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Economia a Lecce

Tutte le info sulla Facoltà di Economia dell'Università di Lecce

di Redazione Studenti 24 maggio 2007
Iniziamo con la notizie geografiche: per chi non lo sapesse, la facoltà di economia si trova a pochi chilometri da Lecce, presso il centro Ecotekne che ospita anche le altre quattro facoltà del polo economico-scientifico-tecnologico. Si raggiunge in pochi minuti a seconda del traffico con i "puntualissimi" pullman della S.T.P. e da quest'anno, grazie alla nostra associazione, anche ad un prezzo più basso. Infatti, dopo anni di battaglie abbiamo ottenuto la riduzione del 40% dell'abbonamento settimanale e mensile. Passiamo ora alle notizie sull'organizzazione didattica.

La facoltà di economia è articolata nei due corsi di laurea in "Economia e Commercio" e in "Economia Bancaria" e nel giovane diploma in "Economia e amministrazione delle imprese".

In breve, passando in rassegna i singoli corsi, partiamo da quello in Economia e Commercio.
Ha una durata di quattro anni (puramente indicativi) e un piano di studi con ben 26 annualità, più un'idoneità di lingua straniera al primo anno. E' strutturato in due indirizzi: indirizzo Generale diviso nei due orientamenti "Generale" e "Matematico statistico"e l'indirizzo "Economico aziendale".

Il corso di laurea in Economia Bancaria dura anch'esso quattro anni e sono previsti 26 annualità. Il biennio è in comune con il corso di Economia e Commercio al termine del quale si è tenuti a presentare il piano di studi con l'indicazione dell'indirizzo e/o orientamento prescelto nonché l'indicazione degli insegnamenti complementari.

Per quanto riguarda il Diploma Universitario in Economia e amministrazione delle imprese c'è da dire che è stato istituito da poco più di cinque anni ed ha una durata di soli tre anni per un totale di 16 annualità più tre prove d'esame tra cui due di lingua e uno di informatica. Inoltre dall'A.A. 1999/2000 gli insegnamenti di ciascun anno sono suddivisi in due semestri di lezione, per buona pace di studenti e professori.

Per quanto riguarda l'organizzazione didattica potrebbe bastare anche perché tra qualche anno tutto questo sarà storia. Sì, perché dal prossimo anno accademico le prospettive sono destinate a cambiare radicalmente: da settembre, infatti, prenderà il via la riforma universitaria che dovrebbe portarci al passo con il resto d'Europa. Una riforma, quindi, necessaria ma criticabile sul piano delle modalità di attuazione.

Se lodevoli sono le intenzioni e gli obiettivi che si prefigge, difficilmente superabili sono invece le difficoltà pratiche e tecniche che la sua attuazione comporta, considerato l'attuale sistema universitario. La riforma prevede in pratica una Laurea di primo livello, detta di Base, della durata di tre anni, una Laurea di secondo livello, detta Specialistica, della durata di due anni e per i più volenterosi Dottorati di Ricerca e Master.

Nell'intenzione del riformatore la laurea di primo livello dovrebbe essere immediatamente spendibile nel mondo del lavoro, senza fare i conti con gli ordini dei professionisti che, nel caso di giurisprudenza, ad esempio, non riconoscono la laurea di base. Non ci saranno più i diplomi universitari che saranno totalmente sostituiti dalle lauree di base che permetteranno l'accesso ad uno o più corsi di laurea specialistica. Un altro punto chiave della riforma sarà il passaggio dal sistema delle annualità a quello dei crediti.

Per esempio, per conseguire la laurea di base occorrono 180 crediti, con la possibilità di scegliere se fare pochi esami con un valore in crediti più alto o al contrario un numero maggiore di "piccoli" esami.

Ma concretamente cosa cambierà con la riforma? Limitando il discorso alla facoltà di Economia è bene premettere che le diverse fasi di attuazione della riforma marciano con grave ritardo e come si può immaginare in questi casi questo è dovuto ai tanti interessi in gioco, non sempre compatibili.

Questo significa che la riforma non comporta solo problemi nell'organizzazione didattica dei nuovi corsi e tutto ciò che ne deriva in termini di strutture, di aule, di laboratori, di docenti e di finanziamenti, ma è necessario mettere a punto un regime transitorio ad hoc per coloro che decideranno di passare dal vecchio ordinamento ai corsi "riformati".

In quest'ultimo caso, infatti, bisogna predisporre delle apposite tabelle di conversione che servono a valutare gli esami già sostenuti da coloro che intendono passare dalle annualità ai crediti, ma di queste tabelle non si sa ancora niente! Ad oggi, gli unici punti fermi sembrano le diverse classi di laurea che partiranno l'anno prossimo.
Avremo: le classi di laurea in "Scienza dell'Economia e della gestione aziendale" che comprende i corsi di laurea in "Management Aziendale", in "Economia e legislazione per le aziende" ed "Economia dell'ambiente e della cultura" (da attivarsi a Brindisi);

classi di laurea in "Scienze Economiche" con il corso di laurea in "Economia e Finanza" e in "Economia dei Mercati e dell'innovazione". Saranno tutti della durata di tre anni e organizzati in 24 esami, per un totale di 180 crediti. Da queste prime informazioni risulta chiaro che l'unico sforzo nell'ambito dei Consigli di facoltà è stato quello di ridurre a tre anni quello che fino ad ora si faceva in quattro. Ma saranno ridotti i programmi? Non siatene certi, è proprio difficile!!!!

