L'atteggiamento quando parlate non dev'essere di chiusura, per esempio,
evitate le braccia conserte o posizioni di estrema rilassatezza che potrebbero risultare fittizie.
Dimostratevi collaborativi ed esprimete interesse per il lavoro, chiedete informazioni dettagliate sulle mansioni, sulle prospettive professionali, senza affrontare subito l'aspetto economico.
Preparatevi a rispondere a svariate domande, soprattutto sulla vostra formazione scolastica e sulle vostre precedenti esperienze di lavoro. Domande come queste hanno risposta facile.Mentre è bene saper rispondere a questioni inerenti la sfera emotiva, creativa e cognitiva. Queste, infatti, sono le domande più varie e anche quelle più temute.
Un esempio di domanda di questo genere è: - Qual è il vostro sogno nel cassetto?
- Come si vede tra 10/15 anni?
Per quanto riguarda domande come queste, dipende dalle vostre ambizioni e dalle vostre esigenze. C'è chi, dopo una formazione di studi scientifici e dopo esperienze di lavoro attinenti e coerenti con gli studi eseguiti e con gli interessi ambiti, vuole diventare un ingegnere piuttosto che un insegnante, e c'è invece chi, dopo studi in matematica e università di economia, al momento del colloquio si trova rispondere che tra dieci anni si vede con marmocchi e famiglia.
Motivate la scelta dei vostri studi oppure, che cosa credete di poter fare? Una possibile risposta al primo quesito sarebbe, per esempio, l'interesse alla letteratura, e quindi agli studi umanistici in generale.
Così, una formazione tipo potrebbe iniziare dalla scelta del liceo classico, alla frequentazione di università orientate all'area della comunicazione o a lettere moderne. E poi
gli stage frequentati , il diploma e la laurea ottenuti, potrebbero rappresentare buone basi per affrontare, per esempio, un lavoro caratterizzato al coordinamento in team, piuttosto che per posizioni manageriali, o
particolari attitudini ad interagire con le persone, rispondendo così alla domanda sul che cosa sapete fare.
Rispondete sempre e comunque con chiarezza:
i punti di forza? Grande senso organizzativo.
I punti di debolezza? Diplomazia a rischio, nei momenti di stress.
Oppure,
perché dovrebbe lavorare per la nostra azienda? Perché penso di essere la risorsa giusta per voi, perché rispondo a tutte le caratteristiche richieste, perché la vostra linea di prodotti, la vostra filosofia d'azienda e il settore in cui opera, sono tutti elementi per me di grande interesse e motivazione, e così via.Il discorso è troppo vario e variopinto per cercare di fornire una rigida catalogazione di possibili repliche e poi è ovvio pensare che ognuno di voi abbia pronta una buona risposta. Ma pensiamo anche che consigli ed esempi come questi, possano tornar utili.
- Il colloquio: cose da sapere prima di affrontarlo