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Sbocchi professionali per laureati in lettere

Insegnamento o ricerca non sono più gli unici sbocchi per chi possiede una laurea in Lettere. Le novità per questi laureati arrivano dal web, dalla comunicazione, dalla pubblicità, settori alla continua ricerca di persone "colte" a cui affidare la gestione di contenuti internet, da impiegare presso uffici stampa, case editrici, società di organizzazione eventi

di Marta Ferrucci 25 settembre 2009
art_writing Insomma, per i laureati in materie umanistiche non si prospettano più grigi lavori presso le biblioteche, le scuole o una lunga presenza nelle liste di disoccupazione. E' arrivato il momento del riscatto anche per loro, vediamo come. Come deve muoversi il laureato in Lettere, a quali aziende deve mandare il curriculum, quali sono gli sbocchi e le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro con una laurea di questo tipo?

Le vecchie scelte sono ancora valide, vedi i concorsi nell'amministrazione pubblica, l'insegnamento, anche se ora tutto va adattato in base alla riforma universitaria: per insegnare è necessario seguire una scuola di specializzazione ad hoc, mentre per accedere ai concorsi nella pubblica amministrazione sono sufficenti i tre anni di base. Un'altra possibilità sempre valida è proseguire gli studi nell'ambito universitario, attraverso un dottorato di ricerca, una borsa di studio, ma sono sempre di più le persone che cercano nuove possibilità. Ma quali sono, concretamente, questi nuovi sbocchi? Ecco alcune idee per orientare al meglio la vostra ricerca di lavoro.

Giornalista per carta e web
Chi ama scrivere troverà pane per i suoi denti in tutte le testate giornalistiche presenti nel nostro paese (giornali, riviste, radio), e non solo.
Oggi anche il mondo di internet cerca persone in grado di comunicare, scrivere; ingegneri ed informatici, infatti, possono occuparsi dello "scheletro" di un sito ma ai nuovi giornalisti della rete spetta il compito di "dare corpo" al sito attraverso l'ideazione di articoli e servizi che rendano interessante per l'utente visitare quel portale.    
Ed è per questo motivo che negli utlimi tempi i laureati in materie umanistiche stanno vivendo un momento di "nuova valorizzazione".

I percorsi per diventare giornalista, sia che si scriva per una testata cartacea che per un sito (che dovrà essere registrato come testata), sono gli stessi: dopo due anni di praticantato ed una ottantina di articoli, ci si iscrive all'albo dei pubblicisti. Per diventare giornalista, invece, è necessario anche superare l'esame di Stato.

Per diventare "web content" non è necessario essere un mago del PC: basta saper navigare su Internet (da dove si reperiranno la maggior parte delle informazioni per i redazionali) e conoscere dei programmi base di scrittura; il resto si impara sul campo.

Addetto stampa, editoria
Il settore dell'editoria offre diverse possibilità di inserimento professionale per tutti i laureati in lettere i quali possono candidarsi nei settori della correzione di bozze, traduzioni, organizzazione eventi culturali... .

Quando inviate il curriculum specificate bene l'area in cui vi interessa lavorare e, se potete, candidatevi per uno stage piuttosto che per un lavoro immediato: è molto più probabile che vi rispondano e voi avrete comunque la possibilità di svolgere un'esperienza di lavoro importante.

Il lavoro presso gli uffici stampa
Gli uffici stampa si occupano di fare la rassegna quotidiana dei giornali, cercando informazioni e notizie che possano essere di interesse per l'azienda in cui tale ufficio stampa opera (in alcuni casi le aziende affidano l'attività di rassegna ad uffici stampa esterni). Si tratta di leggere i giornali, italiani e stranieri, selezionare le notizie, lavorare con sistemi di gestione editoriale informatici. Potenzialmente ogni grande azienda possiede un ufficio stampa o una persona che si occupa di questa attività, quindi tutte le grandi aziende sono potenziali candidate a ricevere il vostro curriculum. Ricordatevi di specificare le lingue straniere che conoscete (importantissimo!) e tenete presente che gli orari di un addetto stampa sono analoghi a quelli dei fornai, ovvero sveglia all'alba!

Selezionare e gestire il personale per un'azienda
La ricerca e selezione del personale è una funzione delicata e importante per ogni azienda.
L'acquisizione delle risorse professionali, infatti, si centra sulle esigenze dello sviluppo e del rinnovamento della struttura aziendale diventando un fattore cruciale di crescita aziendale.    
L'esperto in selezione e gestione delle risorse umane è una figura in grado di affrontare a 360° le diverse problematiche aziendali relative al personale.
Oltre a fornire il tradizionale supporto sugli aspetti normativi e contrattuali, tale figura mette a disposizione del top management strumenti e tecniche di gestione del personale evoluti.    

