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Giovani, in 2 milioni non lavorano e non studiano

Vittime della crisi economica, dell'assenza di posti di lavoro, del caro vita e demotivati da un paese in cui, essere giovani, è davvero molto faticoso.

di Marta Ferrucci 26 maggio 2010
Sarebbero 2 milioni secondo l'istat i giovani italiani tra i 15 ed i 29 anni che non svolgono nessun tipo di attività: non studiano ma non risultano neanche occupati e vivono, dunque, sulle spalle dei genitori.

Nel 2009
la fascia di giovani tra i 18 ed i 34 anni che viveva in famiglia era del 58,6%. Era del 49% nel 1983 e del 60,2% nel 2000. Tra i 30-34enni, quasi il 30% vive ancora in famiglia, quota triplicata rispetto al 1983.
La palma dei bamboccioni va agli uomini e, in particolare, a quelli del Sud.

Guardando i dati Istat i segnali per il futuro non sono incoraggianti:  nell'anno scolastico 2008/2009 il 7,7% degli iscritti a scuole superiori ha ripetuto l'anno, un dato che sale al 10,3% se si considerano gli iscritti al primo anno. Le percentuali di ripetenti sono più elevate per le scuole a indirizzo tecnico e professionale.

Un'altro problema è rappresentato dall'abbandono scolastico: il 12,2% del totale degli iscritti al primo anno non si iscrive all'anno successivo e un ulteriore 3,4% lascia gli studi alla fine del secondo anno, situazione che diventa ragazza_spalleparticolarmente critica per il Mezzogiorno, con abbandoni al primo e al secondo anno pari rispettivamente al 14,1% e al 3,8%.
Scarno anche il bagaglio culturale: i giovani italiani leggono pochissimo e più di un ragazzo su dieci tra i 15 e i 29 anni nel 2009 non ha letto neanche un libro.

Scarsa anche la propensione verso le materie scientifiche: la percentuale di chi ha conseguito il titolo scolastico in discipline tecnico-scientifiche colloca l'Italia sotto la media Ue (12,1 a fronte di 13,8 per mille 20-29enni).

Tra le ragioni di questa gravissima situazione c'è sicuramente la crisi economica, la difficoltà di trovare lavoro e, quando si trova, di far carriera e di affermarsi (basta guardare al mondo politico o universitario). Ma ad essere sotto accusa è anche una scuola poco coinvolgente che non riesce a trattenere i suoi ragazzi.

In italia il ricambio generazionale è scarso e, ormai per molti, è assodato che il nostro non è un paese per giovani.

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Commenti

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Fra giovedì, 10 giugno 2010

bella MERDA

per dirla con un ossimoro....BELLA MERDA!!!dopo aver conseguito un titolo universitario triennale (ke ora ha la stessa spendibilità del diploma che gli corrispondeva fino a 10 aa fa)sn senza prospettive. sto facendo il servizio civile per raccimolare 4 soldi e per tirare fuori (forse) una specie d "esperienza". IL lavoro manuale per chi ha studiato è quasi off limits perchè i selezionatori non considerano tt le qualifiche, per il lavoro specifico le competenze non bastano mai. rimangono 2 carte: ADATTARSI A TUTTO (compresa prostituzione domiciliare) o uccidersi, così non c'è neanche più il problema delle pensioni...e non era una battuta....

n° 24
Matuzalem lunedì, 7 giugno 2010

Sveglia

Vi dedico uno "sveglia" senza il punto esclamativo.
Uno sveglia svogliato e privo di speranze.
Ho 35 anni suonati e sono capitato qui per puro caso, ma lasciatemi dire una cosa:

vi stano rubando le caramelle da sotto il naso.

paradossalmente andare a ledere un diritto inalienabile come quello al lavoro è più facile se si ha a che fare con persone dalla cultura medio alta.
Il metalmeccanico della val brembana se ne frega dei discorsi sulla "flessibilità del lavoro" e scende in piazza armato di cartello e chiave inglese. Lo studente di economia medita sulla plausibilità della questione, trova i vari interventi del governo pertinenti e torna a chinarsi sui libri, certo del suo futuro da manager...

Fregato. Fregati. Tutti.

