Giuseppe Ungaretti: vita e opere di un poeta ermetico

Giuseppe Ungaretti è considerato il fondatore dell'ermetismo ed ha rappresentato uno dei momenti decisivi della formazione della poesia italiana contemporanea

di Barbara Leone 10 settembre 2012
Giuseppe Ungaretti è nato ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888 ed è morto a Milano il 1° giugno 1970. Di famiglia toscana, dopo aver trascorso in Egitto l'infanzia e l'adolescenza, nel 1912 si è trasferito a Parigi, dove ha trascorso molti anni, si è laureato alla Sorbona ed è stato a contatto con le prime avanguardie novecentesche e con i grandi temi del simbolismo e della poesia pura. Ha partecipato alla prima guerra mondiale, combattendo in Italia e in Francia. Rientrato in Italia nel 1921, ha lavorato al Ministero degli Esteri e ha aderito al fascismo: Mussolini stesso ha firmato la presentazione di una sua raccolta. Poco prima della seconda guerra mondiale, nel 1936, è stato chiamato a insegnare lettere italiane all'Università di Sao Paulo, in Brasile. Dal 1942 ha insegnato letteratura italiana moderna all'Università di Roma. L'apparizione dei primi libri di Ungaretti (Il porto sepolto nel 1916 e Allegria di naufraghi nel 1919) ha rappresentato uno dei momenti decisivi della formazione della poesia italiana contemporanea. La sua fama di poeta è cresciuta con il passare del tempo.

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giuseppe_ungarettiUngaretti è considerato il fondatore dell'ermetismo, corrente letteraria che si è diffusa in Italia più o meno a partire dagli anni Venti e che ha avuto tanto peso sulla poesia italiana successiva. Gli ermetici cercavano di restituire al linguaggio della poesia una sua dimensione essenziale, scabra, talvolta volutamente oscura al fine di restituire alla parola abusata verginità e novità. Così riscattate, le parole tornavano a essere specchio della realtà e consentivano all'uomo di percepire l'inesprimibile sostanza di quel mondo apparentemente privo di senso che lo circondava. Strumento tecnico fondamentale per gli ermetici era l'analogia, intesa però in un senso tutto particolare ben spiegato dallo stesso Ungaretti: "il poeta d'oggi cercherà di mettere a contatto immagini lontane, senza fili". Abolendo il "come" che introduce il rapporto tra le cose paragonate, l'analogia diventa più sintetica e oscura, ma per questo più efficace.

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L'essenzialità della poesia ermetica è da mettere in diretta relazione con il contenuto. Le scelte di stile, infatti, non erano mai dettate dal caso. I poeti ermetici erano accomunati da un male di vivere che, pur essendo diverso nella concreta esperienza di ciascuno, li accomunava tutti nel pessimismo sulle possibilità dell'uomo e persino della stessa poesia. In assenza di certezze da cantare a gola spiegata, gli ermetici rifiutavano i moduli espressivi tradizionali sulla base di una precisa scelta etica.

Poesia e biografia sono per Ungaretti strettamente legate: sono state proprio le esperienze di vita a determinare alcune precise scelte di stile e contenuto assolutamente innovative per la poesia italiana. La prima, e fondamentale, è l'esperienza di soldato. Sepolto in trincea tra fango, pioggia, topi e compagni moribondi, il giovane poeta ha scoperto una nuova dimensione della vita e della sofferenza che gli sembrava imporre, per poter essere descritta, la ricerca di nuovi mezzi espressivi. Così è nata la raccolta "Allegria di naufragi". Dall'analisi delle proprie emozioni Ungaretti ha tratto enunciazioni essenziali e fulminee che hanno portato alla distruzione della metrica tradizionale: i versi venivano spezzati e ridotti talvolta a singole parole, che si stagliavano isolate o accostate tra loro con lo strumento dell'analogia, senza punteggiatura, intervallate da spazi bianchi che assumevano a loro volta un preciso significato.

