei vari costrutti del paricipio ( congiunto, predicativo, sostantivato, genitivo assoluto ecc.) all’interno della stessa frase;
- presenza di proposizioni principali coordinate per asidento.

Per quanto riguarda il lessico abbiamo una frequenza altissima dell’uso di sostantivi
quali polij, logoj, fusij, fenomeno comune a tutta la prosa greca classica anteriore all’Ellenismo e che rispecchia le passioni e gli interessi predominanti dell’epoca.
Fra le parole chiave di Isocrate bisogna ricordare prima di tutto paideia, concetto che va oltre la traduzione corrente di “educazione” e assume il peso e lo spessore che oggi l’antropologia dà al termine “cultura”. Altra parola notevole è progonoi, “antenati”, riferimento costante alla fonte di una tradizione culturale che prmai aveva assunto una dimensioni mitica e inattuale.

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