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Franchising: il comparto food va verso la differenziazione degli spazi

Questo è possibile grazie all'offerta di servizi extra e qualificanti. Negli iper-specializzati c'è più innovazione che nelle grandi metrature

di Largo Consumo 28 dicembre 2007

Negli ultimi anni le catene del comparto food hanno sempre più inserito il concetto di servizio quale fattore di competizione e di crescita:
nel franchising questo fenomeno è accentuato in quanto l’insegna degli affiliati indipendenti deve assicurare una dotazione di differenziazione e di qualificazione dell’offerta prima ancora che il cliente entri nel punto di vendita.

L’innovazione sembra farsi spazio molto di più nell’iper-specializzato e nelle piccole catene dirette piuttosto che tra i retailer più conosciuti e diffusi, tra l’altro, con la formula del franchising. Le insegne che competono nel comparto dell’iper-specializzato hanno focalizzato la propria presenza sul mercato sul contenuto di servizio: la “boutique" alimentare non è più statica e rivolta solo alla clientela di prossimità, ma offre servizi di catering, di consegna a domicilio, di personalizzazione a costi contenuti. I protagonisti del settore disegnano un quadro propositivo in termini di innovazione del format, con particolare riguardo ai servizi di sostegno e facilitazione della spesa, ma anche di offerta di facilitazione del quotidiano, e di complemento rispetto al format originario. 

Per maggiori informazioni su questo articolo: www.largoconsumo.info

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