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La successiva raccolta "Sentimento del tempo" del 1933 presenta un'evoluzione nella poetica di Ungaretti. Gli spunti autobiografici sono diminuiti lasciando posto a una riflessione più esistenziale. L'uomo Ungaretti ha tentato di farsi Uomo, cercando nelle proprie emozioni e paure il riflesso di quelle che erano comuni a tutti. Ed è iniziato il tormentato recupero della fede, la quale poteva forse rappresentare per l'uomo smarrito un'ancora di certezze. Il cammino, tuttavia, non era lineare e non mancavano situazioni di conflitto tra il sentimento religioso e le esperienze dolorose nella storia del singolo o della comunità. Parallelamente a questi cambiamenti tematici ne sono avvenuti altri a livello stilistico: in particolare il recupero di una metrica più tradizionale, rinnovata però dal precedente lavoro di scoperta della parola.

Ne "Il dolore", raccolta del 1947, la biografia è tornata nuovamente ad avere un posto prevalente nella poesia in seguito alla tragica morte del figlio Antonietto, a cui sono dedicate le liriche della prima parte. Nella seconda parte, invece, Ungaretti si è soffermato sulle vicende drammatiche della guerra. C'è un rapporto tra le due sezioni: il dolore individuale e quello collettivo danno la misura di un cammino umano segnato dalla sofferenza e dalla difficile riconquista della fede negli imperscrutabili disegni divini. E tra questi due piani, quello personale celebrato nel Dolore e quello corale e collettivo, che ha trovato le sue più alte espressioni nel Sentimento del tempo, si muove tutta la successiva produzione di Ungaretti.

Approfondimento di studio

Appunti:

- "Natale" di Giuseppe Ungaretti
- "I fiumi" di Ungaretti
- Ungaretti e l'Ermetismo
- "Sono una creatura" di Ungaretti
- Vita e opere di Ungaretti
- Ermetismo e Ungaretti
- Le poesie di Ungaretti
- Giuseppe Ungaretti: pensiero e opere principali
- "Fratelli" di Ungaretti
- "Soldati" di Ungaretti
- "Una colomba" di Ungaretti
- "San Martino al Carso" di Ungaretti
- "Veglia" di Giuseppe Ungaretti

Tesina:

- Giuseppe Ungaretti

Videolezione:
- Giuseppe Ungaretti e l'Ermetismo

Podcast:

- Giuseppe Ungaretti
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14
Commenti

chiara lunedì, 7 aprile 2014

commento

le sue poesie sn bellissime e con un significato profondo e poi sn fcili da imprre a memoria per l loro lunghezza!!!

n° 5
Giò martedì, 10 giugno 2014

R: commento

si ma se vedesse come scrivi si rivolterebbe nella tomba

serena lunedì, 7 aprile 2014

R: commento

> le sue poesie sn bellissime e con un significato profondo e poi sn fcili da imprre a memoria per l loro lunghezza!!!

Che cosa pensi penserebbe Ungaretti leggendo il tuo itaGliano???

scema 99 martedì, 4 giugno 2013

bello

Non è uno stronzo ! Forse lo sarai tu !!!!

n° 4
wilfred domenica, 17 marzo 2013

R:commento

-x me e uno stronzo k nn aveva una vita sociale e qnd si e messo a scrivere qst brutissime poesieeee.



Intanto è entrato nella storia e di lui se ne parlerà per sempre... Tu invece finirai per fare la commessa da burger king ed alla tua morte nessuno saprà che tu sia mai esistita...

n° 3
Lorenzo domenica, 17 marzo 2013

R: R:commento

Ahahahahahhahahah bravo

claudia giovedì, 7 febbraio 2013

commento

x me e uno stronzo k nn aveva una vita sociale e qnd si e messo a scrivere qst brutissime poesieeee.

n° 2
wilfred domenica, 17 marzo 2013

@Lorenzo

> x me e uno stronzo k nn aveva una vita sociale e qnd si e messo a scrivere qst brutissime poesieeee.
VA' A MO-RI-RE AM-MAZ-ZA-TO BRUT-TO FI-GLIO DI PUT-TA-NA!!!!!

