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Professioni legali: come sfruttare la laurea in giurisprudenza |
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a cura di Marta Ferrucci

Siete appassionati di diritto o semplicemente avete un parente con uno
studio legale già avviato? Entrambi i casi rappresentano un ottimo
motivo per iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza ma ricordatevi
che "non è tutto oro quel che luccica": chi sceglie questa
strada spesso sottovaluta l'impegno necessario ad affrontare esami lunghi
e pesanti ma soprattutto la gavetta ed i concorsi che vanno preparati
una volta terminati gli studi, se si vuole accedere alla professione di
avvocato, notaio o magistrato.
| Ma gli sbocchi non sono solo questi.
Al laureato in giurisprudenza, infatti, si offrono molteplici opportunità
professionali cui accedere in rapporto alle sue propensioni personali.
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Con la riforma universitaria, gli sbocchi sono diversi a seconda che si
consegua il titolo triennale o la laurea specialistica.
Sbocchi con la laurea triennale:
> pubblica amministrazione (funzionario)
> privato: banche e assicurazioni, società di consulenza, aziende
Sbocchi con la laurea specialistica:
tre professioni forensi
> avvocatura
> magistratura
> notariato
Per l'accesso al concorso di magistratura è inoltre richiesto il
diploma rilasciato dalla Scuola di specializzazione per le professioni
legali. Tale diploma non è invece requisito indispensabile per
l'accesso all'esame di Stato per le professioni di avvocato e notaio per
il quale è sufficiente la laurea specialistica seguita da un periodo
di pratica professionale, attualmente della durata di due anni. Chi però
conseguirà il diploma di specializzazione sarà tenuto a
svolgere un solo anno di pratica.
Altri sbocchi della laurea specialistica:
L'insegnamento nelle scuole superiori, carriera diplomatica, dirigenza
pubblica, privato.
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