Dopo un anno di intermediazione di Gi Group, su una popolazione di
4.000 lavoratori, chi aveva in precedenza un contratto di lavoro
interinale passa in un caso su due a un contratto a tempo determinato o
indeterminato. E, in generale, per i 50 mila lavoratori interinali
della Provincia di Milano la probabilità di passare dopo due anni da
lavoro interinale a un contratto a tempo indeterminato è del 36%, da
interinale a tempo determinato è del 26%, di rimanere nell'interinale
del 32% e di passare a condizione di disoccupati solo del 5%.
Circa il 25% delle
imprese italiane utilizza regolarmente le agenzie per il lavoro per
inserire i diplomati in azienda, un po' meno, 1 azienda su 10, ricorre
all'intermediazione nel caso di ricerche per laureati;
stage e contratto di
somministrazione o a tempo determinato sono le prime modalità di
inserimento in un caso su tre.
Questi tra i principali dati della ricerca CRISP (Centro di ricerca
interuniversitario per i servizi di pubblica utilità dell'Università
Bicocca)-Gi Group sul lavoro temporaneo e dell'indagine OD&M
Consulting sulle aspettative delle imprese presentate al convegno "
Flessibilità
e stabilità, un binomio possibile" organizzato da Gi
Group, il primo gruppo italiano nei servizi dedicati allo sviluppo del
mercato del lavoro in collaborazione con Il Sole 24 Ore e il patrocinio
di HRC.
Il CRISP (Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di
pubblica utilità dell'Università Bicocca) insieme al Dipartimento di
Statistica dell'Università degli studi di Milano Bicocca ha analizzato
la storia contrattuale e lavorativa di circa 1.500.000 lavoratori della
Provincia di Milano (fonte : Osservatorio Mercato del Lavoro della
Provincia di Milano) tra il 2000 e il primo semestre 2007 e sono
numerosi i dati emersi:
la
mobilità della popolazione dipendente che cambia lavoro è passata dal
16-18% del 2001 al 32-37% del 2006, oltre il 70% dei contratti
avviati si chiude nel periodo osservato (2000-2007);
tutte le forme contrattuali
osservate nel periodo hanno una durata media sempre più breve,
a cominciare dal contratto a tempo indeterminato che dura mediamente
solo 19 mesi (tempo determinato circa 6 mesi, interinale 3 mesi) nel
periodo osservato il 68% dei lavoratori rimane stabile nella propria
condizione contrattuale, il 12% migliora, solo il 7% peggiora.
"
Il mercato mostra una
tendenza sempre più elevata di "mobilità" della popolazione lavorativa
sulla totalità delle forme contrattuali in essere; –
precisa Mario Mezzanzanica, Direttore Scientifico CRISP –
un dato rilevante è che
osservando le dinamiche degli avviamenti di circa 200 mila lavoratori,
che hanno avuto almeno una esperienza di lavoro interinale in Provincia
di Milano ed elaborando le informazioni con modelli probabilistici si
ottiene che la probabilità di migliorare la propria condizione
lavorativa nell'arco di due anni è del 62% tra tempo indeterminato e
determinato".
Ricerca OD&M
Consulting – Survey "I giovani in azienda"
La ricerca è stata effettuata su un campione di 150 aziende al fine di
analizzare le dinamiche delle assunzioni per diplomati e laureati nel
2007.
Sono emerse
diverse modalità di utilizzo dei differenti canali di reclutamento tra
piccola, media e grande azienda con differenze anche a seconda della
ricerca di personale per diplomati o laureati.
Da segnalare che negli anni la
percentuale
di assunzioni con bisogno di qualificazione da parte delle imprese è
passato dal 51% del 2003 al 75% del 2007 (dato Excelsior)
con trend crescente al crescere del livello di studi, ovvero dal
diploma alla laurea.
"
L'attuale
disallineamento tra domanda e offerta valorizza agli occhi dei
candidati il "posto" a scapito del contenuto del
lavoro – commenta Mario Vavassori, Amministratore delegato
di OD&M Consulting -,
ma l'intermediazione può
contribuire significativamente a migliorare il riallineamento aiutando
il candidato a passare dal miraggio del "posto" alla prospettiva del
lavoro e aiutando sopratutti i laureati a colmare il gap formativo".
I diplomati nel 2007
hanno percepito uno stipendio medio di 22.200 euro annui lordi, mentre
i laureati 24.400 euro annui lordi.
Canali
di reclutamento
Diplomati: rispettivamente il 26% ed il 21% delle piccole e medie
aziende si avvale di contatti personali e di società di
somministrazione/lavoro interinale per inserire i diplomati; mentre il
25% delle medie aziende si avvale di società di somministrazione/lavoro
interinale ed il 19% si affida a contatti personali. La modalità di
inserimento prevalente di piccole e medie aziende è lo stage (28% e 29%
rispettivamente). Oltre il 28% delle grandi imprese utilizza canali
istituzionali di placement (scuola), mentre il 20% circa utilizza
società di somministrazione. La modalità di inserimento prevalente è lo
stage (25% dei casi)
La piccola e media
impresa nel 2007 rispetto al passato ha incrementato significativamente
l'inserimento di diplomati. Nella grande il tasso di inserimento è
rimasto pressoché costante.
Laureati. Oltre il 24% delle piccole e medie imprese utilizza canali di
placement (Università) e, rispettivamente l'11% ed il 12,5% di piccole
e medie aziende si rivolge ad agenzie di somministrazione per
l'inserimento dei laureati; circa il 23% delle sole piccole imprese
continua ad adottare contatti personali, mentre oltre il 16% delle
medie utilizza canali web.
La modalità prevalentemente utilizzata per l'inserimento è lo stage sia
per le piccole che per le medie aziende (23 e 36% rispettivamente)
seguito dal tempo determinato (22% delle piccole aziende e 24% delle
medie). Oltre il 32% delle grandi imprese si avvale di canali di
placement e una percentuale identica (11,6%) si avvale di: siti di
recruiting, siti internet aziendali e fiere/manifestazioni. Il 7% si
avvale di agenzie per il lavoro.
La modalità prevalente di
inserimento oltre allo stage (36%) è il contratto a tempo determinato
(24%).
La percentuale di laureati inseriti nel 2007 rispetto al passato è
cresciuta significativamente nelle grandi imprese ed è stata più
contenuta nelle piccole e nelle medie.
Le aziende di tutte le dimensioni hanno in previsione (per gli anni a
venire) di incrementare il numero di laureati.