Lorenzo domenica, 17 marzo 2013

R: commento

Magari non avessi anche tu una vita sociale, invece sei qui a scrivere stronzate...

Michele lunedì, 11 febbraio 2013

R: commento

Beh intanto lui è famoso e stimato... e soprattutto conosceva la grammatica -.-

claudio giovedì, 7 febbraio 2013

R: commento

> x me e uno stronzo k nn aveva una vita sociale e qnd si e messo a scrivere qst brutissime poesieeee.

...magari fossi costretta anche te a vivere la straordinaria esperienza della guerra...

claudio giovedì, 7 febbraio 2013

R: commento

> x me e uno stronzo k nn aveva una vita sociale e qnd si e messo a scrivere qst brutissime poesieeee.

...e tu sì che hai capito tutto della vita, nevvero bimbaminchia sedicenne?! TSK...

mangano1 giovedì, 5 luglio 2012

Mi ricordo che

22/06/2012
A l'attention du professeur Gabriele Nissim
A l'attention du professeur Gabriele Nissim

Cher Gabriele,

Grâce à notre ami Marc-Henri Fermont, j'ai eu la chance de suivre l'avancée de l'instauration de la Journée européenne à la mémoire des Justes jusqu'à la déclaration du Parlement européen le 10 mai dernier.
Je vous félicite très sincèrement pour le succès de votre initiative et me réjouis de cette belle Journée à venir.

Bernard Lhoumeau et moi-même, avec un comité scientifique composé de chercheurs et d'historiens reconnus et des personnalités qui nous soutiennent, avons créé en 2008 l'association AJPN (Anonymes, Justes et persécutés durant la période nazie). Ses objectifs sont de porter à la connaissance de tous les publics les actes de sauvetage d’enfants ou d’adultes durant la période nazie accomplis dans l’élan de la spontanéité comme dans le combat engagé. Ces actes restent des gestes remarquables de bravoure, de cœur et d’humanité.

Votre initiative fait bien évidemment écho à la démarche dans laquelle nous sommes engagés et élargit la notion de juste à tous ceux qui s'élèvent contre les persécutions.
Mettre en avant les valeurs fondamentales telles que la liberté, la démocratie et le respect des droits humains, permet d'engager avec les jeunes une réflexion sur la violation de ces principes provoquée par des haines aveugles.
Mettre en lumière ces actes de solidarité et d'entraide est un aspect de l'Histoire encore trop confidentiel qui doit être pris en compte dans la mémoire collective et donner espoir et confiance aux jeunes générations.

Nous étudierons les objectifs de vos missions, si vous voulez bien nous les communiquer. Mais d'ores et déjà nous pouvons vous faire profiter de nos moyens humains et matériels et, pourquoi pas, être votre relai français.
Il nous serait possible de participer à votre action pour la constitution de dossiers, la mise en place d'une commission consultative et éthique et l'organisation d'événements liés à vos actions en faveur de l'histoire et de la mémoire.

Dans l'attente de votre réponse, j'en profite pour vous réitérer mes félicitations et vous dire toute mon admiration.

Très cordialement.

Hellen Kaufmann

AJPN (Anonymes, Justes et persécutés durant la période nazie)
111, rue Belleville - 33000 Bordeaux
Tél. 09 51 89 44 87 & 06 07 44 87 89
hkaufmann @ ajpn . org
www . ajpn . org
Facebook : Hellen Kaufmann (AJPN)
Skype : kauflhoum

n° 1
Kaufmann venerdì, 6 luglio 2012

R: Mi ricordo che

Bonjour,
Ceci est un courrier privé envoyé à Gabriele Nissim, je vous remercie de bien vouloir le retirer de ce blog sur lequel il a été mis sans mon autorisation et sans que je n'en sois informée.

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