Biografia di Luigi XIV, il Re Sole

Biografia di Luigi XIV, il Re Sole A cura di Elisabetta Graziani.

Luigi XIV, Re Sole: la vita e l'operato del re di Francia che incarnò lo spirito dell'assolutismo monarchico

1L'assolutismo di Luigi XIV

«Lo Stato sono io»: a Luigi XIV bastò questa frase per spiegare chiaramente il modo in cui avrebbe governato la Francia. Dal 1643 al 1715 Luigi XIV fu un convinto sostenitore della monarchia assoluta e governò il Regno di Francia rafforzandone il potere politico e culturale in tutta Europa.

2La Francia di Luigi XIV e di Mazzarino

Luigi XIV nacque a Saint-Germain-en-Laye nel 1638 da re Luigi XIII di Francia e Anna d'Austria. La sua nascita fu considerata miracolosa, perché avvenne dopo ventitre anni di matrimonio senza che la regina riuscisse a partorire alcun figlio. Generò inoltre varie leggende come quella creata nel Settecento secondo cui Luigi ebbe un gemello che venne rinchiuso nel carcere della Bastiglia coperto da una maschera di ferro per evitare problemi di successione.
Nel 1643, dopo la morte del padre, Luigi XIV divenne re a soli cinque anni. Le redini del regno vennero assunte dal primo ministro francese e cardinale italiano Giulio Mazzarino, che guidò la Francia nella fase finale della guerra dei Trent'anni, affermando in Europa la supremazia francese.   

Ritratto di Giulio Mazzarino
Ritratto di Giulio Mazzarino — Fonte: ansa

L'aumento del peso fiscale provocato dalla guerra suscitò nelle campagne francesi un'ondata di proteste che si unì al malcontento dell'aristocrazia poco soddisfatta dalla politica di accentramento del potere di Mazzarino.
La rivolta partì dal parlamento francese, un'istituzione provinciale non rappresentativa, ma di controllo amministrativo e finanziario con poteri giudiziari, che con il tempo aveva assunto il diritto di esaminare e respingere gli editti regi oltre che di registrarli. Nel 1648 il parlamento di Parigi, il più importante di Francia, diede vita a una rivolta detta fronda parlamentare, respingendo alcune misure finanziarie volute da Mazzarino e chiedendo di poter esercitare il pieno controllo su tutti gli atti finanziari della Corona. Mazzarino reagì arrestando i parlamentari e reprimendo la rivolta.
Nel 1650 una parte della nobiltà diede vita a un'altra rivolta detta fronda dei nobili. Mazzarino fu costretto a fuggire con tutta la corte da Parigi dove rientrò solo nel 1652 dopo la vittoria delle truppe del re.  

3L'ascesa al potere

Dettaglio del volto del cardinale Richelieu, realizzato da Gian Lorenzo Bernini
Dettaglio del volto del cardinale Richelieu, realizzato da Gian Lorenzo Bernini — Fonte: ansa

Nel 1661 Mazzarino morì e quando i membri della corte chiesero a Luigi XIV da chi avrebbero dovuto prendere ordini da quel momento, il re li invitò a rivolgersi direttamente a lui: a ventidue anni Luigi decise che durante il suo regno la Francia non sarebbe più stata vittima di rivolte e di difficoltà finanziarie.
Stabilì di creare una monarchia assoluta in cui il sovrano fosse il centro indiscusso con pieni poteri, aiutato da un Consiglio di ministri con poteri di controllo e composto da uomini di fiducia non provenienti dalla nobiltà.
A livello amministrativo, Luigi scelse personale costituito da uomini privi di potere proprio, che venivano chiamati a svolgere una funzione temporanea e revocabile dal re: sottrasse in questo modo il potere alla nobiltà e tramite gli intendenti, ufficiali provinciali creati dal cardinale Richelieu, primo ministro del padre Luigi XIII, fece sentire il peso del potere centrale nelle periferie del regno.  

I giardini della reggia di Versailles
I giardini della reggia di Versailles — Fonte: istock

Luigi XIV sapeva che per attuare il disegno di un potere monarchico assoluto era indispensabile sciogliere il legame tradizionale tra il popolo e l'aristocrazia, che da secoli governava ampi territori all'interno della Francia. Nel 1682 spostò in modo permanente la sua residenza nella ricca reggia di Versailles e invitò i nobili a trasferirsi e ad abbandonare le residenze sparse per tutta la Francia.
Qui Luigi divenne il re Sole, il sovrano attorno al quale girava tutta la vita politica del regno, e creò una vita di corte basata su feste e giochi nonché sulla costante distribuzione di soldi e cariche ai membri della nobiltà, riuscendo a: 

  • Allentare il legame tra nobiltà e territori francesi
  • Controllare i nobili riunendoli in un'unica reggia e facendoli diventare cortigiani

4Perchè Luigi XIV veniva chiamato Re Sole?

Perché veniva chiamato Re Sole? I motivi sono diversi.

  • Nello stemma di Luigi XIV è presente uno sfolgorante sole con la frase Nec pluribus impar, ovvero splende come il sole e non può essere paragonato a nessun altro.
  • Il monarca assoluto inoltre, era per la Francia quello che il sole è per il sistema solare: ne rappresenta il fulcro, la parte centrale e più importante, quella attorno alla quale gira tutto il resto.
  • Oltre a rappresentare il fulcro del Paese, il Re rappresentava anche il centro della vita di Versailles: la corte – ma non solo – poteva assistere alla cerimonia della vestizione, al pranzo del Sovrano e ad altri momenti della vita privata del Re, trasformandolo di fatto in una specie di divinità vivente.
  • Un’altra versione sostiene che un giorno il Re si sia presentato a corte con uno sfolgorante abito dorato e che sia stato questo a far esclamare ai presenti “il Re Sole!”.

