Canoni e metodi di leasing

Di Redazione Studenti.

Il leasing, o locazione finanziaria, è la forma più diffusa di acquisto di beni strumentali in uso temporaneo: una sintesi delle caratteristiche principali di questa forma di contratto atipico

L’acquisto di beni strumentali in uso temporaneo è caratterizzato da contratti di locazione, noleggio e comodato. La forma più utilizzata è la locazione finanziaria o, più comunemente, leasing. Si tratta di un contratto atipico che prevede la locazione di beni mobili o immobili acquistati dal locatore, nella figura di una società di leasing o una banca, su scelta del conduttore, ovvero la ditta utilizzatrice, che ne assume tutti i rischi (compreso il perimento del bene). Al termine del contratto l’utilizzatore ha la possibilità di diventare proprietario dei beni acquistati in locazione, dietro il corrispettivo di un prezzo stabilito.

Il leasing è caratterizzato da un rapporto trilaterale, in quanto la società locatrice acquista dei beni strumentali da una ditta fornitrice e li cede in prestito all’impresa utilizzatrice, contro il pagamento di canoni periodici anticipati.
La locazione finanziaria presenta dei vantaggi rispetto all’acquisto in proprietà, come il finanziamento totale dell’investimento che si vuole realizzare; permette di conoscere esattamente i costi relativi alle operazioni, in quanto i canoni periodici sono definiti con certezza, mentre nell’acquisto in proprietà il reddito d’esercizio dei beni strumentali è dato dalle quote di ammortamento, che sono incerte; vi è la deduzione completa dei canoni e dei costi di competenza dell’esercizio; i canoni di leasing sono pagabili durante il contratto, mentre nell’acquisto in proprietà si deve pagare il costo di acquisto; ha una maggiore facilità e rapidità di accesso; richiede minori garanzie; permette, inoltre, di avere beni tecnologicamente avanzati.

Per ciò che concerne la contabilità della ditta che acquista in locazione i beni, la rappresentazione delle operazioni può avvenire tramite il metodo finanziario o tramite il metodo patrimoniale o dei canoni. Attraverso l’utilizzazione del primo procedimento, nel momento in cui viene stipulato il contratto, l’impresa deve iscrivere tra le immobilizzazioni il valore del bene e di conseguenza rileverà un debito verso la società di leasing. Quando si riceveranno le fatture di pagamento dei canoni, l’importo relativo ad essi verrà suddiviso in una quota che diminuirà il debito verso la società e una quota di interessi che costituirà un costo. Al termine dell’esercizio, verrà rilevata la quota di ammortamento del bene.
Secondo questo criterio, raccomandato dai principi contabili internazionali (IASB), non è prevista l’iscrizione nei conti d’ordine dello Stato Patrimoniale compilato a fine esercizio. Tale metodo è utilizzato principalmente dalle società quotate e dalle banche.

Il secondo criterio, quello più diffuso, si limita a rilevare le fatture relative ai canoni leasing. Esso prevede che alla stipulazione del contratto venga rilevato l’importo complessivo dei canoni da pagare. A fine esercizio si dovrà rilevare l’eventuale risconto attivo derivante dal pagamento anticipato di un canone a cavallo di due esercizi oppure dal pagamento di un maxicanone, ovvero un versamento iniziale consistente, seguito da un certo numero di canoni periodici di importo più modesto.
Con questo criterio si dovrà rilevare nei conti d’ordine l’importo dei canoni ancora da pagare sommati al prezzo di riscatto del bene.

Nello stato patrimoniale figureranno l’eventuale risconto attivo sui canoni; nei conti d’ordine la somma del prezzo del bene e dei canoni ancora mancanti; nel conto economico si rileveranno i canoni di leasing nei costi per godimento di beni di terzi; nella nota integrativa, che ha il compito di chiarire, completare e analizzare i contenuti dello stato patrimoniale e del conto economico, ci sarà un apposito prospetto nel quale risulteranno il valore attuale delle rate di canone non scadute e l’ammontare secondo cui i beni locati sarebbero stati iscritti alla data di chiusura dell’esercizio, con indicazione separata di ammortamenti, rettifiche e riprese di valore che sarebbero state inerenti all’esercizio.