Praticamente le premesse sono tali che sarà impossibile laurearsi in tre anni effettivi così come previsto dalla riforma. I problemi non finiscono qui. La riforma, che prevede la frequenza obbligatoria, visto che rientra nel sistema di assegnazione dei crediti, non si è fatta carico di prevedere aule e strutture adeguate per i nuovi corsi!!

Infatti, uno dei problemi più gravi che si verificherà il prossimo anno sarà proprio la carenza di strutture, di aule e di laboratori per non parlare dell'aumento del numero di corsi che richiederanno anche un maggior numero di docenti. Facile immaginare che a settembre non saremo testimoni solo di un cambiamento epocale del mondo universitario, ma le nuove matricole sperimenteranno in un clima di totale incertezza e confusione la difficile attuazione della riforma nella nostra facoltà.

L'unico suggerimento che sento di dare ai "pionieri" del prossimo anno è di informarsi in tempo per non fare scelte azzardate e di armarsi di forza e coraggio, nonché di una buona dose di pazienza. Se avrete difficoltà a trovare le informazioni che vi servono la nostra associazione è sempre disponibile per qualsiasi chiarimento: è molto importante non farsi cogliere impreparati!!!!

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6
Commenti

ila martedì, 20 settembre 2011

Non andateci!

ragazzi LECCE FA SCHIFO! LASCIATE PERDERE! didattica disorganizzatissima, docenti che si credono Dio in terra e sono praticamente nessuno, nessuno sa mai darti delle risposte, sei lasciato solo a te stesso. Questa "università" incentiva i fuori corsisti per avere più tasse, visto che non hanno soldi nemmeno per cambiare le porte dei bagni (infatti molto spesso si vede un maniaco - a Economia - che entra nei bagni delle ragazze e si masturba con la porta aperta!) . No dico ma scherziamo?? Sono dei balordi...

n° 3
raganella martedì, 20 settembre 2011

R: Non andateci!

> ragazzi LECCE FA SCHIFO! LASCIATE PERDERE! didattica disorganizzatissima, docenti che si credono Dio in terra e sono praticamente nessuno, nessuno sa mai darti delle risposte, sei lasciato solo a te stesso. Questa "università" incentiva i fuori corsisti per avere più tasse, visto che non hanno soldi nemmeno per cambiare le porte dei bagni (infatti molto spesso si vede un maniaco - a Economia - che entra nei bagni delle ragazze e si masturba con la porta aperta!) . No dico ma scherziamo?? Sono dei balordi...

...so' tteroni...

ila venerdì, 23 settembre 2011

R: R: Non andateci!

Amo la mia terra, e non la chiamerei mai "terronia". Chi la rende tale non merita di vivere in un posto meraviglioso come il mio con l'unico fine di sprofondarlo. Il Sud si deve liberare di questi baronetti e dare spazio al genio che nasconde.

UNIVERSITA' DI LECCE: LIBERATI DEI TUOI BARONETTI CHE NON FANNO ALTRO CHE SOFFOCARE LA NOSTRA CULTURA! ASSUMI GENTE COMPETENTE, E NON ASSISTENTI DA QUATTRO SOLDI CHE BOCCIANO IL 90% DEGLI STUDENTI PER IL SOLO GUSTO DI FARLO! PENSIAMO ALL'AMORE PER LA NOSTRA TERRA, E NON AI SOLDI! IGNORANTI!

raganella venerdì, 23 settembre 2011

R: R: R: Non andateci!

> Amo la mia terra, e non la chiamerei mai "terronia". Chi la rende tale non merita di vivere in un posto meraviglioso come il mio con l'unico fine di sprofondarlo. Il Sud si deve liberare di questi baronetti e dare spazio al genio che nasconde.
>
> UNIVERSITA' DI LECCE: LIBERATI DEI TUOI BARONETTI CHE NON FANNO ALTRO CHE SOFFOCARE LA NOSTRA CULTURA! ASSUMI GENTE COMPETENTE, E NON ASSISTENTI DA QUATTRO SOLDI CHE BOCCIANO IL 90% DEGLI STUDENTI PER IL SOLO GUSTO DI FARLO! PENSIAMO ALL'AMORE PER LA NOSTRA TERRA, E NON AI SOLDI! IGNORANTI!

...so' tteroni...

Giuseppe sabato, 20 dicembre 2008

aggiornatelo

ma è vecchissimo!!! io mi sono iscritto che già c'erano facoltà diverse da quelle presentate qui. Poi quest'anno è stato nuovamente modificato...ci innoviamo ogni tanto anche noi?!?

n° 2
antonio martedì, 26 agosto 2008

non ho capito!!!!!!!

forse piuttosto che scrivere testi interminabili sarebbe bene proporre uno schema in cui si schematizzino appunto la varie lauree ai diversi corsi di economia e le rispettiva specialistiche allegando ovviamente a ciacun corso la sua durata.

n° 1
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