Anche se non esiste un percorso di studio unico per tutti coloro che arrivano a questa professione, si tende a privilegiare i laureati in psicologia o in materie umanistiche come Lettere, Sociologia, preferibilmente con una formazione specifica acquisita con una scuola di specializzazione o un master in questo settore.

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11
Commenti

Francesco giovedì, 1 dicembre 2011

Non è proprio così

Un laureato in lettere non viene preso in considerazione da nessuno in quanto oramai non esiste più editoria basata sulla meritocrazia 8diciamo che non esiste meritocrazia in Italia...), dunque migliaia di micro case editrici che vivono spennando qualche pollo simil scrittore. Le grandi signore dell'editoria invece, non pubblicando più letteratura ma scatolette di tonno, non puntano di certo sulla cultura.
Tutto quello che riguarda il mondo di internet è sotto-sotto-sotto pagato. Se pensate che pagano un articolo attorno ai 3 euro... diciamo che il giornalismo web ha letteralmente massacrato il giornalismo italiano, il quale non era messo poi così bene, visto l'onnipresente e subdola censura di certi capi di stato-imprenditori alti come una mela ma dall'ego incontenibile.
Lavorare nel cartaceo è sempre più difficile: oramai tutto - a parte la carriera politica - prevede corsi, scuole, masterini e similia tanto per succhiare energie e soldi a un popolino stremato. Per diventare pubblicisti si possono fare i due anni canonici, altrimenti è meglio sborsare qualche migliaio di euro alla Cattolica di Milano: in questo caso si "compra" la sudata possibilità di essere inseriti in qualche giornale o rivista mettendo a frutto i due "lunghissimi e intensissimi" anni di onorata carriera giornalistica che, non so perché, dovrebbe sostituire circa 20 anni di letture dei classici (i quali, pur essendo i pilastri su cui si basa la nostra società e lo stesso concetto di libertà, oggi valgono meno di niente). Comunque questo spiega tanta ignoranza giornalistica, tanti "qual'è" in prima pagine (in luogo del corretto "qual è") e tanti strafalcioni da seconda, terza elementare.
Per poter lavorare nelle risorse umane è molto, ma molto complicato. Scommetto che l'ottimismo e l'entusiasmo della cara autrice dell'articolo non sono dettati dal fatto che si deve cercare un lavoro, nell'Italia di oggi, con uno straccio di laurea in Lettere. Questo è - per la cronaca - anche quel pseudo-giornalismo di cui non abbiamo bisogno: un giornalismo ignorante, senza analisi e ricerca, senza metodo e dignità.
Infine non credo nemmeno che le risposte vengano dalle sibilline parole del caro Lium, l'unico in Italia a laurearsi a 30 anni suonati ed essere pagato per questo 2500 euro l'anno dopo un anno, e 30 mila annui dopo due (che tra l'altro equivalgono sempre a 2500 al mese...)
Il mondo non è nelle mani dei grecisti, e nemmeno in quelle dei seppur rari conoscitori della filosofia tedesca. In Italia - noi viviamo qui, dunque è inutile osservare e invidiare l'erba del vicino - il mondo è innanzitutto un mondo piccolo, una carcassa più che altro, smembrata e divorata dai soliti noti. A noi poveracci rimane solo il sogno che, prima o poi, in sella a un bianco destriero, giunga per noi un dolce principe azzurro solo per dirci: "sei assunto!"

n° 2
Giulia martedì, 29 dicembre 2009

se fosse così sarebbe bellissimo

in teoria dovrebbe andare proprio così, purtoppo però la realtà è un'altra: i laureati in lettere sono poco o per nulla richiesti a vantaggio di laureati in scienze politiche e giurisprudenza, la cultura non è più in valore. si ha inoltre la convinzione che un laureato in lettere non sia versatile da qui un disinteresse verso la categoria. o si hanno amicizie influenti o ci si inventa qualcosa... o si va a lavare le scale

