| La laurea aiuta a trovare lavoro? Sembrerebbe proprio di si. A questa conclusione si arriva leggendo il documento "L'Università in cifre" elaborato dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica che espone in modo chiaro chi sono i giovani che più facilmente trovano lavoro, quali settori offrono maggiori opportunità, differenze tra le aree geografiche nazionali e con gli altri paesi CEE. Il quadro che si evince è incoraggiante per chi sta investendo nella propria formazione perchè maggiore è il grado di istruzione dei giovani e maggiori sono le possibilità che questi trovino un'occupazione. L’istruzione si rivela un buon investimento a tutela della disoccupazione. La percentuale di quanti sono alla ricerca di un lavoro diminuisce infatti all’aumentare del titolo di studio. Il tasso di disoccupazione è del 34,5% per i quindici-diciannovenni in possesso di un diploma di scuola media, scende al 25,3% per i diplomati della scuola secondaria tra i 20 ed i 24 anni di età mentre, per quanto riguarda i laureati, arriva al 20,1% per la fascia di età 25-29 anni e al solo 9,1% per i trenta-trentaquattrenni. Le donne risultano le più penalizzate nella ricerca di un’occupazione, qualunque sia il titolo di studio acquisito. A livello territoriale le differenze tra coloro che sono in cerca di un impiego sono molto significative. Tra i quindici-diciannovenni in possesso della licenza di scuola media il tasso di disoccupazione è pari al 18% al Settentrione e al 54,9% al Sud. Considerando i laureati in una età più avanzata (30-34 anni) i corrispondenti tassi si riducono, ma le differenze restano sensibili: si tratta del 4,2% per il Nord e di quasi il quadruplo (17,9%) per il Sud. Nel confronto con gli altri Paesi il tasso di disoccupazione registrato in Italia dai venticinque - sessantaquattrenni risulta in media con le altre nazioni, sia per quanto riguarda gli uomini che le donne. In Italia però, quando si fa riferimento al totale della popolazione adulta, il vantaggio dell’investimento formativo risulta più ridotto rispetto ad alcuni altri Paesi. Nel passaggio dal diploma di scuola secondaria alla laurea, infatti, il tasso di disoccupazione degli uomini nel nostro Paese si riduce (–20%) meno che in Francia, Germania, Stati Uniti e Portogallo; mentre quello delle donne è addirittura più elevato (+5%): un risultato simile a quello fatto registrare dalla Spagna e secondo solo a quello del Portogallo (+20%). A distanza di tre anni dal conseguimento della laurea, il 74% dei laureati ha un lavoro che è iniziato dopo il conseguimento del titolo. L’inserimento professionale risulta più facile per i laureati nel gruppo ingegneria (90,8%), architettura (85,7%) e politico-sociale (85,7%); mentre i bassi tassi di occupazione dei gruppi medico (34,2%) e giuridico (56,0%) risentono dell’alto numero di quanti proseguono gli studi oltre la laurea: presso le scuole di specializzazione, per l’area medica, ed effettuando un tirocinio per la pratica della professione, nel caso dell’area giuridica. Quando si considerano i soli laureati che hanno ottenuto un impiego dopo la laurea e che hanno un’occupazione stabile, la quota di quelli che lavorano scende al 65,6%. Per quanto riguarda i gruppi, quello politico-sociale e insegnamento, che presentano tassi di occupazione complessivi più alti della media, perdono posizioni, collocandosi tra i corsi che meno spesso portano ad un lavoro stabile; al contrario, ingegneria si conferma, anche in questo caso, come uno di quel gruppo di corsi che trovano un’accoglienza più facile nel mercato del lavoro. Il gruppo giuridico risulta essere quello che fa registrare le migliori performances nel confronto tra la situazione lavorativa dei laureati ad 1 anno e a 5 anni dal conseguimento del titolo. Se tra 1 e 5 anni il tasso di occupazione aumenta mediamente del 32,2%, nel caso delle discipline giuridiche la probabilità di trovare un lavoro si incrementa di quasi il 60%. Il trascorrere del tempo premia particolarmente anche i laureati del gruppo scientifico (+35,8%) ed economico statistico (+35,4%), mentre il gruppo insegnamento (+18,7%) è quello che fa registrare l’incremento più contenuto, pure in presenza di un tasso di occupazione successivo alla laurea tra i più bassi (50,5%). Informazioni reperite sul sito del MIUR |
Protesta
io ho studiato 6 anni x prendere il diploma e non trovo lavoro. proprio a causa dei laureati. tra poco avremo tutti ingegneri e nessuno che sappia sostituire una lampadina. ANCHE CHI NON PUO' ANDARE AL'UNIVERSITA' HA DIRITTO AD UN LAVORO.
STRANO che statistiche
questa statistiche mi sembrano un pò illusorie.......
c'è nascosto sotto qualcosa.......
ciao
diploma liceo classico
Spero che abbiate ragione, studiare è un gran peso per me ma lo faccio lo stesso ......sperando che abbiate ragione!