5Il governo di Luigi XIV: lo Stato sono io

Busto-ritratto di Luigi XIV, opera in marmo di Gian Lorenzo Bernini
Busto-ritratto di Luigi XIV, opera in marmo di Gian Lorenzo Bernini — Fonte: ansa

Luigi XIV, da monarca assoluto qual era, intervenne in ogni campo possibile attraverso i suoi ministri.
Per quanto riguarda la difesa, il ministro della Guerra, Michel Le Tellier, riorganizzò le forze armate con l'introduzione di un ordine gerarchico che dipendesse direttamente dal re, togliendo potere alla nobiltà nell'esercito.
A livello economico, il ministro delle Finanze, Jean Baptiste Colbert, realizzò una serie di tagli alle spese, che gli permisero, finché la Francia rimase in pace, di ridurre le tasse e di migliorare la situazione economica del Paese e di arrivare a un risanamento delle casse dello Stato. Colbert, convinto della necessità di puntare sulla ricchezza monetaria, fece affluire dall'estero più metalli preziosi possibili mettendo a punto un sistema fiscale e doganale che favorì le esportazioni e scoraggiò le importazioni e promosse la produzione interna con finanziamenti statali rivolti soprattutto alle manifatture in grado di creare beni di lusso, come la seta e i merletti, da esportare a prezzi alti con le compagnie commerciali.  

Dal punto di vista religioso, la volontà di imporre il potere assoluto del sovrano condusse a una politica religiosa accentratrice e intollerante. L'ondata di persecuzioni si concentrò sulla minoranza Ugonotta e raggiunse il culmine nel 1685 quando, con l'editto di Fontainbleau, vennero revocate le concessioni previste dall'editto di Nantes del 1598: gli Ugonotti fuggirono e la Francia tornò a essere uniformemente cattolica.
L'impegno di Luigi XIV per dare al cattolicesimo francese un'impronta nazionale rese difficili anche i rapporti con Roma. Nel 1682 l'assemblea dei rappresentanti del clero francese approvò la Dichiarazione dei quattro articoli con cui la Chiesa gallicana affermò l'indipendenza dal papato. Nel giro di pochi anni Luigi trovò un compromesso con Roma e se ne servì per combattere il Giansenismo, una corrente riformatrice sorta all'interno del Cattolicesimo, che insisteva sul rigore morale e che Luigi vide come un pericolo per l'unità religiosa della Francia.  

Ritratto di Filippo IV, re di Spagna. Opera di Velazquez
Ritratto di Filippo IV, re di Spagna. Opera di Velazquez — Fonte: ansa

In politica estera, nel 1667 le mire espansionistiche di Luigi portarono la Francia in guerra contro la Spagna. Due anni prima era morto il re di spagna Filippo IV, di cui il monarca francese aveva sposato la figlia maggiore. Luigi avanzò la candidatura alla successione sul trono di Spagna e cercò di ottenere i Paesi Bassi spagnoli. Di fronte al rifiuto, Luigi invase le Fiandre e la Franca Contea. Intimoriti dalle mire di Luigi, i Paesi Bassi strinsero un'alleanza con Inghilterra e Svezia e indussero il re francese a firmare nel 1668 la pace di Aquisgrana.
Nel 1672, la Francia tornò in guerra con i Paesi Bassi, nemico politico ed economico, appoggiato dalla Spagna e nel 1678 la pace di Nimega sancì il possesso della Franca Contea da parte della Francia.
Di fronte alle nuove pretese espansionistiche francesi venne creata nel 1686 la Lega d'Augusta composta da Spagna e Austria oltre che dai Paesi Bassi. La guerra, che vide la Francia accerchiata da tutte le potenze europee, durò dal 1688 al 1697, anno in cui fu firmata a Rijswijk una pace che non vide vincitori. 

6Le guerre di Successione spagnola e la morte di Luigi

Tra 1700 e 1714 Luigi XIV, dopo aver avanzato nuove pretese sul trono di Spagna, si impegnò nelle guerre di Successione spagnola contro:

  • L'impero
  • Le Province Unite olandesi
  • L'Inghilterra
  • I principi tedeschi
Ritratto di Luigi XIV
Ritratto di Luigi XIV — Fonte: istock

Nel 1713-1714 si giunse, dopo una serie di sconfitte francesi, alla firma dei Trattati di Utrecht e Rastadt, che riconobbero a Filippo di Borbone il possesso della Spagna, con l'obbligo che nessuno tentasse più di riunire le corone di Spagna e Francia, e che fecero perdere alla Francia parte delle colonie in America.

Nel 1715, stanco e con problemi di salute, Luigi XIV morì dopo settantadue anni di regno: sembra che alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e festeggiò e che il suo feretro, trasportato nella chiesa di Saint-Denis a Parigi, fu oltraggiato da sputi e fango lanciati dalla folla oppressa da anni di tasse e privazioni. 

Luigi XIV, il re Sole, incarnò in forma estrema l’assolutismo monarchico. Se le misure interne adottate da Luigi, con l'aiuto di ottimi ministri, portarono un iniziale giovamento alla Francia, le guerre d'espansione, che si risolsero in un fallimento del progetto di egemonia francese in Europa, affamarono il Paese opprimendolo con le tasse.

Ogni volta che assegno una carica vacante creo cento scontenti e un ingrato.

Luigi XIV