Incazzatevi e pretendete quello che vi spetta.
Pensione, certezza del lavoro, tutela sanitaria ecc.
Vi stanno togliendo tutto, ed ora che ho famiglia capisco veramente, non su un astratto piano logico, quanto importanti siano queste cose.
Non fatevele scippare.
Non fatevi prendere in giro dai paroloni dei politicanti che gridano "largo ai giovani".."tutto per i giovani" e muoiono mummificati sulla loro poltrona
(il capo del governo è della classe di ferro 1936)
Sul trovare lavoro pongo a titolo informativo la mia esperienza personale.
Premesse qualifiche scolastiche come tecnico informatico ed ulteriori certificazioni prese a mie spese, nonche 5 anni di esperienza sul campo come tecnico in un negozietto (che non fanno male... i famosi lavoretti durante l'università) mi è capitato questo:
ho girato per due grosse aziende ed una piccolina.
Le due grandi stage di 6 mesi con promessa di assunzione e ridicolo rimborso spese.
Rassicurazioni sull'assunzione finito lo stage con "ci servi!".
Finito lo stage, saluti e baci.
Cosa che sapevo, perchè consegnado io i portatili ai nuovi arrivati assistevo ogni volta al ritornello del "ci servi in amministrazione/pubblicità/esteri" per stage più brevi del mio.
E ritiravo i portatili da gente sconsolata, che si chiedeva dove avesse sbagliato.
Da nessuna parte: è metodo.
Io ti faccio vedere la carota e tu corri come un dannato per quei tre mesi.
Tra l'altro tirocinio eccellente: laureate in scienze bancarie messe ad imbustare pubblicità e a fare fotocopie (ma il miraggio del lavoro può tutto)
La ditta piccola è stata più onesta: rimborso più alto (500 euro) e un "bhe, vediamo... Sai adesso non c'è tanto bisogno, ma magari più in là..Intanto ci "conosciamo" "
Morale: mi sono aggrappato al primo contratto a tempo indeterminato che ho trovato, e grazie a quello sono riuscito a mettere su
1) casa
2) famiglia
Obiettivi un pelo vintage in quest'italia impazzita, ma, vi assicuro, di sicura soddisfazione.
Tutto questo prima della crisi.
Ora oltre ai giovani mezzi scoraggiati, mezzi svogliati, mezzi frustrati, mezzi incazzati, mezzi...
Ci sono 50 enni (ironia, uno è l'addetto al personale di una fabbrica dove ho fatto lo stage) mandati a spasso ed alla disperata ricerca di un lavoro.
Non raccontatevi favole, non fatevi abbindolare.
Lavorate ed iniziate a vivere.

n° 23
Samuele sabato, 5 giugno 2010

Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

Mi sono diplomato l'anno scorso con il voto più alto della mia classe.
Pensavo anche io, scoraggiato dalle notizie sulla disoccupazione che non avrei trovato lavoro, invece, ad oggi a nemmeno un anno di distanza dal diploma sono stato contattato ben 5 volte da aziende competenti nel settore dei miei studi (tecnico dei sistemi energetici).
Dopo i colloqui di lavoro quattro diqueste aziende mi volevano assumere,di cui una direttamente a tempo indeterminato dopo lo svolgimento di due mesi di stage ovviamente retribuiti.
Sono stato io invece a rifiutare di esere assunto, in quanto ho deciso di fare l'università il prossimo anno e mi sto quindi preparando per l'esame d'ammissione.
Momentaneamente,oltre allo studio, svolgo dei lavoretti saltuari per no pesare troppo sulle spalle dei miei genitori e potermi pagare da solo i miei hobby e le uscite con gli amici.
Ho invece amici con diplomi di liceo scientifico,classico o linguistico che purtroppo non hanno trovato nulla,ma dipende secondo me appunto dal titolo di studio.
Infatti, della mia ex-classe, dei quindici alunni che la componevano, tutti abbiamo trovato più di un lavoro nel giro di poco tempo; c'è chi infatti lavora e chi,come me, ha rifiutato l'offerta per fare l'università.

n° 22
Senza lavoro da 1 vita giovedì, 10 giugno 2010

R: Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

Dipende dal culo che c'hai. Io quel contratto a tempo indeterminato lo avrei accettato subito. Scem!

Samuele giovedì, 10 giugno 2010

R: R: Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

> Dipende dal culo che c'hai. Io quel contratto a tempo indeterminato lo avrei accettato subito. Scem!

Beh; a fare un lavoro che non mi piace sono a tempo tutta una vita.

Se a Settembre non riesco ad entrare all'università vedrò quel che fare

Samuele giovedì, 10 giugno 2010

R: R: R: Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

> Beh; a fare un lavoro che non mi piace sono a tempo tutta una vita.

> Se a Settembre non riesco ad entrare all'università vedrò quel che fare

Secondo me il culo serve a poco nella vita; se ci si affida a quello o si è un Gastone o si va a vivere sotto i ponti.

