Beni culturali

Beni culturali a Lecce

di Redazione Studenti 24 maggio 2007
Beni mobili e artistici
L'indirizzo di beni mobili e artistici o beni storico-artistici, come dir si voglia, è il corso di laurea meno compreso dagli studenti di beni culturali degli altri indirizzi Perché? Ogni corso di laurea ha una sua caratterizzazione ben precisa: indirizzo archeologico, indirizzo archivistico e librario, indirizzo musicale. Qual è la caratteristica dell'indirizzo di beni mobili e artistici? E' onnicomprensivo.

Le competenze che dà quest'indirizzo sono di carattere storico e specializzante nel settore della critica d'arte e nella storia dell'arte; tra gli esami fondamentali caratterizzanti sono infatti previsti 3 esami di storia dell'arte: storia dell'arte medievale, moderna e contemporanea, oltre ad esami di specifiche aree geografiche. Il piano di studi attualmente valido prevede una serie di esami che spaziano dalla storia alla storia dell'arte, a materie tecnico-scientifiche.

Con la riforma universitaria che dovrebbe partire dal prossimo anno accademico, salvo interventi berlusconiani, le cose cambieranno; sono previste 5 classi di corsi di studio per la facoltà di beni culturali. Per ciò che riguarda l'indirizzo storico artistico si prevedono 2 figure specifiche: operatore museale e operatore culturale.

Operatore museale: l'obiettivo è di possedere una buona conoscenza di carattere storico-artistico, riguardo alla storia dei musei e del collezionismo, nonché competenze relative alla legislazione e all'amministrazione delle strutture museali; utilizzare correttamente i principali strumenti informatici nell'ambito dei servizi ausiliari museali e ovviamente avere una buona conoscenza dell'inglese.

Operatore culturale: l'obiettivo e' di possedere una buona conoscenza del settore artistico (arti figurative, cinema e teatro, spettacolo) architettonico-ambientale e demoetnoantropologico; anche qui bisogna avere una buona conoscenza relativa alla legislazione e alla normativa gestionale nel campo dell'attività culturale, oltre che una buona conoscenza dell'inglese e dei principali mezzi informatici e della comunicazione e dei servizi.

Beni archeologici architettonici e dell'ambiente
Per voi futuri archeologi quest'indirizzo fornisce delle competenze e delle conoscenze teoriche abbastanza complete; anche l'idea degli scavi archeologici che si effettuano ogni anno è certamente giusta ed è necessaria per questo corso di studi, ma ovviamente le belle idee rimangono tali se non sono applicate o realizzate con praticità e intelligenza.

Alcuni professori "titolari" degli scavi si prodigano perché attraverso questi scavi lo studente possa imparare ad usare gli strumenti giusti, e soprattutto impari a lavorare sotto il sole! Purtroppo le lamentele degli studenti di beni archeologici non riguardano solo gli scavi ma anche il problema dei laboratori, dove si svolge la maggior parte del lavoro e dello studio, inoltre mancano le attrezzature fondamentali, aule dove fare lezione, biblioteche aggiornate.

Questi i lati negativi che riguardano i 4 indirizzi ma in particolare il corso di studi in archeologia. Ma la nostra facoltà per fortuna ha anche a disposizione menti eccellenti, una fra tutte (per archeologia) il prof. Francesco D'Andria che insegna metodologia e tecnica della ricerca archeologica, esame importantissimo e necessario perché offre competenze e informazioni circa le metodologie della ricerca. Accanto a quest'esame ovviamente ci sono esami che trattano in modo più specifico le varie materie e soprattutto le varie aree geografiche e storiche: antichità greche, archeologia e antichità egee, epigrafia greca, esegesi delle fonti storiche e medievali ecc.

Ma la riforma incombe anche su quest'indirizzo! Infatti si sta cercando di creare (col sudore degli studenti ma anche di alcuni prof.) una figura specifica che abbia competenze serie nel campo dell'archeologia, una buona conoscenza storica, dei mezzi comunicativi e dell'immagine, con una buona conoscenza dell'inglese.

Beni archivistici e librari
Ebbene sì, ci siamo pure noi, saremo "pochini" ma ci siamo! Della frequentata facoltà di Beni Culturali siamo la costola più piccola (insieme ai colleghi di Beni Musicali), ma questo non significa che siamo dei brocchi. Il fatto che sia cosa per pochi intimi probabilmente dipende più da uno scarso fascino verso la figura degli esperti nella organizzazione e nella gestione degli archivi e delle biblioteche da parte degli studenti che da altri fattori.

