Liceo scientifico in crescita, giù il classico, ok tecnici e professionali: ecco le scuole superiori del 2014

Di Tommaso Caldarelli.

I dati del Miur sulle iscrizioni telematiche: bene lo scientifico, male il classico, ok i tecnici e i professionali allestiti dalle regioni. I grafici di Studenti.it

Il liceo scientifico cresce, arranca il liceo classico, bene i professionali e i tecnici. E' finito il primo anno di rivoluzione al Ministero dell'Istruzione, dell'Università, della Ricerca: si sono chiuse le procedure di iscrizione online alle scuole secondarie superiori, e gli uffici statistici del ministero di Via Trastevere sono in grado di diffondere il ritratto della scuola del prossimo anno scolastico, 2013/2014.

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W LA SCIENZA - Una scuola che guarda alla scienza e alla tecnologia e lascia da parte indirizzi blasonati ma sentiti come meno utili nel mondo della crisi economica. Innanzitutto il quadro generale: gli studenti italiani sono praticamente divisi a metà, se è vero che circa il 46% di essi ha scelto per il 2014 una formazione liceale, mentre il restante 54% si divide fra istituti tecnici e scuole professionali. In ogni caso, la tendenza trasversale è quella di considerare molto più appetibili le formazioni di tipo scientifico.

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SCIENTIFICO OK - Fra i licei scientifici, teste di ponte dell'istruzione superiore italiana, registra particolare consenso il liceo scientifico delle Scienze Applicate, che risulta essere un vero e proprio traino per tutto il sistema dei licei che grazie ai buoni risultati dello scientifico risulta in crescita rispetto all'anno scorso: quasi +2% di iscrizioni; questo nonostante un liceo linguistico in lieve crescita ma praticamente stazionario e un liceo classico che, addirittura, cala. E sono moltissime le conferme dalle scuole sul territorio: il liceo classico sta morendo.


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GIU' IL CLASSICO - Forse per gli alunni e le famiglie studiare il greco e il latino non è più una scelta vincente nel mercato del lavoro e della formazione. Buoni risultati anche per gli istituti tecnici che vedono un aumento dei comparti del turismo, della chimica e delle biotecnologie, e dell'informatica. Per quanto riguarda il sistema dei professionali, invece, si osserva un calo delle iscrizioni: ma il ministero comunica che " è necessario specificare che il calo registrato negli Istituti professionali deve tener conto dell’aumento che parallelamente si riscontra verso i percorsi di istruzione e formazione professionale organizzati da strutture regionali accreditate, specialmente in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli".

UN PONTE CON IL LAVORO - Nelle regioni del nord, dunque, l'istruzione professionale collegata al territorio va molto bene; in generale, invece, risulta avere successo l'offerta di istituti professionali per il turismo. Quella italiana è una scuola, dunque, che si prepara al lavoro e che si mette in contatto con il territorio per capire le esigenze produttive: il ministero ha studiato anche un altro aspetto di queste iscrizioni scolastiche, chiedendosi in quale misura gli studenti italiani abbiano scelto percorsi formativi compatibili con l'economia dei territori.

INFORMATICA - Insomma, quanti studenti abbiano optato per scuole superiori in grado di rispondere ai bisogni delle aziende. In questo senso risulta che regioni come "Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria" sono state in grado di indirizzare le scelte degli alunni verso aziende più presenti sui propri territori, quali quelle dell'informatica.