Holly sabato, 5 giugno 2010

R: Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

Hai pienamente ragione, però io non mi iscriverei all'università piuttosto coglierei subito la possibilità di essere assunto...Mi permetto di dirti questo perchè mi sento proprio giù, ho 26 anni, l'anno scorso mi sono laureato in lingue, e sebbene nel corso degli anni di studio, abbia fatto qualke lavoretto, oggi non trovo proprio nulla...niente di niente. Premetto che sono siciliano, però è davvero un'assurdità che dopo anni di tanto studio al liceo e all'università, non trovo nessun tipo di occupazione, perchè trovare lavoro ormai è difficilissimo, e quando c'è ci vuole la raccomandazione...è un'indecenza, l'università è tutta politica , dopo la triennale ci vuole la specialistica, ma ci sono sempre corsi da fare e titoli da conseguire...per la cronaca non si finisce mai, e alla fine non hai nemmeno un mestiere in mano per poter trovare un lavoro...Se potessi tornare indietro nn mi iscriverei più al liceo, e nemmeno all'università, sceglierei una scuola professionale, che mi darebbe le competenze necessarie su un mestiere...ho trascoroso ore e ore sui libri alla fine per cosa? Per cultura personale...Scusa lo sfogo...in bocca al lupo per il tuo futuro

Samuele domenica, 6 giugno 2010

R: R: Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

In bocca al lupo anche a te; te lo meriti davvero!!!!!

Samuele domenica, 6 giugno 2010

R: R: Secondo me peil lavoro dipende molto dalla qualifica che si possiede. Vi racconto la mia storia.

Purtroppo lauree come lingue, lettere e filosofia ecc non lasciano aperte molti sbocchi lavorativi.

Io farò una minilaurea triennale per tecnico di radiologia, dato anche che mia madre lavora già nell'ambito sanitario.
se non riuscirò ad entare a tale indirizzo sceglierò anche altre opzioni, tra cui l'infermiere che orza come ora è piuttosto ricercato.
I motiviu che mi hanno spinto a scegliere tale università non sono la passione per tale indirizzo, ma la tipologia di lavoro alla quale permette l'accesso.
Ad esempio, per farla breve, il lavoro di tecnico di radiologia o di infermiere mi piace non tanto per la tipologia di lavoro in se stesso, ma perchè è un lavoro a mezza giornata, c'è un buono stipendio, tante ferie e, almeno spero, è sicuro.
Poi, se non dovessi riuscire è logico che cercherò altro senza abbattermi o pretendere la luna; come primo lavoro si prende un pò quel che capita (ovviamente entro certi limiti)e poi col rtempo si fà di tutto per migliorare.

metabo venerdì, 4 giugno 2010

comunque un problema lavoro c'è

Comunque è chiaro che oggi il lavoro non si trova più come qualche hanno fa, parlo di lavori come magazzinieri per esempio, ancora qualche anno fa lo trovavi pure, adesso no.
Il problema è che in italia dal 2000 che c'è il problema della disoccupazione in aumento, con un vero è proprio disastro dal 2008, anno della crisi, bisogna dire l'italia sta diventando sempre più un paese Deindustrializzato, fra qualche anno sarà ancora peggio e peggio, quindi se avete un lavoro tenetevelo stretto.
Per i laureati se siete in materie scientifiche o andate all'estero o farete lavori da diplomati, perché in italia l'industria e l'innovazione non esiste e in futuro ce ne sarà sempre di meno.
L’unico modo che c’è per me per abbassare la disupazione è tornare a dare contribuiti alle aziende per assumere, altrimenti non se ne esce più.
Poi ovviamente cio vuole la buona volontà dei “giovani”, nel capire che la vita è dura e bisogna darsi da fare.
La televisione italiana e dei vippetti da quattro soldi ha distrutto la mentalità delle persone...

n° 21
Roberta venerdì, 4 giugno 2010

I Giovani

complimenti vivissimi x questo articolo... condivido tutto quello che è stato trascritto e credo come voi, che tra le tantissime ragioni di questa gravissima situazione c'è alla base questa crisi economica che comunque non coinvolge tutti, quindi non nascondiamoci dietro un dito... credo invece che il problema principale sia la difficoltà di trovare un lavoro sano per la collettività, intendo un lavoro con messa in regola e che ti permetta di far carriera e di affermarti. Ma come avete ben detto voi ad essere sotto accusa è anche la scuola, mi riferisco non solo alle scuole di secondo grado, quindi le superiori, ma soprattutto l'università, che sono poco coinvolgenti e non riescono a trattenere i suoi ragazzi. GRAZIE ancora per questo spazio se ne dovrebbe parlare di più di questi argomenti, se ne dovrebbe parlare di più di noi GIOVANI... perchè se non l'hanno capito: i giovani rappresentano il futuro e se ci tagliano le gambe; perchè non ci danno neanche loro gli strumenti adatti per poter diventare dei veri e propri professionisti; questo paese non avrà futuro.

n° 20
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