n° 1
lium sabato, 16 gennaio 2010

R: se fosse così sarebbe bellissimo

La cultura non deve essere riconosciuta, ma utilizzata. L'errore di tanti laureati in lettere è credere di avere in mano una abilitazione professionale, ma poco richiesta, con cui 'aspettare' uno sbocco lavorativo attinente. SE ci si laurea in una materia umanistica e si assorbe la Cultura che quegli ambiti mettono a disposizione (cosa che pochi fanno, dato che le leggi universitarie rispondono a ottiche di 'mercato' e per sopravvivere indirizzi di studi umanistici offrono lauree e lodi senza dover studiare a fondo - o affatto -), poi basta metterla a frutto per fare qualcunque cosa. Stai tranquilla che se traduci dal greco ed hai assorbito i filosofi tedeschi studiandoli in lingua originale (cosa che un buon umanista dovrebbe fare, non dare risposte vaghe ad un esame facile su un libro appena sfogliato prendendo trenta) il mondo è ai tuoi piedi. Ti mangerai vivi tanti studia-circuiti che hanno la cultura di un calciatore medio. Personalmente ho trovato una marea di sbocchi con un minimo di cultura: subito dopo la laurea ho studiato da solo qualche libro di finanza e mi son buttato nel settore (dove bisogna saper vendere, comunicare e conoscere i prodotti, grafici e teoremi non servono, la matematica è la panzana più inutile del mondo - e io allo scentifico con integrali ed equazioni differenziali me la cavavo bene -, mentre essere fluente in tre lingue mi ha fatto comodo), in contemporanea dottorato, pubblicazioni, docenze, dopo 13 mesi dalla laurea prendevo oltre 2500 euro al mese cumulando più attività. A 22 mesi dalla laurea ero a tempo indeterminato presso una grande (mega) azienda a oltre 30 mila annui, rimpiangendo giusto di dover lavorare con qualche laureato 'scientifico' che oltre il corriere dello sport come discorsi non va e fa incazzare i capi spesso non laureati con le sue arie di superiorità... mai raccomandato, centro italia, ateneo di provincia. Mi son laureato a 30 anni, con passione e dedicando tempo alle materie, alle lingue ed alle letture correlate: tre anni fa.

giorgio martedì, 24 gennaio 2012

R: R: se fosse così sarebbe bellissimo

Caro lium ma che libro di finanza hai letto? Quello che ti danno in omaggio con i punti della spesa?
Studio economia all' università e se non hai una buona cultura scientifica anche il più semplice libro di finanza ti risulta incomprensibile. Il tuo commento è inappropriato, se vuoi lavorare nel settore della finanza devi avere familiarità con modelli econometrici, indici temporali e di variabilità ecc..Ora io non voglio sminuire una laurea in lettere, ma se si presenta un dottore in lettere da bloomberg subito gli sbattono le porte in faccia!Stessa cosa succederebbe se io mi azzardassi di fare l' insegnante di italiano. Poi che la matematica sia la più grande panzana al mondo vaglielo a spiegare ai più grandi premi nobel dell' economia! Tutti avevano un' ottima preparazione matematica.

alvin martedì, 24 gennaio 2012

R: R: R: se fosse così sarebbe bellissimo

> Caro lium ma che libro di finanza hai letto? Quello che ti danno in omaggio con i punti della spesa?
> Studio economia all' università e se non hai una buona cultura scientifica anche il più semplice libro di finanza ti risulta incomprensibile. Il tuo commento è inappropriato, se vuoi lavorare nel settore della finanza devi avere familiarità con modelli econometrici, indici temporali e di variabilità ecc..Ora io non voglio sminuire una laurea in lettere, ma se si presenta un dottore in lettere da bloomberg subito gli sbattono le porte in faccia!Stessa cosa succederebbe se io mi azzardassi di fare l' insegnante di italiano. Poi che la matematica sia la più grande panzana al mondo vaglielo a spiegare ai più grandi premi nobel dell' economia! Tutti avevano un' ottima preparazione matematica.

Ehm... Arrivi con un paio d'annetti di ritardo ;-(

Riccardo giovedì, 2 settembre 2010

R: R: se fosse così sarebbe bellissimo

La matematica è la più grande panzana del mondo potevi risparmiarlo...
Comunque hai ragione la "cultura" è uno strumento e come tale va adoperato, ma dubito che con una laurea in lettere e qualche libro tu sostituisca una laurea in ingegneria. Poi se tu ne sei in grado sei davvero un genio.

lilli lunedì, 3 maggio 2010

R: R: se fosse così sarebbe bellissimo

Un genio!

Rodolfo martedì, 7 settembre 2010

R: R: R: se fosse così sarebbe bellissimo

> Un genio!

Un cazzaro più che altro anche perchè non ho letto e riletto il suo intervento ma ancora non ho capito che lavoro fa :D

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