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Disoccupazione, guida per sfuggire al panico

Scegliere percorsi di studio che formino professionisti di cui il mercato è carente, utilizzare i social network per cercare una nuova occupazione, qualificarsi sempre di più, cercare sbocchi oltre confine ed infine flessibilità, flessibilità e ancora flessibilità. Una ricetta per giovani e meno giovani alle prese con la paura della disoccupazione

di Marta Ferrucci 9 gennaio 2009
Disoccupazione, recessione, crisi economica. In Europa, ma non solo, cresce la paura di perdere il lavoro o di non trovarlo, di non vedere il proprio contratto rinnovato o il proprio stage trasformarsi in un primo rapporto di lavoro. Secondo un sondaggio dell'Ipsos Global Public Affairs condotto in 22 nazioni, la disoccupazione è la prima preoccupazione delle persone ormai in tutto il mondo. Chi sono gli individui più a rischio? Giovani laureati e persone con poca esperienza.
Secondo Bruxelles a novembre 2008 i disoccupati della zona Euro sono saliti al 7,8%. Con il loro 2,7 e 3,8 Olanda e Austria sono i paesi con i valori più bassi mentre il più alto è quello della Spagna con un 13,4%. In questo paese i disoccupati in un anno sono passati da 2 a 3 milioni. 

Formarsi in discipline di cui il mercato è carente
Cercare di garantirsi un lavoro è qualcosa a cui si deve pensare sin dagli studi superiori. Secondo una ricerca compiuta da Unioncamere tra laureati e diplomati sono più di 130.000 i lavoratori che in Italia mancano all'appello del mercato del lavoro. Le professioni di cui c'è "siccità" sono infermiere, fisioterapista, assistente tecnico, sviluppatore software, farmacista. Le lauree più richieste sono quelle ad indirizzo tecnico-scientifico ed in particolare ingegneria, chimica, fisica, agraria e farmacia sarebbero quelle di cui c'è grande carenza. Mancano all'appello anche 88 mila diplomati; i più richiesti sono quelli degli indirizzi agrario, meccanico, tessile, elettronico, chimico ed informatico.

Sperimentare tutti i mezzi, anche quelli mai considerati in precedenza
Negli U.S.A.quando si cerca lavoro si utilizza il web in modo sistematico ormai da parecchi anni. In Italia non tutti si affidano a portali specializzati in offerta e richiesta di lavoro o a social network dedicati al mondo professionale. Sul web ci si può iscrivere ai siti specializzati in ricerca di lavoro (vedi la sezione Lavoro di Studenti.it, Cliccalavoro, Stepstone...), ai siti delle società di lavoro interinale (Adecco, Randstad, Kelly Services, Gi Group tra gli altri), si può accedere a network professionali (ad esempio Linkedin) per creare una rete di contatti utili alla ricerca di lavoro ed infine si può decidere di dare la massima visibilità al proprio curriculum, ad esempio acquistando un dominio con il proprio nome e facendone un blog professionale.

Flessibilità
Sembrerà banale parlare di flessibilità in un momento come questo ma in realtà non è una cosa scontata. Molte persone restano avvinghiate a posizioni e ruoli indipendentemente dal fatto che via sia disponibilità di posti di lavori in quel settore, preferendo rimanere con le mani in mano piuttosto che fare qualcosa che "abbasserebbe" il proprio livello professionale.
In un momento di difficoltà adattarsi anche a lavori che non corrispondono alle mansioni svolte fino a questo momento è segno di duttilità e potrà essere anche apprezzato in futuro, quando si rientrerà nei propri binari lavorativi.

Qualificarsi sempre di più
Secondo gli esperti sarà il 2009 l'anno più difficile, mentre già nel 2010 dovrebbe potersi intravedere l'inizio della ripresa.Chi ha un lavoro dovrà tenerselo stretto ma chi purtroppo lo perderà, oltre ad impegnarsi per cercare una nuova occupazione potrà investire in se stesso attraverso corsi di formazione che ne qualifichino ulteriormente il profilo professionale. In alcuni casi questi corsi sono gratuiti ed i bandi per candidarsi sono disponibili nei siti comunali, provinciali e delle regioni.

Cercare sbocchi oltre confine
Il mercato del lavoro italiano, paragonato a quello di altri paesi europei, non è quello messo peggio attestandosi su un 6,7% a fronte, ad esempio, di una percentuale doppia della Spagna. Paesi come Olanda, Austria e Cipro però hanno valori molto più bassi di noi: 2.7%, 3.8% e 3.9% rispettivamente. Chi vive con la valigia sempre pronta e vuole approfittare di questa crisi per fare un'esperienza all'estero può avvalersi del data base dell'Eures, l'ente per la mobilità in Europa, in cui sono presenti migliaia di offerte di lavoro per tutte le qualifiche professionali in tutti i paesi europei.

