"Il mio corpo mi paga gli studi. E non solo"

C'è chi si prostituisce per comprarsi l'iPhone, chi per pagarsi la retta universitaria senza troppi sforzi, chi per bypassare il problema del precariato e chi semplicemente per trasgredire. La soglia del pudore si è abbassata e il confine tra ciò che è lecito e quello che non lo è sembra sparito perchè tanto, ormai, lo fanno tutti

di 15 dicembre 2014

"IL MIO CORPO MI PAGA GLI STUDI. E NON SOLO" - Nel 2006 un'inchiesta di StudentiMagazine aveva rivelato che il 21% delle studentesse usava il proprio corpo per pagarsi gli studi. Erano anni lontani dalla crisi, dai tagli all'università e alle borse di studio. Quello italiano non era un fenomeno isolato: in Francia e Inghilterra gli studenti ricorrevano alla prostituzione per poter affrontare rette universitarie sempre più care, nel Regno Unito addirittura triplicate.

 

OFFERTE DI LAVORO - Tante opportunità nel Cerca Lavoro

 

primi-passi-lavoro-prostituzioneLA PROSTITUZIONE - Quello della prostituzione, insomma sembrava vissuto come un espediente temporaneo per potersi permettere di frequentare l'università, guadagnando bene senza sacrificare troppo tempo allo studio con un lavoro "vero".

Ma a distanza di anni non c'è solo chi vende il proprio corpo per pagarsi una formazione di qualità: una volta ottenuta la laurea, piuttosto che entrare nel sistema degli stage infiniti, della disoccupazione, o del lavoro precario spesso sottopagato c'è anche chi sceglie la strada della prostituzione, come avevamo messo in evidenza con l'inchiesta sul precariato dell'autunno 2010. Alla redazione sono arrivate testimonianze drammatiche di chi aveva perso il lavoro e di chi non ne aveva mai trovato uno, di chi lavorava sfruttato per 500€ al mese e di chi, per evitare tutto questo, preferiva fare la escort perchè, nonostante tutto, "è l'unico lavoro che mi da' da vivere e mi permette di pagare l'affitto".

 

Leggi anche: Come sopravvivere alla precarietà lavorativa

 

Abbiamo voluto indagare sul fenomeno, cercando di capire se quello della prostituzione come alternativa ad un lavoro diverso è frutto della necessità, della disperazione, della reale mancanza di alternative o è - come sembra - una scelta che oggi si fa in modo sempre più leggero perchè è cambiata la percezione di ciò che è lecito e di ciò che non lo è, perchè è cambiata la morale, il senso del pudore e le inibizioni e perchè, attraverso le nuove tecnologie, oggi è molto più facile entrare nel "giro" grazie agli annunci sul web, chat e via dicendo.

 

L'INDAGINE - E' giustificabile prostituirsi se non si trova lavoro o non si hanno soldi per studiare? Per il 67% degli utenti di Studenti.it la risposta è no, perchè c'è sempre un'alternativa. Per il 14% è invece legittimo perchè "lo fanno tutti". Possibilista il restante 20% secondo il quale dipende dalle situazioni.


Leggi anche: La storia di una maestra stufa di esssre precaria

 

CHI E' CHE SI PROSTITUISCE? - A scegliere questo espediente sono studentesse ma anche casalinghe benestanti. Poche lo fanno per una reale necessità; la maggior parte lo fa per potersi permettere "il superfluo", beni di lusso o semplicemente per trasgredire.

"All’inizio non sono escort" - ci ha scritto C., un utente che conosce bene il fenomeno- "sono studentesse ma anche segretarie ecc... La disponibilità delle ragazze è direttamente proporzionale al ceto a cui appartengono per cui più sono povere e più sono difficili e viceversa. Il motivo per cui lo fanno sono due: ovviamente i soldi, che servono per il lusso e gli sfizi, ma anche sesso non convenzionale (...) fare sesso con sconosciuti senza alcuna complicazione emotiva." A prostituirsi sono donne insospettabili, continua C., giovani, universitarie ma anche donne della medio/alta borghesia, sposate, annoiate.

 

ANNUNCI E PASSAPAROLA - Se il passaparola è il sistema a cui ci si affida una volta entrate nel giro, all'inizio le studentesse usano il web per trovare i primi contatti. Nei forum specializzati e non (ad esempio olx.it), gli annunci di richiesta e di offerta sono tantissimi e la frase chiave spesso è "Un aiuto economico in rose per una studentessa".

Il passaparola prevale sempre quando, a prostituirsi, sono invece studentesse del liceo. Una inchiesta della trasmissione Le iene del 2010 aveva denunciato il fenomeno delle baby prostitute, studentesse di liceo che lo fanno per potersi comprare accessori firmati o altri sfizi a cui non hanno accesso con la sola paghetta dei genitori. Il tutto gestito da uno studente "protettore", che ha la lista dei contatti ed organizza gli incontri. "Già non ti senti benestante... in più con la crisi" racconta una studentessa alle Iene, inconsapevole di essere stata registrata. Ti devi arrangiare in qualche modo, vedi la compagna di classe sempre perfetta, con la borsetta abbinata perchè lei è più fortunata... e quindi dici: perchè io non posso?"

 

indagine_1Dalle testimonianze di chi si prostituisce e di chi sfrutta il fenomeno, ma anche dai risultati dell'indagine (sotto) la sensazione che si ha è che la prostituzione spesso non venga vissuta come un espediente mortificante a cui ci si piega per reali necessità. E' invece un modo facile e veloce per poter guadagnare tanto e pagarsi gli studi senza fatica, bypassare il problema del precariato o accedere a beni e servizi di lusso inaccessibili con le sole risorse di cui si dispone (paghetta, stipendio...). Non è l'unica alternativa possibile ovviamente, ma è sicuramente la strada meno faticosa: "So che non è una cosa normale, ma cos'altro potrei fare? (...) Ora mi sto mettendo da parte un po' di soldi per pagarmi l'iPhone perchè ormai cel'hanno tutti" racconta una diciassettenne.

 

PROSTITUZIONE: racconta la tua storia e i motivi che ti hanno spinto a farlo a Studenti.it

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato? ..

Seguici su Facebook Seguici su Twitter
Pagina generata il 2016.08.26 alle 04:44:40 sul server IP 10.9.10.104