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Lettera di presentazione

Il principale obiettivo della lettera di presentazione è quello di entrare in contatto con l'azienda e catturare l'attenzione del selezionatore con lo scopo di ottenere un colloquio. Punti di forza della "cover letter" -come viene chiamata in inglese- sono l'entusiasmo e l'informalità. Se il c.v. dovrà infatti essere un elenco del vostro percorso formativo e professionale, qui potete concedervi qualche libertà in più. Ricordate che la lettera di presentazione dovrà in qualche modo colpire l'attenzione di chi la sta leggendo

di Marta Ferrucci 18 febbraio 2010
"Avrete una sola occasione per fare una buona prima impressione". Queste sagge parole sono valide ogni volta che l'azienda riceve un curriculum, una lettera di presentazione o incontra un candidato.

LEGGI ANCHE: Ti serve un curriculum in inglese? Scopri come scriverlo!

La lettera di presentazione precede il curriculum ed ha una forma meno schematica e più spontanea del c.v. . Senza ripetere il contenuto del curriculum allegato, bisogna sfruttare questa occasione per chiarire, in poche righe, aspetti del proprio percorso lavorativo o della propria personalità.

La lettera di accompagnamento non deve essere uguale per tutti i destinatari , ma personalizzata con riferimenti a caratteristiche specifiche dell'azienda cui è indirizzata (prodotti, marchi di prestigio, espansione sul mercato, ecc.) o a caratteristiche proprie che potrebbero interessare l'azienda.
Punti di forza della "cover letter" -come viene chiamata in inglese- sono l'entusiasmo e l'informalità.

VUOI FARE UNA LETTERA DI PRESENTAZIONE PERFETTA? Ecco come!


Modelli: di risposta ad un annuncio e lettera spontanea
1 - Quando si risponde ad un annuncio (modello 1)

2 - Quando ci si candida di propria iniziativa (modello 2)

 

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Video: come giovane_donna_lavorofare il curriculum

Video: come affrontare il colloquio di lavoro

Come fare il curriculum vitae

Colloquio di lavoro: se lo conosci lo superi

Le 10 cose da non fare al colloquio

 

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7
Commenti

Mark mercoledì, 31 agosto 2011

Follia collettiva!

io non capisco come sia possibile che ci sia bisogno di tutte queste stronzate!

A cavallo tra gli anni 80 e 90 bastava presentarsi direttamente in azienda davanti al datore di lavoro per farsi assumere, mentre ora bisogna creare un curriculum per ogni azienda alla quale ci si vuole proporre, con la conseguenza che se intendi proporti a 100 aziende dovrai creare 100 curriculum diversi, oltre ad altre 100 lettere di presentazioni diversificate!

Ma non solo! Per ogni colloquio di lavoro si avrà davanti uno psedo psicologo che osserva il comportamento del corpo!! Ma ci rendiamo conto di dove stiamo andando a finire? Si arriverà ad un certo punto in cui gli esseri umani dovranno studiare psicologia prima di candidarsi per un lavoro, in modo da inibire la lettura del corpo di questi pseudo psicologi. Dovremmo diventare tutti dei Mantalisti con nozioni di PNL già dalla tenera età di 18 anni!!
E se non basta dovremo reprimere emozioni per non far trapelare sentimenti ed azioni involontarie che possano far intendere in modo negativo il colloquio!

Io penso che con questo sistema siamo arrivati davvero alla frutta!

E poi ci sono persone in giro che hanno anche il coraggio di dire "ma possibile che non riesci a trovare lavoro? Non li mandi i curriculum?"

n° 3
Ida lunedì, 6 febbraio 2012

R: Follia collettiva!

Verissimo!!! Parole sante!!! ...è un sistema davvero scoraggiante...

francesco sabato, 19 novembre 2011

R: Follia collettiva!

Magariiiiiiiiiii si riuscisse a fare colloquio con il titolare, è già un grande passo. Oggi tutto al massimo sei ricevuto alla reception, consegni il cv e ti dicono se interessati ti chiamano. oppure non trovi più , nei siti delle aziende Ufficio delle rsu. guindi mandi un 'e-mail normalmente a indirizzi come info@.....
Auguri a tutti...

* domenica, 21 febbraio 2010

lettera al presidente

In nome delle belle ragazze albanesi

19.02.2010

Elvira Dones
Durante un recente incontro con il premier albanese Berisha,
Berlusconi ha attaccato gli scafisti. Poi ha aggiunto: "Faremo
eccezioni solo per chi porta belle ragazze". Dalla scrittrice albanese
Elvira Dones riceviamo questa lettera aperta al premier Silvio
Berlusconi in merito alla sua battuta
"Egregio Signor Presidente del Consiglio,

le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola
gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha
toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre
il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno
del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che
"per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."


Io quelle "belle ragazze"
le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di
nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino
in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate,
strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo
stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto:
rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul
marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia
albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del
Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo
allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla
pancia: così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della
società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna.
Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e
di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha
distrutto l'utero.

Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il
titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù
svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava
Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei.
Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse
le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie
dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente,
solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta
che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in
qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il
miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter
contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o
le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con
lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le
ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste
poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile
transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con
le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di
poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non
ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che
se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per
battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

* Elvira Dones, scrittrice-giornalista.

Nata a Durazzo nel 1960, si è laureata in Lettere albanesi e inglesi
all'Università di Tirana. Emigrata dal suo Paese prima della caduta
del Muro di Berlino, dal 1988 al 2004 ha vissuto e lavorato in
Svizzera. Attualmente risiede negli Stati Uniti, dove alla narrativa
alterna il lavoro di giornalista e sceneggiatrice.

n° 2
nadia martedì, 25 ottobre 2011

R: lettera al presidente

Esistono tante realtà a noi sconosciute ma quando una persona parla col cuore delle disavventure di altri esseri umani non esistono barriere o muri ma solo comprensione e una mano tesa. NOI siamo stati solo più fortunati.

* martedì, 25 ottobre 2011

R: R: lettera al presidente

> Esistono tante realtà a noi sconosciute ma quando una persona parla col cuore delle disavventure di altri esseri umani non esistono barriere o muri ma solo comprensione e una mano tesa. NOI siamo stati solo più fortunati.

fabrizio venerdì, 19 febbraio 2010

Molto utile

davvero un articolo utile...

n° 1
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