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Crisi e generazioni: i giovani sono insoddisfatti

Secondo un'indagine dell'Istituto di Ricerca GPF i giovani tra i 18 ed i 34 anni sono i meno soddisfatti della propria situazione economica e lavorativa. Ti rispecchi in questa descrizione?

di Barbara Leone 24 novembre 2009
giovani_lavoratoriL'Istituto di Ricerca GPF ha svolto un'indagine per AXA MPS dal titolo "Crisi e generazioni". Le persone che hanno partecipato all'indagine sono state suddivise in 4 categorie a seconda della fascia d'età: i “Tween”, la generazione dei giovanissimi tra i 15 ed i 17 anni; i “Lost”, giovani tra i 18 ed i 34 anni; gli “Overloaded”, adulti tra i 35 ed i 54 anni; i “Gatekeeper”, i maturi/anziani tra i 55 ed i 74 anni. E nel confronto generazionale i giovani che stanno entrando o sono appena entrati nel mondo del lavoro sono quelli meno soddisfatti della propria situazione.

Il 60,4% dei giovani si dichiara insoddisfatto del proprio lavoro. Soltanto il 46,3% si dichiara soddisfatto della propria situazione economica ed il 54,9% è soddisfatto di ciò che ha la possibilità di fare con i soldi che guadagna. Il 67,7% è soddisfatto delle attività che svolge durante il tempo libero ed il 64,4% del luogo in cui vive. La soddisfazione sale un po' per quanto riguarda la casa in cui si vive: infatti l'83% è contento della propria sistemazione abitativa. Dal sondaggio appare comunque evidente il fatto che la generazione dei giovani si considera ancora "in costruzione e non ha ancora trovato condizioni favorevoli per esprimere le proprie potenzialità esistenziali e professionali". Come afferma la sociologa Monica Fabris: “questa generazione più di tutte non si sente a casa da nessuna parte e non riesce ad attivare meccanismi di identificazione solidi nei confronti del contesto in cui vive”.

I giovani hanno aspettative molto elevate, soprattutto nel momento in cui decidono di lasciare la casa dei genitori per diventare autonomi, ma molto spesso la realtà si rivela più difficile del previsto. Nonostante i vari problemi, i ragazzi mantengono comunque un certo ottimismo e l'81,6% si dichiara abbastanza o molto felice, anche se questa felicità non dipende dalla situazione economica e sociale/personale. Ed il 39,1% dei giovani intervistati dichiara che si sentirebbe più felice se la propria situazione lavorativa ed economica migliorasse. Il 24,3%sarebbe invece più felice se migliorasse la propria situazione sentimentale. 

Il 58% dei giovani vorrebbe cambiare il proprio lavoro. Ma, secondo la sociologa Fabris, sono costretti a scontrarsi "con una percezione di impossibilità e di chiusura delle prospettive future che rende difficile costruire una speranza per il futuro”. I giovani non si aspettano "un contributo dalle istituzioni ma sentono di poter contare solo su di sé e sulle proprie forze": il 54,1% vorrebbe una società che garantisca maggiori servizi, mentre il 44,4% sarebbe favorevole ad un sistema in cui ognuno bada a se stesso. Ed il 50,2% vorrebbe una società più aperta all'innovazione.

Nell'ipotizzare il lavoro ideale, solo il 19,6% è interessato alla sicurezza; il 4.6% a buoni rapporti umani ed il 5,8% ad un orario flessibile. Invece quando si parla di stipendio, l'interesse aumenta: il 24,4% vorrebbe un salario più alto. Il 15,2% desidera un lavoro coinvolgente; il 7,7% la possibilità di carriera; il 6,6% la libertà nell’organizzare il lavoro ed il 6,1% il minor tempo di impiego. Il 52% preferirebbe un lavoro appassionante, anche se non molto pagato, mentre il 47% vorrebbe un lavoro poco interessante, ma che faccia guadagnare molto denaro.

Le preoccupazioni per il proprio futuro sono comunque molte. Il 45,9% dei giovani teme di non riuscire a pagare l’affitto e il mutuo; il 42,1% di non riuscire a mantenere i figli agli studi; il 43,8% di perdere il lavoro. E mentre i giovanissimi non sono informati sulla crisi economica e sui problemi che possono derivarne, "i giovani sono coscienti del fatto che la crisi avrà effetti duraturi e profondi come l’aumento della disoccupazione e delle disuguaglianze sociali, anche se tra di loro c’è chi percepisce una situazione più sicura rispetto all’anno passato". Per questo molti pensano ad i modi per risparmiare e garantirsi un futuro il più possibile senza problemi: il 52,3% dichiara: "preferisco affidarmi ad una pensione integrativa altrimenti non ho la costanza di mettere da parte nulla". Il 27,5% dei giovani non riesce a risparmiare “perché le spese ordinarie e indispensabili assorbono la totalità o quasi delle entrate”. E la precarietà sul lavoro impedisce di affrontare investimenti a rischio: per il 34,6% è importante la sicurezza di non perdere una parte importante del capitale. Infine il 30,5% vorrebbe dallo Stato degli ammortizzatori sociali più efficaci  ed il 34,8% si auspica una maggiore collaborazione tra le persone per affrontare la situazione problematica.

Hai tra i 18 ed i 34 anni? Ti rispecchi nei risultati di questo sondaggio? Raccontaci la tua storia!
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I giovani tra i 18 ed i 34 anni non sono soddisfatti della propria situazione. Ti ritrovi in questa descrizione?

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Commenti

Claudio giovedì, 22 aprile 2010

Io scappo..

