I luoghi dell'anima nella tradizione artistico letteraria

Di Marzia Mazzer.

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L'anima è fragilità, è ricordo di un tempo lontano, è un sussurro che si perde nel tempo, qualcosa da salvaguardare dalla asperità nel mondo che trova la sua dimensione ideale soltanto nella quiete del ricordo. Le rimembranze della giovinezza e il conforto che solo il luogo natale può dare sembrano essere i luoghi che l'anima, stremata dalle difficoltà presenti, ama frequentare per trovare un effimero sollievo.

L'esilio diventa spesso la scintilla che accende la nostalgia della patria, di quel luogo inaccessibile e tanto agognato, mentre si è costretti in terra straniera. E mentre il Romeo Shakespeariano paragona il suo esilio da Verona alla morte, Foscolo rimpiange la sua Firenze festosa e la sua gloria passata e si rispecchia nella città che, seppur invasa, custode gelosamente la sua memoria.

Petrarca, afflitto dai travagli della carne ripensa alle limpide acque che lo hanno visto riflesso con la sola donna che abbia mai amato, l'unico "riposato porto" che il suo spirito abbia trovato. Paesaggi di collina, spazi sterminati, torrenti e pascoli verdeggianti si stagliano all'orizzonte dei ricordi dei poeti tanto da sembrare dei topoi geografici che ritraggono luoghi idilliaci lontani dal resto del mondo. E il verde della natura si impone sul grigiore del presente mentre silenzi di quiete e voci familiari si intrecciano ai singhiozzi del pollaio e al fruscio delle foglie.

A volte è l'azzurro intenso del mare a cullare l'animo inquieto, a rasserenarlo con l'infrangersi ripetitivo delle sue onde o a proteggerlo dalle insidie perché "fuor del limbo non v'è eliso".

Ma anche la città attraverso il filtro della memoria può trasformarsi in un luogo rassicurante. Pasolini, infatti, descrive l'afa delle estati romane, i "muri gialletti della borgata", e le scorribande dei suoi "ragazzi di vita" con una vena nostalgica che fa trasparire l'affezione dello scrittore per la capitale.

L'anima conserva vivide sensazioni visive e uditive che riemergono nei momenti più difficili facendoci sentire protetti come in un nido che, nonostante l'età adulta, può ospitarci quando ci sentiamo più vulnerabili. E quando in bilico su un tetto ci adoperiamo per suonare il nostro strumento, la melodia che abbiamo nell'anima ci aiuta a non perdere mai l'equilibrio.