TEMA DI ATTUALITA' (II° parte)

Di Redazione Studenti.

1° prova maturità 2004: lo svolgimento della traccia della Tipologia D tema di attualità (seconda parte)


Tipologia D

Il principio di legalità
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La scuola poi, al proprio interno deve rispettare sempre la legalità, poiché è l'esempio che meglio e di più educa, è l'habitat con i suoi valori vissuti che forma. E tale rispetto emerge da una organizzata e realizzata "vita democratica", anche nel gruppo classe. Inoltre, la scuola deve valorizzare-culturalmente, eticamente, esistenzialmente - lo spirito di resistenza, il valore dell'eresia e dell'utopia, la visione divergente del soggetto: il dispositivo di una coscienza critica è un punto archimedeo da e su cui far leva verso la legalità, anche nelle condizioni più compromesse. Se manca, invece, poco o niente è possibile. Pertanto alla scuola spetta un quadrilatero di compiti: 1) attivare una cultura della legalità; 2) comunicare un universo di valori, una Weltanschauung elaborata politicamente, sulla legalità; 3) coordinarsi con altre agenzie per operare con esse ;4) istituzionalizzare le pratiche-di-legalità al proprio interno.
Le soluzioni proposte sono molteplici e provengono da tutta la rete della scuola e dell'associazionismo, spesso onlus, ma un esempio di grande lungimiranza e elasticità è dato dalla Regione Toscana e dall'istituzione del Centro di documentazione Cultura della Legalità Democratica, nato nell'ottobre 1994, che attualmente opera in attuazione della L.R. n. 11 del 10/3/99: "Provvedimenti a favore delle scuole, delle università toscane e della società civile per contribuire, mediante l'educazione alla legalità e lo sviluppo della coscienza civile democratica, alla lotta contro la criminalità organizzata e diffusa e contro i diversi poteri occulti". Il Centro mira alla raccolta e la diffusione delle informazioni a carattere bibliografico, documentario e statistico, alla realizzazione di indagini e ricerche effettuate da Università, da Distretti scolastici, anche in collaborazione con gli Istituti scolastici, nonché da Associazioni costituite ai sensi di legge il cui statuto preveda attività di studio e ricerca nel settore oggetto della presente legge, alla valorizzazione delle ricerche effettuate da laureandi attraverso le tesi di laurea o da giovani neolaureati attraverso progetti di particolare interesse, comunque ad azioni tese a rendere sicura e solidale la vita nelle città puntando sulla collaborazione delle agenzie preposte alla trasmissione del sapere attraverso mostre, prodotti editoriali.
A titolo di esempio, riportiamo la collaborazione con Libera nomi e numeri contro le mafie, l'associazione presieduta da Don Luigi Ciotti con cui è stata firmata una convenzione che ha portato, tra l'altro, alla creazione di una banca dati di scuole e associazioni che si occupano di legalità democratica e che hanno attuato, nel corso di questi anni, un gran numero di progetti in tal senso. La banca dati oggi è ricca di oltre 500 nominativi e indirizzi di scuole, associazioni ecc. ed è diventata un punto di riferimento nazionale. E', anche questo un modo per fare "rete", per coordinare le azioni e renderle più incisive, per supportarsi l'un l'altro e nei confronti delle istituzioni centrali, contro la corruzione, per il riuso a fini sociali dei beni sequestrati ai mafiosi ecc. ecc. E' un altro modo per affermare la cultura della legalità.
L'educazione alla legalità, alla democrazia, alla non violenza, la volontà di impegnarsi sui temi della lotta alla criminalità organizzata sono esigenze molto avvertite anche nel Comune di Lamezia Terme. L'evidenza di operare in un'area che registra su questi temi delle vere e proprie emergenze sociali, sollecita la sperimentazione di forme di presenza sul territorio Così nasce il progetto David come risposta verso un avversario apparentemente invincibile: l'illegalità. Con esso l'Amministrazione Comunale intende dotare la città di uno spazio finalizzato al recupero dei valori della convivenza civile, al rafforzamento della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, al confronto fra le forze del volontariato, del privato sociale, della scuola. Anche questo progetto opera in rete e conta sulle sinergie provenienti da esperienze già presenti sul territorio quali le associazioni LIBERA e AVVISO PUBBLICO.
Allo stesso modo, la Legalità è perseguita anche individualmente dal sostituto procuratore della repubblica Francesco Oliva, il quale ha pensato di realizzare, in modo artigianale, un sito orientato all'"educazione alla legalità" per condividere con chiunque, addetto ai lavori giuridici e non, abbia interesse all'educazione dei giovani alla legalità. L'avvenire si presenta con visioni cupe e pessimistiche, caratterizzate da due filoni principali e quasi sempre coincidenti: l'eccesso di tecnologia, vista come spersonalizzante, nemica dell'anima, strumento di dominio per classi o gruppi oligarchici; e la vita sociale, contraddistinta dalla lotta per la sopravvivenza, homo homini lupus, oppure da una ferrea organizzazione tirannica.
La domanda che affligge gli uomini di questa delicata epoca di trapasso è se anche in un futuro dominato dall'organizzazione e dalla tecnologia sia possibile una forma di legalità, che non sia soltanto la legge del più forte e del dominatore di turno, ma abbia la sua radice nell'etica. La consapevolezza dei mali enormi che il mondo ha attraversato nel Novecento, dalle delusioni dei grandi ideali le cui applicazioni pratiche si sono rivoltate contro quella stessa umanità che volevano servire, e infine da una delusione recentissima, della quale bisognerà cominciare ad avere coscienza: la scoperta della sostanziale crisi della democrazia liberale, al di là della sopravvivenza dei riti elettorali, e nella tendenza diffusa alla democrazia populista. La volontà generale di Rousseau contro la libertà dell'individuo, contro l'eguaglianza di fronte alla legge e la fraternità nell'ordine sociale. Una scoperta che non si rifà alle vecchie teorie di Marx ma alle brucianti esperienze di questo inizio di secolo, sia sul piano degli sviluppi della situazione internazionale dopo l'11 settembre 2001, sia sul piano della legalità nel nostro Paese, dove la conduzione della cosa pubblica come fatto privato di Berlusconi non è più consolante. Noi viviamo in un mondo che riconosciamo come caratterizzato da tecnica e razionalità. Il fatto è che noi sperimentiamo quotidianamente che questa razionalità forte è inesistente, è solo una tensione, un muoversi verso un'idealità che non si confronta con il reale, col concreto, col quotidiano. Se ci muoviamo in quella direzione, se la cultura non è attenta a mettere in discussione questo stile tecnico e razionale noi produciamo una forte caduta, una forte diminuzione dell'attenzione alla soggettività dell'individuo.
L' educazione dovrebbe aiutare a trovare la particolarità a valorizzare la soggettività, a potenziare le persone nella ricerca di strumenti speciali, personali, specifici e creativi per affrontare, leggere e risolvere i problemi, a costruire e progettare ipotesi operative all'interno di percorsi di formazione partendo dai nodi di debolezza, dagli elementi di fragilità. Ciò che rischia di essere un problema nei progetti comuni può provare ad essere invece la caratteristica nodale del nostro tentare di progettare insieme. La democrazia. "What is democracy? It changes forever the moment we touch it. Ask it to serve and it begins to fade, take up its burdens and it is refreshed. Democracy is like jazz, always new, always changing, the negotiation of a million different interests ".

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