Infatti i problemi funzionali che riguardano quest'indirizzo sono i soliti della Facoltà di BB.CC.; ovvero il continuo frazionamento delle sedi della facoltà stessa, dovuto ovviamente a motivi logistici, che non da vita facile allo studente costretto a volte a delle corse: dagli Olivetani all'Ateneo, se non addirittura al Seminario in Piazza Duomo.

I luoghi citati sono quelli cardine dell'indirizzo, dove sono distribuite le sue materie. A dire la verità forse un problema ci sarebbe: non si può fare una scelta vasta con degli esami nel proprio piano di studi, in quanto le materie non sono molte; diciamo che sono quelle sufficienti per fare vivere l'indirizzo e per completare il proprio piano di studi è necessario attingere dalle due aree di specializzazione (area dell'archivistica e area della biblioteconomia) in egual modo senza effettivamente sceglierne una.

Nei quattro anni di corso è meglio dilazionare gli otto esami fondamentali in modo da non trovarseli tutti alla fine, ma attenzione! iniziare con una concentrazione di esami fondamentali (che sono anche i più tosti) può rallentare il vostro corso. Il segreto per un buon inizio è probabilmente seguire il filo cronologico per gli esami di storia e inserire il corso di Paleografia Latina subito (ci si può così rendere conto di che cosa vi aspetti in questo indirizzo).

Tenete presente che l'associato corso di Diplomatica parte di solito ad anni alterni. È consigliabile seguire il corso di Antichità e Istituzioni Medievali, dopo aver affrontato Storia Medievale; è un esame utile a capire il fondamentale concetto che la storia delle biblioteche e degli archivi è soprattutto la storia delle istituzioni. Sicuramente non sarà possibile resistere al fascino di due esami come Storia della Stampa, con il bravissimo prof. Laporta, e Storia delle Biblioteche con l'erudito prof. Pisanò.

Potete permettervi subito, nei primi due anni, di seguire i corsi di Archivistica e Biblioteconomia, conoscerete due miti della facoltà, rispettivamente il professor De Luca e il prof. Valli, i cui esami sono nello stesso tempo teorici e pratici, che si caleranno nell'essenza di quest'indirizzo. Ha rivisto nuova luce il corso di Restauro del libro (l'inossidabile prof. De Luca), interessantissimo.

Non scordatevi comunque di tenere presenti i corsi prettamente informatici, in quanto questo campo è continuamente investito da innovazioni tecnologiche. La riforma investe ovviamente anche quest'indirizzo; le differenze non sono sostanziali. Saranno attivati corsi d'insegnamento tipo: geografia del paesaggio, o diritto amministrativo (comune agli altri 3 indirizzi) che ha evidentemente sostituito gli esami di legislazione e di diritto comparato dei beni culturali

Beni musicali
Quest'indirizzo è ovviamente il più sonoro e poetico di tutti e 3! A parte gli scherzi, assieme all'indirizzo di beni archivistici è quello meno popoloso, ma è anche 1 dei più specifici. E' fondato essenzialmente su una base storica e "tecnica". Sono presenti tutti e 3 gli esami di storia e storia dell'arte oltre agli esami che riguardano direttamente l'ambito musicale , biblioteconomico e di abilita' e di competenze informatiche.

La riforma si abbatte come un fulmine anche sui musicologi e sostanzialmente gli esami da sostenere e le conoscenze da possedere non cambiano rispetto al piano di studi del corso di laurea quadriennale. Una novità però riguarda l'inserimento di discipline dello spettacolo che riguardano nello specifico il teatro e il cinema.

Gli esami caratterizzanti sono: etnomusicologia, musicologia e storia della musica. Gli esami specializzanti, per creare un vero esperto della storia della musica, saranno presenti nelle lauree specialistiche, proprio perché la laurea triennale non prevede la formazione di una figura professionale specializzata (scusate il gioco di parole) . Il presidente dell'attuale corso di laurea è il prof. Ballola, insigne musicologo nonché docente di storia della musica moderna. Non a caso ho citato in questo modo un docente: non sono impazzita tanto da tessere le lodi di un prof.!

La nostra splendida università degli studi di Lecce ha organizzato nel lontano Aprile 1998 un concerto di musica classica; esecutrice di tale concerto l'orchestra dell'università, direttore dell'orchestra il grandissimo maestro Riccardo Muti. Il corso di beni musicali ovviamente ne era direttamente interessato; tutto questo non è dovuto ad attacchi di megalomania acuti, ma alla volontà di riconoscere il prestigio di cui gode la facoltà di beni culturali e la città di Lecce.
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