L'indennità di disoccupazione
Ad ammortizzare gli effetti negativi della mancanza di lavoro interviene l'indennità di disoccupazione erogata dall'Inps. L'indennità si distingue in ordinaria, ordinaria con requisiti ridotti e ordinaria per gli operatori agricoli a cui si aggiungono trattamenti speciali per questi ultimi e per l'edilizia. Per usufruirne, dopo essersi iscritti nelle liste dei disoccupati presso il Centro per l'impiego, si può presentare la domanda di indennità di disoccupazione ordinaria agli uffici Inps più vicini al luogo di abitazione entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il modulo di domanda è disponibile presso gli uffici Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli”.
A partire dal 1° gennaio 2008 la durata dell’indennità di disoccupazione è salita da 7 a 8 mesi, che diventano 12 per coloro che hanno superato i cinquanta anni di età. Ai lavoratori sospesi spetta nel limite massimo di 65 giorni.
L’indennità di disoccupazione in pagamento dal 1° gennaio 2008, è pari al 60% della retribuzione lorda mensile per i primi 6 mesi, al 50% per il settimo e l’ottavo mese e al 40% per i mesi successivi. Ai lavoratori sospesi è pagata nella misura del 50% della retribuzione. L’importo massimo dell’indennità è di € 858,58 elevato a € 1.031,93 per i lavoratori che hanno una retribuzione mensile lorda superiore a € 1.857,48.

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Commenti

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jb martedì, 16 novembre 2010

Crisi economica solo all'inizio....

Il vero problema è che la crisi economica scoppiata nel 2008. Ne stiamo cominciando a vedere i risultati solo ora, la disoccupazione aumenterà ancora semplicemente perchè con il sistema capitalista non si va più avanti
è il sistema che bisogna rivedere, non si tratta di diploma o laurea che sia.
I ricchi vogliono essere sempre più ricchi togliendo ai poveri,infatti la maggior parte delle aziende vengono spostate nei paesi più poveri dove il costo del lavoro è 10 e loro guadagnano 90, così loro si arricchiscono sempre di più e noi perdiamo il lavoro,non ne troviamo un altro e il nostro potere di acquisto si riduce sempre di più e diventiamo sempre più poveri.
Devo dire che non è solo l'Italia che va male, in Spagna in poco tempo i disoccupati sono aumentati moltissimo, la Grecia non ne parliamo, il crack dell'America dove la disoccupazione è molto più diffusa che in Italia,in Irlanda è un periodo buio, e gli scontri in Francia ? dove i giovani sono sempre più poveri? c'è crisi perfino in Svizzera dove la vita è molto più cara, si pagano più tasse e ti possono licenziare dall'oggi al domani.
In mia conclusione devo dire che il peggio deve ancora venire.....
Dobbiamo solo prepararci al peggio anche perchè la riprea che dicevano nel 2010 non si è vista e non si vedrà per molto tempo.....

n° 16
aurora giovedì, 4 marzo 2010

Italia: il paese dalle zero speranze

Articolo assolutamente assurdo e inappropriato!!!!!!Ho una laurea in scienze politiche e relazioni internazionali. Quando mi iscrissi all'università mai avrei potuto optare per la cosidette "facoltà scientifiche" per il semplice motivo che il mio rapporto con i numeri era ed è restato complicato..per usare un eufemismo!!!Scienze politiche non è certo stato un ripiego: l'idea di partenza è che è giusto fare ciò che si ama. Tale idea vale ovunque..tranne che in Italia ovviamente!!!Ho 28 anni..quasi 29...qualche esperienza di vari servizi civili e volontariati all'estero, passando per leonardi e au pair...bene...sono stanca ma veramente stanca di dover chiedere alla mia famiglia di aiutarmi finanziariamente!!!!!!a che serve fare tirocini e caxxte simili se poi non ti portano mai a nulla!!!!!!?????
non c'è via d'uscita..e non perchè io sia una persona pessimista: la realtà è quella che mi ritrovo a vivere da due anni, IL NULLA.All'estero la situazione è differente...ma un italiano che scappa dall'Italia a 26-27 anni con un'esperienza lavorativa pressochè INESISTENTE se paragonata a quella di un coetaneo non italiano, ovviamente già inserito nel mondo lavorativo del suo paese da anni(laurea e master inclusi of course!!). In questo caso che prospettive ci sono???Il punto è che tutto qui è sbagliato in partenza!!!L'Italia sarebbe da demolire e costruire da capo...peccato che i "volenterosi" sarebbero probabilmente i figli dei soliti approffittatori e scalatori e usurpatori e padroncini....CHE SCHIFO.....

n° 15
Luca venerdì, 8 gennaio 2010

Con la crisi poi...

