Studiare o non
studiare? Questo è il dilemma. Che avere un titolo di studi comporti automaticamente anche un buon posto di lavoro è infatti un’equazione che non è più esatta da ormai molti, troppi, anni. Ogni tanto però, fortunatamente arrivano delle buone notizie come nel caso del rapporto Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) di quest’anno.
ORIENTAMENTO UNIVERSITARIO: I TEST >>
Gli esperti, dati alla mano, hanno infatti dimostrato che, nella seppur buia condizione generale, per i lavoratori scolarizzati la vita è decisamente più semplice rispetto a quella dei colleghi meno specializzati dato che tra i laureati l'indice di disoccupazione si ferma al 5,4%, contro l’8% di chi ha solo il
diploma e il 10,4% di coloro che si sono fermati alla licenza media.
LE DATE DEL TEST DI AMMISSIONE ALLE FACOLTA' A NUMERO CHIUSO>> Il tutto in un momento molto critico in cui per via della crisi economica tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati è diminuito a livello assoluto di trecentocinquantamila unità dato che hanno perso il posto ottocentocinquantamila persone in possesso al massimo della terza meda e ne sono state assunte cinquecentomila con titolo di studio medio-alto.
TUTTI I CAMPUS PER GLI STUDENTI FUORI SDEDE >>Ovviamente, però, la cattiva notizia è che non tutte le facoltà costituiscono un vero e proprio aiuto nella ricerca di un posto di lavoro: i laureati in ingegneria e in medicina percepiscono un reddito superiore del 10% rispetto alla media. Sotto la media, invece, le retribuzioni per i laureati in discipline umanistiche e in lingue.
ALLENATI GRATIS PER I TEST D'INGRESSO ALLE FACOLTA' A NUMERO CHIUSO >>In conclusione, a quanto pare, laurearsi conviene ancora anche in Italia, anche se bisogna ammettere che i nostri dati se paragonati a registrati nei paesi Ocse sono ben misera cosa dato che nella maggioranza di questi le retribuzioni dei lavoratori con istruzione terziaria sono mediamente più alte del 50% rispetto a quelle dei lavoratori con istruzione secondaria, mentre da noi la percentuale si ferma al 36%. Siete della scuola meglio poco che niente, o dopo la laurea meditate di andare all’estero?
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