Io 27 anni quasi e mezzo, laureato con 110 nel 2008 (laurea specialistica in comunicazione). Un corso di formazione professionale in area web (finito a novembre 2009) per avere qualcosa di più specifico e uno stage presso un'azienda di informatica. E poi silenzio..qualche collaborazione sporadica sottopagata e stop. Da novembre ad oggi avrò mandato 200 curriculum tra quelli portati a mano, tra risposte ad annunci e mail ad aziende. Ora grazie ad un amico che sapeva che cercavo lavoro ho trovato un posto come cameriere (se supero la prova) per la stagione. A settembre scapperò via da questo paese di merda. Andrò a Dublino dove alcune persone che conosco hanno trovato una vita migliore (e non è retorica, è la verità).

n° 4
alessiocelletti83 lunedì, 14 dicembre 2009

il mio lavoro muore col cinema

salve a tutti! Mi chiamo Alessio, sono laureato in discipline dello spettacolo con 110 e lode e quasi un anno di anticipo..leggo quello che scrivete e mi sento ancora più frustrato ed incaz..: faccio il cameriere e vorrei fare lo sceneggiatore…cerco di fare stage,mando curriculum a rotta di collo e mi sento sempre rispondere “c’è la crisi”. Intanto, al cinema (che venero) non si vedono altro che schifezze omologanti che dicono sempre la stessa cosa e SEMPRE MENO film di qualità. Vorrei lavorare nel settore del cinema indipendente, ma un giorno, parlando con il costumista di una piccola casa di produzione indipendente, mi sono quasi sentito male.. la crisi delle piccole case cinematografiche non è transitoria, ma profonda e radicata: una vera crisi culturale! Le grandi case di produzione, attraverso un tacito accordo con siti pirata (di cui megavideo è un esempio), stanno logorando la concorrenza delle piccole case di produzione che sempre più spesso chiudono o vengono assorbite dalle major stesse: risultato? Migliaia di lavoratori perdono il posto (il costumista ha moglie e tre figli piccoli e il contratto gli scade proprio sotto natale..auguri!) e quelli che, come me, si sono fatti il mazzo per guadagnarsi un futuro nel cinema, rimangono disoccupati ancora prima di iniziare.. certe volte per risparmiare 7 euro, scaricavo da siti come megavideo pensando di essere più furbo delle major..in realtà, i furbi erano loro perché io mi scippavo da solo il futuro; sia lavorativo, sia culturale…PER FAVORE, SMETTETELA DI SCARICARE DA SITI COME MEGAVIDEO!!

n° 3
Valentina domenica, 29 novembre 2009

Inserimento difficile nel mercato del lavoro

Concordo sulle raccomandazioni, sopratutto nel contesto meridionale da cui provengo.
Io sono laureata in sociologia con lode (laurea magistrale), ho 27 anni e non riesco ad inserirmi nel mdl, il pubblico è inaccessibile, il privato... pure, di offerte per il mio profilo ce sono poche considerando che manca anche la famosa esperienza, che però nessuno è disposto a farti fare!! Non riesco ad inserirmi nemmeno come segretaria o impiegata. le uniche porte aperte sono quelle dei call center.... outbound ovviamente!

n° 2
elisa quagliarini domenica, 29 novembre 2009

32 anni con 110 in giurisprudenza

quale futuro ci si può aspettare quando esistono solo le raccomandazioni e no il merito. tutto parte dall,abolizione dei concorsi ,quelli seri intendo. elisa

n° 1
Pirrolo domenica, 29 novembre 2009

R: 32 anni con 110 in giurisprudenza

Dal tuo messaggio non lo dici, permettimi però di farti presente che se (sottolineo "se") sei una neolaureata in Giurisprudenza di 32 tu sei la causa stessa del tuo male.
Oggi i migliori laureati escono dagli atenei a 24 anni, laurearsi con 8 anni di ritardo significa non saper rispettare le scadenze, sicché poi è ovvio che non si venga assunti.
Quanto al resto, credere che tutto si risolva con la raccomandazione non è del tutto vero.
E' verissimo nella pubblica amministrazione, chiaramente, ma non nel privato.
La verità è che le occasioni per noi "giovani" (ma siamo davvero giovani? io a 25 anni mi sento un adulto, non so voi...) sono poche, ma anche noi abbiamo le nostre colpe.
Quando si legge di universitari analfabeti, laureati in legge che non sanno scrivere un temino in italiano corretto e via dicendo, è chiaro che la colpa non è solo del "sistema" (brutto&cattivo), ma è anche nostra: se non studiamo nulla, non sappiamo nulla e non abbiamo nessuna qualità richiesta dal mondo del lavoro, in base a cosa possiamo pretendere di essere assunti?
Crediamo di essere chissà chi perché abbiamo studiato due caz.zatine in croce al liceo o all'università, e ci aspettiamo per questo modesto risultato che le porte delle aziende si aprano con rullo di tamburi e tappeto rosso.
Be', le cose non andranno così, e prima la facciamo finita di piangerci addosso, prima riprendiamo contatto con la realtà che è condizione necessaria per trovare un maledetto lavoro.

.. domenica, 29 novembre 2009

R: R: 32 anni con 110 in giurisprudenza

> quale futuro ci si può aspettare quando esistono solo le raccomandazioni e no il merito. tutto parte dall,abolizione dei concorsi ,quelli seri intendo. elisa non te la prendere: il sig. pirLolo non è che un povero sphigato che passa il tempo alla ricerca di universitari che scrivono su questo sito per il solo gusto didenigrare loro ed il percorso di stuidi che hanno scelto, millantanto inoltre di essere lui stesso un laureato; si diverte così, che ci possiamo fare, speriamo che prima o poi trovi un'altra sfygata come lui cos almeno tromba un po' e si leva dai cojoni...

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