E la grave crisi che c'è ora ha peggiorato le cose... anche per lauree che un tempo davano buone possibilità (conosco ingegneri e chimici molto bravi ma che sono disoccupati). Io mi sono laureato in chimica nel 2008 a Padova, attualmente lavoro per una piccola azienda in provincia di PD ed è ppiù di anno che vado avanti con contratti a progetto di 3 mesi e adesso 6 mesi... ma mi ritengo fortunato. Solo che vorrebbero spostarmi molto distante da casa allo stesso stipendio: ma a sto punto vado a fare il ricercatore all'Università per un annetto, tanto precario sarei lo stesso e mi rompo molto meno i coglioni! Ma la cosa più fastidiosa è che sti qua all'inizio mi navevano detto: noi assumiamo per poi tenere, vedrai che dopo sei mesi arriva un bel indeterminato... si palle, cmq non ci credevo allora e non ci credo adesso.

n° 14
giampi venerdì, 5 giugno 2009

...le ho già tentate tutte. serve solo la raccoman

laureato dal 2003, laurea UTILISSIMA. la sola, unica, irrimediabile cosa che serve in italia (e te lo dicono anche direttamente in muso, certe aziende che non immaginereste mai) è presentare una RACCOMANDAZIONE politica, che io non ho. sono obbligato ad arrivare a fine mese lavorando in schifosi call-center e dipingendo i muri nei week-end per campare. per quanto riguarda Eures, siti vari sopra menzionati, mi sono iscritto già da una vita. un periodo ho anche lavorato all'estero, dove il trattamento morale è molto meglio rispetto a questo paese di raccomandati. infatti ho la valigia sempre pronta, a breve riparto e non credo ritornerò, dopo tante umiliazioni.

n° 13
anonimo kant martedì, 28 aprile 2009

a pulire i cessi ci andate voi :)?

sentite mi fa proprio ridere la parte dell'articolo in cui dice di adattarsi a fare cose per le quali non si è studiato..certo perchè dopo anni di mazzo passati sui libri uno ha voglia di andare a fare un lavoro che non c'entra niente? e allora chi me l'ha fatto fare di studiare? a quel punto me ne stavo a casa e andavo a lavorare in una catena di montaggio dopo il diploma

e poi che cosa c'entra laurearsi in cose che sono più richieste? perchè domani lo saranno ancora? perchè devo sacrificare i miei interessi e le mie passioni per aspirare a uno stile di vita MINIMO che in ogni paese CIVILE è garantito?

perchè in Italia oramai a 30 anni non puoi andare a vivere da solo anche se sei laureato, non puoi fare dei figli, non puoi avere la vita di una persona ADULTA se hai scelto di studiare..e questo è ignobile,è segno di degrado culturale e sociale, mentre poi accendi la tv e vedi quelle capre ignoranti del grande fratello o quelle deficienti mezze nude che fanno le vallette che prendono i milioni...e poi vengono a chiedere a noi i soldi per i terremotati, ci dicono a noi che abbiamo studiato di abbassarci a mansioni che non ci competono..

abbiate almeno la dignità di tacere quando serve!

n° 12
matteo domenica, 14 febbraio 2010

R: a pulire i cessi ci andate voi :)?

> sentite mi fa proprio ridere la parte dell'articolo in cui dice di adattarsi a fare cose per le quali non si è studiato..certo perchè dopo anni di mazzo passati sui libri uno ha voglia di andare a fare un lavoro che non c'entra niente? e allora chi me l'ha fatto fare di studiare? a quel punto me ne stavo a casa e andavo a lavorare in una catena di montaggio dopo il diploma
>
> e poi che cosa c'entra laurearsi in cose che sono più richieste? perchè domani lo saranno ancora? perchè devo sacrificare i miei interessi e le mie passioni per aspirare a uno stile di vita MINIMO che in ogni paese CIVILE è garantito?
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> perchè in Italia oramai a 30 anni non puoi andare a vivere da solo anche se sei laureato, non puoi fare dei figli, non puoi avere la vita di una persona ADULTA se hai scelto di studiare..e questo è ignobile,è segno di degrado culturale e sociale, mentre poi accendi la tv e vedi quelle capre ignoranti del grande fratello o quelle deficienti mezze nude che fanno le vallette che prendono i milioni...e poi vengono a chiedere a noi i soldi per i terremotati, ci dicono a noi che abbiamo studiato di abbassarci a mansioni che non ci competono..
>
> abbiate almeno la dignità di tacere quando serve!

matteo domenica, 14 febbraio 2010

R: R: a pulire i cessi ci andate voi :)?

sono daccordo con te!
finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire la verità

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